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Scritto Mercoledì 30 gennaio 2019 alle 23:17

Cassago: Colzani e Cossetta rimettono le deleghe e prendono le distanze da sindaco e maggioranza, ora ''spaccata''. L'annuncio in consiglio comunale

''Sono venute meno le condizioni politiche per far parte di questa amministrazione''. E' questa la frase drastica con cui l'assessore Lorenzo Colzani ha voluto aprire il suo discorso di fronte al consiglio comunale di Cassago Brianza, nella serata di mercoledì 30 gennaio.

Il consiglio comunale riunito questa sera a Cassago

L'annuncio era stato preceduto - questa mattina - dalla remissione delle deleghe sue e del consigliere Marco Cossetta, condizione che ha sancito ufficialmente una spaccatura all'interno del gruppo Progetto Cassago Democratrica a pochi mesi dalle elezioni comunali di maggio. "E' emersa la necessità di ragionare su come muoverci verso le prossime amministrative, chiedendosi chi fosse la figura ideale da riproporre alle prossima tornata elettorale" ha spiegato Colzani. "La dialettica era aperta finché la sindaca ha abbandonato i lavori e le discussioni della lista a cui sento di appartenere e di cui hanno fatto parte pietre miliari a cui mi ispiro come Gaetano Sala o altri sindaci passati".
Una storia politica e cittadina a cui il consigliere Colzani ha rivendicato di appartenere e che lo ha portato a lasciare una maggioranza in cui, sono state le sue parole, "il sindaco ha voluto costruire una lista propria". Parole ribadite anche dall'altro dissidente, il consigliere Marco Cossetta che si è detto dispiaciuto per la constatazione della sindaca Rosaura Fumagalli di non vedere più "le condizioni per lavorare in questo gruppo che fin dal 1975 ha eletto sindaci''. ''A volte - ha chiuso l'intervento il consigliere Cossetta - bisogna scendere a dei compromessi".

L'assessore Lorenzo Colzani (secondo da destra) e il consigliere Marco Cossetta (terzo da sinistra) tra la maggioranza

Compromessi e mediazioni di cui però, la sindaca Fumagalli ha detto di non aver mai sentito parlare. "Chi detta queste condizioni politiche che sono venute meno?" è stato il j'accuse rivolto dalla prima cittadina ai due consiglieri ribelli e a quella parte del gruppo Progetto Cassago Democratica che, dopo averla compattamente sostenuta alle elezioni di cinque anni fa, le si sta voltando contro a sole poche settimane dalle elezioni. "Dentro questo gruppo c'erano anime differenti: la lista era anche mia" ha rivendicato con orgoglio la sindaca Fumagalli. "Ora semplicemente non ci sono più le condizioni per andare avanti. Ne prendo atto e fin da settimana prossima cercherò di mettere un sostituto, per quanto temporaneo, per l'assessorato vacante. Non intendo alimentare ulteriori polemiche".
Al suo fianco, idealmente e fisicamente per la disposizione dei seggi nel consiglio comunale, si è schierato il vicesindaco Guglielmo Giussani. "All'interno del gruppo possono esserci momenti in cui gli obbiettivi non coincidono" ha detto, aggiungendo però, che "se si vuole costruire qualcosa, bisogna riconoscere e rispettare il lavoro degli altri". In particolare, quello della sindaca Fumagalli nei cui confronti la decisione di Colzani e Cossetta "è un modo non giusto di finire l'esperienza amministrativa".

A sinistra Cossetta e Colzani. Accanto a loro gli assessori Maria Cristina Giussani,
Antonio Carrino, Guglielmo Giussani, il sindaco Rosaura Fumagalli e il segretario Vincenzo Del Giacomo

Una ricostruzione che non è stata digerita dall'ormai ex assessore Colzani che, dopo essere stato il primo a aver fatto trapelare sulla stampa la sua ostilità verso un'eventuale ricandidatura della Fumagalli, l'ha accusata di "aver abbandonato i lavori e le riunioni della lista Progetto Cassago Democratica". Parole a cui la prima cittadina ha risposto, facendo riferimento a "decisioni che vanno oltre le dinamiche della sola Cassago Brianza".
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A.P.
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