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Scritto Giovedì 14 febbraio 2019 alle 17:04

Il commento: le quote rosa e il tavolo tutto...maschile

Due, tre, nove. Due, sono i consiglieri che hanno rimesso le deleghe, sancendo la crisi dell'amministrazione Fumagalli di Cassago Brianza. Tre, gli ex sindaci che hanno aperto la riunione di Progetto Cassago Democratica di martedì sera. Nove, le persone che erano sedute al tavolo dei relatori per spiegare le motivazioni del sostegno tolto alla sindaca Fumagalli. Due, tre, nove: non sono numeri magici, né del lotto, sono gli UOMINI protagonisti delle varie fasi della contestazione del mandato di Rosaura Fumagalli, la prima sindaca nella storia amministrativa di Cassago Brianza. Al di là dei meriti politici e amministrativi della decisione, già presentati in un altro articolo, la serata di martedì alla sala pubblica di Oriano restituisce anche questa immagine: al tavolo dei relatori erano seduti e hanno parlato solo uomini. Le donne, al più, sono state chiamate per comparire nella foto finale. Un'immagine che stride con quella parte del gruppo Progetto Cassago Democratica che aveva deciso di puntare e vincere, cinque anni fa, sulla candidata sindaca Rosaura Fumagalli - anche e perchè era donna - come ha detto il deputato Fragomeli, ritenendola una una scelta coraggiosa per la storia politica del paese.
Una tendenza a cui anche il presunto maggior sponsor politico della candidatura di Sergio Pini, il Partito Democratico, si sta allineando. Perlomeno a livello provinciale, dopo l'elezione di novembre come segretaria della casatese Marinella Maldini, e in altri comuni della zona, a partire da Oggiono dove la candidata designata a sfidare il centro destra è l'ex consigliera comunale Chiara Narciso. Come dimenticare poi l'impegno dell'ex deputata democratica di Lecco, Lucia Codurelli, a favore delle donne vittime di violenza attraverso il Fondo Zanetti?
Visti anche questi fatti, è probabile che la scelta di far parlare e far portare ai soli uomini seduti al tavolo dei relatori di martedì sera le ''accuse'' contro la sindaca non sia stata intenzionale e non c'entri nulla con la nuova lista che si sta preparando. Di sicuro però, è stata un'immagine che un po' sfigura nella storia di Progetto Cassago Democratica e di quella tradizione di sinistra a cui non sono mancati i riferimenti durante tutta la serata.
Nella formazione della futura lista e negli incontri in vista delle elezioni di maggio, il neo candidato Sergio Pini sarà sicuramente in grado di far dimenticare, in termini d'immagine e di proposte, questa assenza iniziale. Altrimenti il rischio è solo quello di dare adito a una semplicistica contrapposizione di genere.
Alessandro Pirovano
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