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Scritto Martedì 05 febbraio 2019 alle 08:18

Bosisio: Gilardi replica al sindaco sulla revoca delle deleghe. ''Delusione personale''

A qualche ora di distanza dalla revoca delle deleghe all'assessore bosisiese Paolo Gilardi da parte del sindaco Giuseppe Borgonovo, è arrivata la replica del giovane.
''La missiva mi è stata notificata dal messo comunale giovedì 31 gennaio. Reputavo necessario avere il tempo materiale per poter rispondere alla lettera vista la complessità e l'importanza della materia. Capisco il nervosismo del sindaco, ma è stato troppo precipitoso nell'aspettarsi una risposta. Mentre mi veniva notificata la revoca, infatti, facevo protocollare in comune la mia risposta'' ha prontamente affermato Gilardi che a sua volta ha inviato uno scritto al primo cittadino (clicca QUI per visualizzarlo).
Nella lettera, aperta con un amicale ''caro Peppo'', ha ringraziato per aver fatto parte dell'attuale gruppo di maggioranza e di aver collaborato in maniera stretta con il sindaco, ''a volte con qualche divergenza ma sempre accomunati dal desiderio di rendere Bosisio un paese migliore''.



L'ex assessore Paolo Gilardi

Dopo l'introduzione, comincia la parte difensiva. In merito alla richiesta del sindaco di tornare sui suoi passi per far parte del nuovo gruppo nato dalla fusione tra "Progetto Bosisio" e "Insieme per Bosisio", ha affermato di non "aver mai ricevuto e sottolineo mai, alcun tuo personale invito a parlare, chiarire, discutere la nuova realtà, ma solo constato il freddo prendere atto della mia decisione". Affermazione seguita poi da un affondo personale. ''Non nascondo la delusione personale nel ricevere un simile gelido trattamento da una persona come te, persona per la quale ho sempre nutrito stima e affetto personale. Ricordo gratificato le numerose occasioni nelle quali affermavi di esserti "quasi un figlio". Ma del resto, già da settimane anche tu avevi iniziato un atteggiamento di chiusura nei miei confronti, quasi io fossi diventato un problema tutto d'un tratto''.
Gilardi ha poi meglio chiarito cosa intendeva per divergenze politiche riferendosi al suo distacco dal gruppo, come aveva dichiarato al momento della scissione: il vicesindaco, secondo quanto scrive nella lettera, stava lavorando già da mesi a un'alleanza con "Insieme per Bosisio", prima ancora che all'interno del gruppo di maggioranza se ne parlasse, ovvero il 9 novembre 2018. "Riunione nella quale, peraltro, ricorderai bene mi ero detto sì disponibile a dialogare con il gruppo "Insieme per Bosisio" ma per valutarne le condizioni, cosa che infatti ho realizzato nelle settimane seguenti, arrivando alla conclusione personale che quella non fosse la strada migliore per Bosisio". L'ex assessore a questo punto avrebbe "serenamente comunicato le motivazioni politiche per quali non avrei fatto parte del vostro gruppo mentre tu (il sindaco, ndr) hai sempre cercato di portare la discussione a livello personale". Qui il nodo fondamentale attorno a cui tutto sembra ruotare, ovvero il ritiro del 24enne dalla nuova formazione per non aver avuto una candidatura "blindata" a sindaco. Fatto che il giovane ha cercato di mettere a tacere affermando che la tesi avrebbe avuto ragion d'essere se a fronte delle primarie interne, avesse lasciato il gruppo "in aperto dissenso. Ma proprio perchè non è questa la ragione, ho lasciato il gruppo settimane prima che si arrivasse alla votazione per le primarie". A questo punto ha ammesso di aver dato, davanti al gruppo "Progetto Bosisio", la propria disponibilità a candidarsi la sera stessa del 9 novembre - la stessa data, secondo la sua ricostruzione, in cui sarebbe stato dato l'annuncio dell'incontro tra le due forze politiche - "motivando il mio passo in avanti con la volontà di mettermi a disposizione se e solo se il mio nome fosse stato unificante all'interno della squadra di maggioranza, diversamente mi sarei fatto da parte".
Gilardi ha poi rafforzato la tesi sulla mancanza di rinnovamento che lo avrebbe portato a lasciare il costituendo gruppo. Secondo l'ex assessore, la volontà di farsi da parte del sindaco, non sarebbe provata nella realtà. "Sappiamo entrambi che seppur con un ruolo formale differente, continuerai ad avere un ruolo altrettanto decisivo all'interno della promessa amministrazione, qualora eletto". Insomma, lascia intendere che il sindaco potrebbe tirare le fila, indirizzando le politiche dell'amministrazione, anche nella veste di - forse - futuro consigliere.
Quanto al proprio compito, ha affermato di aver lavorato con "costanza e impegno" in rapporto alle deleghe assegnateli, "predisponendo alcune proposte per le politiche giovanili dei prossimi mese, collaborando con le associazioni sportive del paese e partecipando (come ho sempre fatto) a tutti gli eventi e manifestazioni locali. Tengo a ricordare che in questi cinque anni sono sempre stato presente a tutti i consigli comunali, unico a vantare tanta dedizione tra tutti i consiglieri di maggioranza".
Ha ribadito poi la volontà di non voler rinunciare all'impegno politico affidatogli nel 2014. Le differenze attuali riguarderebbero i modi e non la sostanza: la sua astensione su alcune delibere di giunta è provocata dal fatto di aver ricevuto la documentazione solo un'ora prima della seduta. "Avevo legittimamente chiesto il rinvio della votazione alla seduta successiva per
Il sindaco Giuseppe Borgonovo
approfondimenti ma tu avevi invece preferito forzare la votazione la sera stessa negandomi la possibilità di documentarmi".

