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Scritto Sabato 23 febbraio 2019 alle 08:35

Casatenovo: la 3C (medie) studia la figura di Graziella Fumagalli e incontra i suoi fratelli

Tutte le classi terze della scuola media Agnesi di Casatenovo stanno svolgendo un progetto sui personaggi di spicco legati alla storia del paese: la 3C ha deciso di parlare di Graziella Fumagalli, missionaria laica uccisa nel 1995 in Somalia.

 

I ragazzi, insieme all'insegnante di italiano prof.ssa Claudia Somaschini hanno approfondito la conoscenza della figura del medico. Nata a Casatenovo nel 1944, terza di nove figli, matura un'attenzione alle missioni che la condurrà a studiare medicina e specializzarsi in chirurgia infantile. Nel 1989 parte per la Guinea Bissau poi si sposta in Mozambico e infine inviata dalla Caritas italiana in Somalia, dove c'era la guerra civile, assumendo la direzione del centro tubercolare.

               Giustina, Paolo ed Elio, fratelli di Graziella

Nell'incandescente situazione politico-sociale di Merca, Graziella è consapevole dei rischi a cui va incontro ma lei è un'operatrice di pace senza privilegiare alcun clan va oltre le apparenze ideologiche, religiose, etniche e culturali. Il 22 ottobre 1995 mentre cura i suoi malati, gli sparano tre colpi con un'arma da fuoco al volto e muore all'istante.

Con l'insegnate di arte prof.ssa Cristina Petringa e i docenti di potenziamento hanno realizzato il suo ritratto utilizzando tecniche differenti.
Con l'insegnante di religione prof.ssa Laura Mariani hanno toccato l'aspetto missionario e vocazionale, l'attenzione all'altro prima che a sé stessi. Nella mattinata di venerdì 22 febbraio, sono intervenuti a scuola i fratelli di Graziella, Giustina Paolo ed Elio i quali hanno potuto dare la loro testimonianza su com'era Graziella, sulla sua vita e sulle sue scelte. Loro hanno ribadito più volte che Graziella "per tutta la vita aveva coltivato un sogno, di essere utile al prossimo, ai poveri e ai bambini attraverso la professione medica".

I ragazzi sono rimasti colpiti da questa donna introversa e riservata ma allo stesso tempo tenace e molto determinata. Lei ripeteva quotidianamente che il suo posto era accanto ai bambini nel suo ospedale. "Se non li curiamo noi, non li cura nessuno"; È mio compito rimanere accanto a loro".

I ragazzi grazie a questo lavoro interdisciplinare hanno potuto riflettere sulla sua umanità e sul suo senso materno nell'educare e trasmettere valori autentici.
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