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Scritto Venerdì 08 febbraio 2019 alle 18:11

Cassago: la crisi politica della maggioranza, divisa tra la sindaca Fumagalli e....i partiti

La nomina di Guglielmo Giussani ai lavori pubblici e la sua sostituzione con Laura Poletti ai servizi sociali è solo l'ultima puntata della saga politica che sta coinvolgendo il casatese in queste settimane pre elezioni comunali e europee. Fissate a fine maggio, le decisioni di singoli e gruppi stanno già dando una sferzata a un clima politico solitamente sonnolento. Se a Bulciago, a Cremella, a Barzago, gli altri tre comuni confinanti che cambieranno l'amministrazione il 25 maggio, non si prospettano per ora grandi colpi di scena rispetto alla scorsa tornata elettorale, è Cassago Brianza con i suoi oltre quattromila abitanti a tenere banco in queste settimane preelettorali. Al netto di divisioni e discussioni ripetutesi nel corso del mandato, di cui però, niente è trapelato ufficialmente e pubblicamente dalle aule del comune, a dare il via alla contesa e a accendere le polveri sono state le parole dell'ex assessore ai lavori pubblici, Lorenzo Colzani. "Qualche problema c'è stato, è innegabile" aveva dichiarato alla stampa in un'intervista di inizio gennaio, lasciando intendere che la prima cittadina fosse stata sfiduciata dalla sua maggioranza. Parole che non sono mai state smentite da Lorenzo Colzani e che non sono piaciute di certo alla sindaca in carica Rosaura Fumagalli che però ha deciso di non fermarsi, di stringere i ranghi di chi la appoggia e di contrattaccare. Ha pubblicato un articolo di replica e di spiegazione di quanto accaduto che faceva seguito a una attestazione di fiducia nei suoi confronti di tutti i consiglieri comunali, eccetto due, Lorenzo Colzani e Marco Cossetta. Gli stessi che all'ultimo consiglio comunale, a fine gennaio, hanno annunciato pubblicamente l'abbandono delle rispettive deleghe: lavori pubblici, commercio e miniera Holcim, chiamando a supporto nell'aula comunale quella parte della lista di maggioranza "Progetto Cassago Democratica" che li ha sostenuti e ne ha appoggiato la scelta.

Rosaura Fumagalli (al centro) e la maggioranza di Progetto Cassago Democratica, oggi divisa

"Vuole fare una lista propria", "ha abbandonato i lavori della lista" sono state le accuse rivolte dall'ormai ex assessore Colzani alla sindaca Fumagalli nel corso della serata. La spaccatura interna è ormai un dato di fatto: una parte di Progetto Cassago Democratica, Rosaura Fumagalli non la vuole più come candidata sindaco. Oppure il contrario: è lei che, come recita il comunicato, firmato da una parte di Progetto Cassago Democratica del 1 febbraio, "ha dichiarato, nel corso di una delle ultime riunioni, andando con ciò al di là di quella dialettica democratica che è linfa vitale di ogni aggregazione politico-amministrativa, di non considerare più presenti le condizioni per continuare a collaborare con la maggior parte dei componenti del Gruppo stesso e di non avere pertanto intenzione di proseguire i lavori con il Gruppo "Progetto Cassago Democratica". Una presa di posizione firmata anche dall'attuale deputato del Partito Democratico e ex sindaco di Cassago Brianza, Gianmario Fragomeli, che in un'intervista ha espresso la necessità di "cambiare registro", a partire dal candidato o candidata sindaco. "Di ricandidature automatiche non ce ne sono mai state" è stata la formula utilizzata dal deputato Fragomeli per sfiduciare Rosaura Fumagalli, suo ex braccio destro nel corso dei suoi anni come sindaco a Cassago Brianza.
Neanche la presa di posizione sua, di altri ex sindaci, come Luciano Fumagalli o Maurizio Corbetta, e di altri cittadini hanno convinto l'attuale sindaca a darsi per vinta. "E' molto differente dire che il sindaco "non vuole" più collaborare, anziché dire che "non la si vuole" più far collaborare" ha scritto, sottolineando come "i due consiglieri che hanno preso le distanze a soli 3 mesi dall'inizio della campagna elettorale avrebbero dovuto, dal mio punto di vista, durante gli anni, nelle sedi adeguate, opporsi per salvaguardare l'interesse pubblico". Opportunismo e mancanza di rispetto: sono queste le accuse che la sindaca Fumagalli ha rivolto ai suoi ormai ex compagni di lista, mettendo in luce come sia mancata la volontà di trovare una soluzione condivisa.
Ormai la frattura tra le due anime della maggioranza è plateale e a Cassago Brianza è più che possibile che l'attuale amministrazione si rompa alle elezioni di maggio, presentando due liste contrapposte. Da una parte la sindaca con i consiglieri e le consigliere che le hanno rinnovato l'appoggio e dall'altra chi? Qualche risposta la si avrà già martedì 12 con l'assemblea convocata a Oriano dai "ribelli". Ma chi sono? E' il "partito (democratico NdR)" che le ha voltato le spalle, come ha suggerito il consigliere dell'opposizione Paolo Amati? C'è chi giura di no ma guardando le firme del documento di sfiducia in

 effetti, oltre al deputato Gianmarco Fragomeli, sono tanti i nomi che più volte hanno espresso la loro vicinanza al PD. I due ex sindaci, Maurizio Corbetta e Luciano Fumagalli, figurano entrambi tra i sostenitori del sì al referendum costituzionale sulla riforma renziana della Costituzione del 2016 mentre Lorenzo Colzani, il volto pubblico della rottura, è stato recentemente uno dei candidati dell'area casatese per l'assemblea provinciale del PD a fianco dell'ex candidata segretaria Agnese Massaro. Del circolo PD di Cassago-Bulciago e Nibionno fa parte o ha fatto parte anche un altro firmatario come Andrea Proserpio mentre Luigi Donghi era uno degli aderenti alla costituente socialista di Lecco. Non sono mancate poi le firme di altri ex amministratori durante il mandato Fragomeli come l'ex consigliere Alessandro Ghezzi o l'ex assessore Carla Giacomelli. Sono diversi anche i giovani che, dopo aver partecipato alla fondazione di Freccia Rossa nel 2011, hanno ribadito in quest'occasione la loro vicinanza all'ex sindaco, promotore dello spazio giovanile che ha animato le ultime estati cassaghesi. A aver firmato il documento è anche un altro nome di peso del PD nella zona: l'ex vicesindaco di Nibionno, Sergio Pini, che, dopo essere stato candidato per le regionali di pochi mesi fa con il PD, ha appoggiato la presa di distanza dalla sindaca Rosaura Fumagalli.
Secondo altri invece, i malumori maturati all'interno della maggioranza sono da attribuire ai limiti dell'azione amministrativa della giunta Fumagalli. A partire dalla gestione del personale degli uffici comunali, dove si è lamentata l'assenza di responsabili sia nell'ufficio ragioneria sia all'ufficio tecnico che avrebbero provocato dei rallentamenti nelle attività dell'ente.
Dai documenti ufficiali, così come dalle parole in consiglio comunale degli ex consiglieri Cossetta e Colzani, non è emersa finora una spiegazione chiara delle decisioni e dei progetti futuri di quella parte della lista Progetto Cassago Democratica che ha sfiduciato la sindaca Fumagalli. Qualche elemento di riflessione in più lo darà l'assemblea di martedì 12, alle ore 21 presso la sala civica di Oriano.
Alessandro Pirovano
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