L'ex assessore, concludendo la lettera, ha poi additato come incoerente il sindaco che, nonostante lo abbia privato delle deleghe, gli ha chiesto di restare in consiglio nella veste di semplice consigliere.
Paolo Gilardi ha chiesto di pubblicare la sua lettera nella bacheca degli avvisi del comune. "Tutt'ora sul sito si parla di revoca a causa di mancato riscontro alla missiva. È giusto che venga pubblicata la mia lettera perchè io possa avere uguale spazio. Poi ciascun cittadino trarrà le sue conclusioni personali. Qualora non venisse tempestivamente pubblicata e sull'applicazione MyBosisio, mi rivolgerò al Prefetto di Lecco affinché mi venga dato il giusto spazio".
Quanto alle discrepanze ha rimarcato che riguardano non il presente ma il futuro. "Mi sento fedele agli elettori che mi hanno votato nella lista civica "Progetto Bosisio", mentre il Sindaco che, prendendo una pericolosa deriva politica, ha voluto abbandonare quest'area politica di appartenenza prospettando una brusca svolta per il futuro. Infatti non sono l'unico consigliere all'interno del gruppo di maggioranza a non condividere la fusione e la modalità con cui questa è avvenute. Temo che gli elettori moderati che da vent'anni si riconoscevano in "Progetto Bosisio" faranno fatica a trovare la giusta rappresentanza perché la svolta è verso lista sempre meno moderata e sempre meno civica".
Ha infine voluto sgomberare ogni campo sul suo futuro. "Non mi unirò a "Bosisio Viva". È ovvio che dialogo con tutti i consiglieri perchè questo fa parte del nostro ruolo. Non ho valutato un'alleanza per coerenza politica dal momento che tengo molto a non tradire la fiducia dei miei elettori. La coerenza, invece, è mancata ad altri colleghi consiglieri che hanno lasciato un gruppo e si sono avvicinati a un altro, a seconda della convenienza elettorale" ha affermato con rammarico. "Mi potranno dire che ho voluto fare il sindaco, ma quelle che voglio portare avanti sono idee politiche indipendentemente che siano nella veste di maggioranza o minoranza. Se avessi voluto fare il sindaco a tutti i costi, avrei rinunciato da tempo".
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Michela Mauri
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