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Scritto Martedì 05 febbraio 2019 alle 16:14

Annone: per ''Girasole'' votano contro la minoranza e Longoni, Bartesaghi si astiene

Sei i voti della maggioranza a favore della costituenda impresa per la gestione dei servizi sociali nell'ambito di Lecco. Ad Annone Brianza, nella seduta di consiglio di lunedì 4 gennaio, non è stato solo il gruppo di minoranza ad alzare la mano per esprimere voto contrario alla delibera relativa all'approvazione dei due statuti a fondamento della società, ma anche il capogruppo di maggioranza Marco Longoni. Ha invece preferito astenersi, senza fornire parere, l'assessore al bilancio Laura Bartesaghi.
Alla seduta consiliare era stato invitato il sindaco di Castello Brianza Aldo Riva che non ha però potuto essere presente per motivi influenzali e dunque la spiegazione è stata demandata al sindaco.

Il sindaco Patrizio Sidoti tra il segretario comunale Raffaella Volpez e l'assessore Giancarla Pellegatta

"Siamo arrivati alla conclusione dell'iter dopo un tortuoso passaggio che ha visto vari cambiamenti e nell'agosto del 2018 avevamo raggiunto l'accordo per un'impresa sociale con 26 comuni, dopo che quattro dell'oggionese si erano smarcati per entrare in Retesalute. Tuttavia, dal momento che sono mancati i decreti attuativi, si è individuata una nuova possibilità che vede presenti 9 cooperative, i soggetti privati, insieme a un consorzio di tutti i comuni aderenti, la parte pubblica. Dal momento che le cooperative non possono entrare con un capitale inferiore al 70%, si è dovuto mantenere un 30% pubblico. Questa forma permette di fatturare i lavori con un'Iva al 5% al posto del 22%" ha spiegato Patrizio Sidoti. È stata dunque superata la vecchia formula 51% al privato e 49% al pubblico.
Il modello di governo della società sarà costituito da un presidente di nomina pubblica, un membro nominato d'intesa tra socio privato e comuni, un rappresentante delle associazioni dei soggetti del terzo settore e due rappresentanti dei soci privati.
Il costo del consiglio d'amministrazione, come composto, è di 28.000 euro all'anno, di cui 12.000 euro per il presidente e 4.000 euro annui attribuiti a ciascuno dei consiglieri per complessivi 16.000 euro.
La società sarà costituita su un capitale sociale di 100.000 euro di cui 49.000 euro di proprietà del comune (diviso il numero di abitanti) mentre il resto verrà messo dai soci privati, che si impegnano altresì a pagare il costo di gestione dell'apparato giuridico e amministrativo. La quota è di 676.000 euro, da distribuire sui sei anni del contratto. Annone, per coprire la sua parte, dovrà mettere a disposizione 896 euro. "Ora come comuni stiamo proponendo i nominativi per il presidente e poi si sceglierà. Quello presentato è l'impianto a livello generale, poi il comune appalterà i propri servizi" ha precisato il primo cittadino.
Il gruppo all'opposizione ha ribadito la posizione già espressa a suo tempo.

I consiglieri di minoranza

"Nel 2017 avevamo votato contro perchè siamo dell'idea che il servizio sociale debba essere fornito dal pubblico e non da una società mista. Non ci discostiamo da questo punto" ha confermato Federica Bartesaghi, seguita dal collega e capogruppo Tiziano Corti. "Rimango sempre più allibito per la scelta: in questa impresa la struttura pubblica avrà ancora meno potere, visto il 70% del privato. Sono inoltre preoccupato per le persone che hanno necessità di questi servizi: potranno avere più difficoltà ad accedervi, oltre al fatto che attraverso la delega a diverse cooperative, mancherà il punto di riferimento umano".
Il parere negativo del gruppo su questa forma societaria è stato rafforzato anche da Rosanna Ferrero. "Diventa un sistema talmente grande che non so se un piccolo paese riuscirà ad avere la tempestività che aveva prima nel garantire il servizio".
Il parere contrario di Marco Longoni è invece motivato dalla mancanza di garanzie che solo un soggetto pubblico sarebbe in grado di fornire. "Andiamo ad affidare i servizi sociali a un'impresa il cui azionariato è formato per il 70% da privati e per il 30% da comuni. Questo significa che le regole a cui sottostarà questo soggetto saranno quelle dei privati: i lavoratori saranno assunti dal consorzio cooperativo, mentre nel caso di una società pubblica, come è Retesalute nel distretto meratese-casatese, vengono assunti attraverso un concorso pubblico trasparente. Quando deve fare subapplati, l'azienda speciale è inoltre soggetta a obblighi di controllo, mentre il privato no. La governance di questo soggetto dunque è di tipo privatistico sebbene il presidente sia nominato dai comuni. Si poteva scegliere tra più soggetti: Ello, Colle Brianza, Nibionno e Sirone hanno fatto un'altra scelta, non dico che sia la migliore, ma ci hanno preconfezionato il pacchetto dicendo prendere o lasciare".

Primo a sinistra Marco Longoni, capogruppo di maggioranza. Seconda da destra l'assessore Laura Bartesaghi

Al primo cittadino che ha gli ha sottolineato un risparmio importante sull'Iva, ha replicato: "L'azienda speciale di diritto pubblico è una mano esterna dell'amministrazione pubblica e se eroga un servizio pubblico applica lo 0% di Iva".
Il panorama attuale secondo il consigliere è piuttosto frammentato a livello societario: in Valsassina c'è un'unità montana, a Lecco un consorzio privato di cooperative e a Merate una società di diritto pubblico. "Mi aspettavo che prima di privatizzare fossero state compiute tutte le valutazioni. Avremmo potuto formare diverse microaziende speciali. Non capisco perchè, pur di portare avanti le cose, si sia messo il 30% al privato. Credo ci sia un disegno politico, non partitico, nel senso di voler lasciare in mano tutto al privato. Voglio vedere, in futuro, chi si troverà come alternativa se non dovessimo trovarci con la cooperativa. Ricordo invece che Silea e Lario Reti Holding sono a controllo pubblico, mente questa società ha un controllo per il 70% privato".

Il gruppo di maggioranza

È stato l'assessore alla partita a difendere la scelta dell'amministrazione. "Questa è la coprogettazione che da anni fornisce il servizio d'ambito di Lecco. I servizi sono gli stessi che l'ambito, tramite Lecco capofila, ha sempre erogato. Lo abbiamo scelto anche per avere continuità con quello che abbiamo offerto fino ad ora: i vincitori sono le stesse cooperative che già conosciamo e ci forniscono servizi ed è una società di servizi dove non ci sono utili" ha asserito Giancarla Pellegatta.
M.Mau.
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