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Scritto Sabato 09 febbraio 2019 alle 15:26

Dolzago: testi e musica per ricordare il dramma delle Foibe

Nella sala consiliare del comune di Dolzago, venerdì 8 febbraio, è stato dedicato un incontro di riflessione ed approfondimento al delicato tema dei massacri avvenuti nelle Foibe.
Il lettore Nicola Portonato e la musicista Natalya Chesnova hanno deciso di celebrare il giorno del ricordo proponendo agli ascoltatori una raccolta di testimonianze che hanno lasciato poco spazio ai dettagli cruenti di quel periodo ma hanno cercato di dare voce a coloro ai quali è stata tolta la possibilità di raccontare la tragedia che hanno vissuto.

Il lettore Nicola Portonato e la musicista Natalya Chesnova e il sindaco Paolo Lanfranchi

All'inizio della serata il sindaco dolzaghese Paolo Lanfranchi ha ringraziato gli ospiti per la disponibilità ed ha accolto il pubblico in sala ringraziandolo per la partecipazione. "Questa sera siamo qui per celebrare il giorno del ricordo, che si terrà il 10 febbraio, ed approfondire insieme questa tematica sotto una luce nuova. Purtroppo questo giorno e la giornata della memoria, nel corso degli anni, sono state politicamente colorate e poste impropriamente a contraltare l'una dell'altra. Credo, al contrario, che questi momenti abbiano una sola finalità: spingerci a riflettere, conoscere ed approfondire affinché tragedie come queste non si verifichino più".
Attraverso la melodia di musiche naturalistiche e le descrizioni del lettore è stata riprodotta l'immagine di una terra bellissima ed un paesaggio meraviglioso, come quello dell'altopiano del Carso, che purtroppo ha fatto da sfondo ad avvenimenti atroci.
Le diverse testimonianze proposte, legate da un filo rosso, hanno raccontato le vicende di uomini, donne e bambini innocenti, travolti dalla guerra ed inermi di fronte alla crudeltà di altri esseri umani. Sono state ricordate le vittime croate e slave morte per mano dei fascisti e gli italiani che, finita la guerra, sono stati a loro volta massacrati da coloro che fino a poco prima erano state le vittime di una tragedia ingiusta.

Molti dei racconti sono stati tratti dal libro "Bora" che racchiude le numerose lettere della corrispondenza epistolare tra Anna Maria Mori, che lasciò Pola per trasferirsi in Italia, e Nelida Milani che invece decise di restare. Dialoghi che hanno raccontato la paura, la condizione di fragilità e spaesamento, accompagnati nella lettura da una musica drammatica e toccante che ne ha rievocato il dolore.
Nicola Portonato ha concluso l'incontro citando le parole di Milena Yesenska, giornalista e scrittrice ceca deportata nel campo di concentramento di Ravensbrück in Germania nel 1940. Un inno di speranza e di pace rivolta alle nuove generazioni che hanno ancora il potere di cambiare il futuro.

"Alle spalle di questa folla ho visto passare un soldato tedesco: egli si è fermato e ha salutato. Ha guardato quegli occhi rossi dal pianto, le lacrime che scorrevano sui volti, la montagna di fiori coperta di neve. Ha capito che quella gente piangeva perché ‘lui' era lì. E ha salutato. Non può aver capito il motivo di quel dolore. Guardandolo ho pensato alla Grande Illusione: verrà davvero il giorno in cui potremo vivere fianco a fianco - tedeschi, cechi, francesi, russi, inglesi - senza farci del male, senza doverci odiare, senza farci torto a vicenda? Verrà davvero il giorno in cui fra gli stati ci sarà comprensione come fra gli individui? Cadranno un giorno le frontiere fra i paesi, così come cadono quelle fra gli uomini quando essi si avvicinano? Come sarebbe bello vedere quel giorno!".
Sa.A.
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