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Scritto Lunedì 11 marzo 2019 alle 18:17

Colle B.za: il sindaco uscente Manzoni traccia un bilancio di vent'anni in amministrazione

Marco Manzoni
Marco Manzoni - sindaco di Colle Brianza - si appresta a voltare pagina. Per lui si chiude un'esperienza da amministratore durata quattro mandati. La distanza che lo separa dalle prossime elezioni si misura ormai in settimane, mentre quella dal giorno in cui fu eletto la prima volta in anni. Venti per la precisione. Manzoni entrò in consiglio comunale nella primavera del ‘99 quando divenne vicesindaco e con delega all'edilizia e ai lavori pubblici. Poi tre mandati - 2004, 2009 e 2014 - da primo cittadino. Quindici anni passati passati da sindaco di Colle Brianza fra difficoltà, molto lavoro e diverse soddisfazioni.
Le esperienze vissute da Manzoni in questi venti anni ci aiutano a capire i cambiamenti avvenuti nel mondo amministrativo con il passaggio da una forte fase di espansione economica alla crisi di cui ancora oggi non è ben chiara la via di uscita. Lo incontriamo nel Municipio di Colle Brianza. Siamo nel suo ufficio, è un normale pomeriggio come tanti altri passati in questi anni. Molti cittadini entrano per chiedere consiglio su come procedere con i vari lavori e le pratiche aperte. Il clima è cordiale, rilassato. Inizia a parlarci di questi venti anni trascorsi da amministratore. Non c'è spazio per momenti di malinconia o rimpianti. Anzi, la voglia di fare, per non lasciare nulla di intentato, sembra quella dei primi giorni.

Quattro mandati, di cui tre da sindaco di Colle Brianza. Torniamo a venti anni fa, com'è iniziata questa avventura?
«Nel ‘99 ho scelto di entrare in amministrazione perché mi interessava impegnarmi per il paese, cercando di dare un contributo e mettendo a disposizione un po' di competenze visto che lavoravo già nel settore pubblico».

Come è cambiato il mondo dell'amministrazione in questi venti anni?
«Possiamo dividerli in tre fasi. Una prima fase che giunge fino al 2009. In particolare nel primo mandato da sindaco, fra il 2004 e il 2009 c'erano buone possibilità economiche e pochi vincoli agli investimenti, anche dal punto di vista socio assistenziale».


Poi è arrivata la crisi, con le pesanti ripercussioni sui comuni...
«Il periodo fra il 2009 e il 2013 è stato il più difficile. Abbiamo avuto una serie di vicissitudini con il personale dipendente e sono iniziati i problemi con la crisi economica. Sono arrivati maggiori vincoli finanziari imposti dallo stato. Un anno abbiamo approvato il bilancio di previsione a novembre, anche se a causa di problemi non dipendenti da noi. La minoranza dell'epoca capì le difficoltà dettate dalla situazione: ricordo un dialogo costruttivo per risolvere concretamente i problemi».

I primi miglioramenti quando sono arrivati?
«Dopo il 2013, quando la situazione ha iniziato ad assestarsi e lentamente è andata migliorando. Oggi la fase peggiore è passata. In generale non siamo ai livelli del 2004, ma nemmeno a quelli del 2010. Sono tornati alcuni contributi statali, c'è un po' più di possibilità di spesa con l'avanzo. È arrivato anche nuovo personale negli uffici comunali».


La crisi economica è stata forte...
«Sì, all'inizio la crisi è stata molto sentita nel nostro territorio. Siamo passati da un periodo, fra il 2004 e il 2007, in cui c'è stata forte espansione edilizia. Questo voleva dire risorse in ingresso anche per il comune. Poi si è fermato tutto, di colpo. Ci sono stati anche problemi legati alla mancanza di lavoro».

Meno risorse in ingresso e più problemi da affrontare, anche quelli portati dalla stessa crisi economica. Le spese per il sociale sono aumentate?
«Sono quasi raddoppiate. Ci sono state nuove tipologie di interventi. Sono aumentati i casi di sostegno scolastico e di supporto ai minori con problematiche. Ci sono stati casi di supporto ad adulti, anche per tossicodipendenze. Nel corso degli anni siamo riusciti a dare più sostegno anche ai bambini con disabilità. Abbiamo cercato di fare il possibile, soprattutto a scuola e con il prezioso lavoro di volontari e associazioni. Una vicinanza non solo economica, ma un vero e proprio supporto».

Il vostro territorio è molto delicato dal punto di vista idrogeologico. Ci sono degli investimenti che sono indispensabili, ma spesso molto costosi per un piccolo comune...
«Ci sono state diverse frane in questi anni. Alla Madonna del Sasso, a Scerizza, sulla salita del San Genesio in località Paù e a Giovenzana. Poi i problemi all'intero versante sopra il Gandaloglio. I funzionari della regione e la Comunità Montana sono sempre stati molto disponibili, ma il problema sono state le risorse. Solo nel biennio 2017-2018 la situazione ha iniziato a cambiare: è arrivata la possibilità di usare i nostri fondi, in passato vincolati, per opere di tutela del territorio».


La frana di Scerizza vi ha costretto a sgomberare delle persone...
«È stato molto un momento difficilissimo, con due famiglie sfollate per la frana, senza risorse per poter intervenire. Eravamo verso fine mandato. Se ci fossimo fermati lì avremmo lasciato due famiglie fuori casa senza un futuro certo. Lì ci siamo convinti che dovevamo andare avanti».

Superate le difficoltà, ci sono stati anche momenti positivi...
«Nei tre mandati dal 2004 a oggi siamo riusciti ad investire circa 3,5 milioni di euro sul territorio. Realizzando opere molto diverse fra loro. La rimozione del vecchio depuratore e la creazione della nuova rete fognaria da sola è costata 650mila euro. Ma, ci sono stati diversi interventi sulla scuola, la mensa, la palestra, la piazza del comune, la creazione della biblioteca, solo per ricordarne alcuni».


Il successo che l'ha gratificata di più?
«Mettiamo da parte le opere pubbliche comunali. La cosa più importante è stato il rapporto di collaborazione che è andato creandosi in paese negli anni. In particolare con le associazioni, i volontari, gli Alpini, l'oratorio e la biblioteca aperta nel 2009».

Quale messaggio si sente di lasciare a chi siederà dopo di lei sulla sedia del primo cittadino di Colle Brianza?
«Questo lavoro qui, in un paese piccolo come il nostro, va fatto con passione. Ci vuole tanto tempo e tanta voglia. I cinque anni di un mandato sono velocissimi, ma sono anche intensissimi. Ci sono momenti lenti, momenti duri e difficili. Bisogna affrontare tutte le situazioni».

L.A.
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