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Scritto Giovedì 07 febbraio 2019 alle 16:37

Galgiana: fallita la 'sas' che si era occupata dei lavori al cimitero. Il Comune si insinua nel passivo per avere il risacimento danni

L'amministrazione comunale di Casatenovo presenterà istanza per essere ammessa al passivo fallimentare dell'impresa che un decennio fa almeno, aveva portato avanti i lavori per la realizzazione del blocco di colombari e ossari al cimitero di Galgiana. Un'opera che si era resa necessaria per dare risposta alle esigenze di sepoltura de cittadini della frazione, ma che ben presto aveva presentato delle gravi problematiche. La struttura, a pochi anni di distanza dalla conclusione dei lavori, si era pesantemente ammalorata e ciò aveva spinto il Comune a citare in giudizio l'impresa con sede in Calabria che si era occupata appunto dell'opera.

Il blocco ossari, visibilmente ammalorato, realizzato nel 2006 al cimitero di Galgiana

A questo proposito a fine 2016 il tribunale di Lecco si era espresso con una sentenza a favore dell'amministrazione comunale casatese, riconoscendo che i lavori erano stati eseguiti male e quantificando in circa 100mila euro (come da relazione del CTU, consulente tecnico unico) il danno da rifondere all'ente. Se il ''braccio di ferro'' giudiziario vedeva contrapposta al Comune di Casatenovo, la società con sede legale in Calabria che aveva eseguito i lavori, quest'ultima era stata condannata soltanto al pagamento della metà della cifra - e quindi a 50mila euro circa - in quanto il giudice aveva ritenuto che gli errori avessero interessato anche la fase progettuale dell'intervento. Di qui la decisione della giunta Galbiati di citare in giudizio anche il progettista/direttore dei lavori che ormai dieci anni fa si era occupato delle nuove strutture del camposanto di Galgiana, nella speranza di ottenere la totalità della somma stabilita dal CTU per quel che riguarda il risarcimento dei danni materiali.
A distanza di due anni dalla prima sentenza però, l'impresa calabrese non ha ancora provveduto al pagamento della cifra stabilita del tribunale di Lecco e anche il tentativo di pignoramento mobiliare portato avanti in sinergia con l'autorità giudiziaria di Reggio Calabria non ha avuto successo in quanto la società non risultava essere esistente presso l'indirizzo della sede legale indicato. E così il Comune di Casatenovo aveva stabilito di procedere ad una istanza di dichiarazione di fallimento della sas, nella speranza di recuperare il denaro che le spetta. Dopo questo passaggio (che risale ad un anno fa circa) nelle scorse settimane è giunta in municipio la conferma dell'avvenuto fallimento dell'impresa, sentenziato a fine 2018 dal tribunale di Reggio Calabria.

Il blocco colombari al termine dei lavori realizzati dal Comune nei mesi scorsi

Di qui la recente decisione assunta dalla giunta Galbiati, di procedere all'istanza di ammissione al passivo fallimentare della sas, mettendo a bilancio 1.459,12 euro quale corrispettivo per il legale che seguirà il Comune in questo ennesimo passaggio legale. Un ulteriore atto di questa vera e propria ''odissea amministrativa'' nella speranza di riuscire ad entrare in possesso della cifra che il tribunale lecchese aveva indicato quale risarcimento del danno economico per l'ente casatese. L'intervento di sistemazione del cimitero nel frattempo è stato infatti eseguito e finanziato direttamente dal Comune che nei mesi scorsi aveva messo sul piatto 140mila euro necessari al restyling. Ora la speranza degli amministratori è quella che parte di questa cifra possa rientrare il prima possibile nelle casse comunali.
G.C.
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