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Scritto Venerdì 08 febbraio 2019 alle 12:46

Cassago: i luoghi della memoria ebraica a Milano illustrati dalla prof.ssa Costantini

"I luoghi della memoria ebraica di Milano" è il titolo del libro presentato giovedì sera a Cassago Brianza dall'autrice Francesca Costantini all'interno del ciclo di incontri "Percorsi nella Memoria" del Consorzio Villa Greppi. "C'è ancora tanto bisogno di ricordare perché oggi stiamo regredendo. Per questo è importante che le amministrazioni continuino a investire nel ricordo e nel preservare la Memoria" ha detto la sindaca Fumagalli, invitando, prima dell'inizio della presentazione, i presenti a "fare tesoro di una serata come questa perché le tragedie del passato restino un ricordo, anche se sembra non sia proprio così".

Da sinistra Daniele Frisco, il sindaco Rosaura Fumagalli, Francesca Costantini,
Marta Comi del Consorzio Villa Greppi e l'assessore M.Cristina Giussani

Affermazione sottoscritta anche da Marta Comi, presidente del Consorzio Villa Greppi, che ha ringraziato l'amministrazione cassaghese per la collaborazione e il curatore della rassegna, il professore Daniele Frisco "per la qualità delle proposte tematiche e per lo spessore dei relatori invitati". Ha ricordato infine sia la visita ai luoghi della Memoria a Milano del 3 marzo sia il viaggio al "Konzentrationslager Natzweiler-Struthof", al confine tra Germania, Francia e Belgio. La parola è passata quindi al professor Frisco che ha evidenziato l'importanza del libro della Costantini in grado di "sottolineare le responsabilità degli italiani fascisti nella furia della persecuzioni".

A partire proprio dalle leggi razziali del 1938, che, "nonostante vengano considerate semplici incidenti di percorso nella storia del fascismo italiano, furono durissime e si applicarono in una pluralità di campi, a partire dalla scuola e l'educazione, con la negazione di diritti elementari. Il 5 settembre furono espulsi studenti e insegnanti dalla scuola, anticipando anche la Germania" ha detto Francesca Costantini, insegnante di storia e filosofia e collaboratrice della Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea). "Le legge segregazioniste nei confronti degli abitanti delle colonie hanno preceduto la promulgazione delle leggi razziali" ha spiegato la relatrice, aggiungendo come non ci stato alcun "riconoscimento delle colpe e della gravità di quanto accaduto e per questo è tanto importante la Giornata della Memoria: i conti con quanto successo non sono stati fatti realmente. Le leggi razziste del 1938 sono state applicate infatti, con una precisione metodica e con un accanimento che ci deve far riflettere".

A partire da quell'anno, "il razzismo divenne di stato, salendo in cattedra e entusiasmando la gente nella piena sudditanza dei mezzi di informazione". La studiosa è quindi passata a descrivere e a dare qualche informazione più precisa sui luoghi della Memoria ebraica a Milano. C'era la scuola "inventata" e attrezzata in breve tempo in due villette di via Eupili, zona Sempione, divenute sede di importanti attività culturali come il coro diretto dal maestro della Scala Vittore Veneziani, le conferenze tenute dallo scrittore di teatro Sabatino Lopez, le lezioni di disegno con il pittore Carlo Vitali.

Altro luogo importante è stata Mensa dei bambini di via Guicciardini 10, in zona città Studi. Voluta e finanziata da Israel Kalk, un ebreo emigrato in Italia dalla Lettonia dopo la Prima guerra mondiale, serviva a garantire un pasto ai bambini ebrei stranieri presenti a Milano. "Aprì le porte ai più piccoli e aprì una mensa per i giovani ebrei profughi con l'obbiettivo di trasmettere anche la cultura del popolo ebraico" ha detto la relatrice. Ha citato anche il Binario 21, il Memoriale della Shoah di Milano, da dove partì il primo convoglio diretto ai campi di sterminio con circa ottocento ebrei, di cui ne sono tornati ventisette.



"La causa principale della tragedia della Shoah è stata l'indifferenza delle persone perché gli ebrei erano votati a sterminio e a soluzione finale mentre gli oppositori erano schiavi da sfruttare fino all'osso. Il Binario 21 si trova nei sotteranei della Stazione e non in alto anche perché per anni il tema della Memoria è stato relegato ai margini". Di fronte alla domanda su che scelte avrebbe adottato se si fosse trovata in quella situazione, la relatrice ha risposto che "c'era una crudeltà inaudita che coinvolse le migliaia di persone che servivano per far funzionare il sistema. Ci sono tante domande che non ci siamo ancora posti sulla coscienza delle singole persone".

Su questo scenario e sfondo lugubre e buio, durante le guerra "ci sono stati anche molto giusti che hanno deciso di fare qualcosa e di dare rifugio alle persone perseguitate. Mentre il papa rimase in silenzio di fronte allo sgombero e alla deportazione degli ebrei del Ghetto di Roma, c'erano i conventi che davano una mano sotto silenzio. C'erano anche tanti preti e vescovi che hanno deciso di condividere le sorti dei perseguitati e di salvarli dalla persecuzione". Non mancavano anche figure di cui tanto si sente parlare nella attualità: "erano i passeur, gli scafisti dell'epoca, che permettevano agli ebrei di fuggire e di raggiungere la Svizzera. Sono cose molte attuali e ci riguardano, anche a partire dai luoghi che queste persone hanno attraversato". A suo parere, "il processo di disumanizzazione inizia dal togliere la dignità di essere umano alle persone, di lì allo sterminio il passo è breve".
A.P.
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