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Scritto Giovedì 14 marzo 2019 alle 16:26

Bevera: alla ''Consolata'' uno spettacolo sull'immigrazione

"Nel mare ci sono i coccodrilli" è il titolo dello spettacolo teatrale messo in scena mercoledì 13 marzo presso il salone della sede dei Missionari della Consolata in via Romitaggio a Bevera. Tratta dall'omonimo libro di Fabio Geda, l'esibizione dell'attore Christian Di Domenico ha accompagnato i presenti a conoscere da vicino le storie e i drammi personali alla base della scelta di lasciare il proprio paese, nella speranza di trovare una situazione di vita più sicura e meno pericolosa. Come Enaiatollah Akbari, il protagonista del "Nel mare ci sono i coccodrilli", costretto, ancora giovanissimo, dopo la morte del padre e le conseguenti minacce e violenze dei gruppi dei talebani, a abbandonare l'Afghanistan, la madre e la famiglia. Passando da un lavoro all'altro e facendo esperienza del male del mondo intorno a sé, Enaiattolah Akbari raggiunge il Pakistan prima e l'Iran poi.

Il pubblico intervenuto allo spettacolo alla Consolata

Da lì il passo per la Turchia è breve e come tanti altri ragazzi e ragazze tenta la via per l'Europa. Che nel periodo in cui il libro e lo spettacolo sono ambientati, meno di dieci anni fa, era meno sigillata e più porosa di quanto lo sia ora. Attraverso la voce dell'attore Christian Di Domenico, le persone presenti nella sala di Bevera hanno ripercorso le peripezie di Enaiattolah Akbari per arrivare in Italia, prima a Venezia poi a Torino dove il ragazzino afghano è riuscito a incontrare lo scrittore Fabio Geda. Lo ha conosciuto, lo ha intervistato e ne ha riportato la storia nel libro "Nel mare ci sono i coccodrilli" la cui versione teatrale è andata in scena nella serata di mercoledì 13 a Bevera. "Il tema dell'accoglienza dei migranti, costretti per un motivo o per l'altro a abbandonare il proprio paese, è prioritario e riecheggia in tutto l'opera di Geda e nel suo riadattamento teatrale" ha commentato l'attore Christian Di Domenico prima dell'inizio dello spettacolo che, a suo parere, trasmette un solo, forte, messaggio: "prima della politica, anzi, prima della propaganda politica, c'è l'essere umano, ci sono le persone".

Al centro padre Nicholas Omondi

Al termine dello spettacolo è intervenuto anche il superiore della Consolata, padre Nicholas Omondi, che ha offerto ai presenti ulteriori elementi di riflessione. A partire proprio dalla storia del protagonista Enaiattolah Akbari: quando mi lamento per i piccoli ostacoli presenti nella mia quotidianità, mi dimentico che esistono persone come Enaiat, che fin da piccoli sono costretti ad affrontare scogli molto più grandi e insidiosi. Per esempio "quando mi lamento di non riuscire ad arrivare alla fine del mese, mi dimentico che Enaiat a 10 anni già faticava ad arrivare alla fine della giornata" ha detto, ricordando anche che, quando ci si lamenta del "grande peso della mia cartella", "ci sono bambini nel mondo che non hanno neanche la possibilità di comprarsene una e devono faticare ogni giorno per provvedere semplicemente alla propria sopravvivenza".

Sempre dalla storia di Enaiat si capisce come possa apparire difficile "oggi mantenere delle semplici promesse, quando invece Enaiat si è impegnato a rispettarne 3 per tutta la sua vita, accogliendole non come obblighi, ma come arricchimenti e insegnamenti".
Altre parole le ha dedicate alla necessità di "avere desiderio", citando una delle frasi contenute nel libro e ribadite dall'attore: "Un desiderio bisogna sempre averlo davanti agli occhi, come un asino una carota, e che è nel tentativo di soddisfare i nostri desideri che troviamo la forza di rialzarci, e che se un desiderio, qualunque sia, lo si tiene in alto, a una spanna dalla fronte, allora di vivere varrà sempre la pena".

L'attore Christian Di Domenico

Infine la parte finale l'ha dedicata a tutte le persone brave capaci di dare una mano al prossimo e che non hanno paura di incontrare persone di cultura diversa e a tutte le persone e realtà che hanno permesso lo svolgimento dello spettacolo a Bevera: i volontari, i comuni di Barzago e Castello Brianza per il patrocinio, le organizzazioni Namaste e Karibuny, oltre "le scuole, le parrocchie e le famiglie che hanno incoraggiato i ragazzi a partecipare all'incontro".
A.P.
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