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Scritto Domenica 10 febbraio 2019 alle 15:08

Viganò: in Tribunale una lite tra ''vicini'' con colpi di fucile

Erano intervenuti il 5 dicembre 2014 in Via delle Molere a Viganò in seguito ad una lite di vicinato. Quattro anni dopo i carabinieri della stazione di Cremella sono stati escussi in qualità di testimoni venerdì mattina in tribunale a Lecco, sedendosi al cospetto del giudice Mariachiara Arrighi.

I due militari sono stati infatti chiamati a deporre nel processo a carico di A.T., accusato di lesioni personali aggravate e danneggiamento, per aver esploso dei colpi di fucile dal proprio balcone verso la macchina del vicino di casa, mentre quest'ultimo era impegnato in una manovra per uscire dal vialetto.

Quella sera però, ad allertare le autorità sarebbe stata la sorella dello stesso imputato: "il compagno della signora per uscire dal cortile con la vettura aveva invaso la proprietà del vicino - ha raccontato uno dei due operanti, secondo quanto riferitogli dalla donna - che per questa ragione avrebbe cosparso di liquido infiammabile l'ingresso della loro abitazione".

All'arrivo della pattuglia era nata una vivace lite fra la famiglia dell'imputato e il vicino di casa, al punto che il padre di A.T. avrebbe inveito contro il ''rivale'' brandendo una spranga.

L'avvocato della difesa, Mauro Tosoni, ha quindi chiesto ai carabinieri se sul posto avessero constatato presenza o comunque tracce di liquido infiammabile: "effettivamente sì, abbiamo sentito odore di quella che poteva essere benzina" è stata la risposta del teste.

Questo è stato quanto hanno potuto riportare i due convocati, non avendo loro stessi compiuto sopralluoghi nell'abitazione dell'imputato, a differenza del collega che nell'udienza dello scorso aprile aveva affermato di aver rinvenuto un fucile carico nella camera da letto del viganese. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 6 settembre per la discussione finale.

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F.F.
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