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Scritto Mercoledì 06 febbraio 2019 alle 16:04

Casatenovo: a Villa Mariani uno spettacolo sul bullismo per i ragazzi delle scuole medie

Uno spettacolo su un tema di estrema attualità, il bullismo, è stato messo in scena nelle mattinate di martedì 5 e mercoledì 6 febbraio presso il Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale Villa Mariani di Casatenovo davanti ad un pubblico speciale: gli alunni della vicina scuola media Maria Gaetana Agnesi.

Un momento dello spettacolo messo in scena martedì. Prima a sinistra la direttrice Irene Carossia

Ad esibirsi è stata la Compagnia Stabile Favola Folle alla presenza della direttrice artistica Irene Carossia che ha saputo scrivere un testo perfettamente attinente alla delicata - e attualissima - tematica.
Martedì 5 febbraio ricorreva infatti la giornata internazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, con l'obiettivo di contrastare e denunciare atteggiamenti violenti e discriminatori, cercando di ribadire il NO al fenomeno fuori e dentro le scuole al fine di sensibilizzare non solo i ragazzi, bensì l'intera comunità.

Foto a cura del Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale Villa Mariani

"Le parole che non voglio" è uno spettacolo che spinge ad esprimere la propria meravigliosa unicità vivendo in armonia e in rispetto con gli altri, combattere le etichette e l'omologazione che sopprimono le diversità e lottare contro i giudizi e pregiudizi che devono essere lasciati fuori dalla porta" ha detto la direttrice Irene Carossia, rivolgendosi poi ai giovani presenti fra il pubblico. "Questo spettacolo è costruito apposta per voi, siete in un teatro di libertà, seguite quello che accade e portate rispetto a cui si è impegnato per lo spettacolo ma soprattutto a voi stessi''.

Lo spettacolo teatrale rappresenta infatti un'esperienza unica, poiché il teatro oltre ad essere un luogo di straordinaria comunicazione è anche luogo di libertà. Una libertà che si legge nei potenti corpi dei protagonisti, nelle loro voci, nel loro bisogno di dare spazio ai personaggi. Una libertà che si legge nel testo, pensato e scritto per i giovani dove i ruoli si ribaltano a dimostrazione del fatto che ognuno di noi, a prescindere dall'età e dal ruolo, ha delle criticità da esprimere e da risolvere.

Quattro personaggi in scena, tre pazienti e il dottor Psycho alla ricerca della possibilità di poter smettere di avere paura di se stessi.
Durante lo spettacolo sono stati trasmessi messaggi importanti grazie ad alcune frasi forti pronunciate dai protagonisti, che con grande abilità hanno lasciato i presenti con il fiato sospeso. Il principale obiettivo dello spettacolo era quello di trasmettere l'importanza dell'accettare per essere accettati, aiutare per essere aiutati e rispettare per essere rispettati.

Imparare ad amare la propria unicità è la chiave per essere felici e per risolvere qualsiasi problema bisogna rimanere uniti, non lasciare che il bullo isoli come un animale isola la propria preda.
M.T.
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