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Scritto Lunedì 18 marzo 2019 alle 15:54

Sciopero contro il clima: perchè i giovani si fanno manipolare?

Spettabile Redazione, Caro Direttore,

dopo  la ridicola “spontanea” manifestazione contro il clima, mi viene spontanea una domanda: ma perché i giovani, non ostante gli esempi negativi del passato remoto e prossimo, continuano a farsi manipolare da coetanei impreparati o da scaltri adulti?

Per quanto riguarda il passato prossimo, mi vengono spontanee alla memoria due figure recenti: un sessantottino, Capanna, ancora in libertà e un altro che sta scontando una pena detentiva, magari anche per influenze esterne negative, che ancora oggi imperversano, di chi l’aveva messo forse troppo in alto? Ricordo che una volta si diceva, detto popolare : meglio cadere da una sedia che da una scala. Fortunatamente, gli adulti del mio passato prossimo, più coerenti di noi, pagarono duramente di persona per colpe non loro, perché anche loro si lasciarono manipolare.

A tale proposito, riflettendo, mi vengono alla memoria ricordi di pensieri esaltanti e di giovani che ci  hanno lasciato, gratuitamente, una grande eredità culturale.

Troppi giovani, soprattutto del recente passato, pagarono per errori, anzi colpe non loro: si erano lasciati manipolare, ergo, attenzione,perché secondo il mio modesto modo di pensare, ritengo che la stampa, essendo in generale, vergognosamente orientata a sinistra, aiuta la manipolazione. Ricordo bene: quando ero giovane ho sempre pensato di avere subito le decisioni delle generazioni che mi avevano preceduto, anche se la famiglia mi esortava a riflettere, mentre ora che la famiglia è scomparsa, è bastata una sedicenne inesperta a scatenare un ridicola manipolazione mondiale. Ma chi c’è dietro alla “gretina”?

Avendoli letti, spesso mi tornano in mente alcuni pensieri del Grillo parlante, sono sempre colpito da quello che mi ricorda un gruppo di giovani, purtroppo, scomparsi prematuramente:

“Se incontrate qualcuno persuaso di sapere tutto, di essere capace di fare tutto, non potete sbagliarvi: é un imbecille.

Quando veniamo al mondo, la vita ci mette in mano un pacchetto di cambiali. Non importa che ci sia  la data in bianco; tanto, una dopo l'altra, presto o tardi, le pagheremo.

C'é una sola prova per misurare un uomo: il dolore. Migliora i buoni e peggiora i cattivi.

Rendere facile le cose difficili: ecco il prodigio delle persone intelligenti. Rendere difficile le cose facili: ecco il prodigio degli sciocchi.

Il ricco ha tutto, tranne una cosa: la meravigliosa speranza di diventarlo.

Non c'é una sola persona che non sia persuasa di possedere una virtù: l'obiettività nel giudicare se stessa e gli altri. Ma già questa persuasione é segno di scarsa obiettività.

Non ha nessuna importanza che una cosa sia vera oppure no: l'importante é crederci.

 

Tutti amano i buoni, ma li sfruttano. Tutti detestano i cattivi, ma li temono e li ubbidiscono.

L'assurdità dell'avarizia sta nel fatto che l'avaro vive da povero e muore ricco. Non gode i soldi quando gli servono e ne ha fin troppi quando non gli servono più.”

Per continuare con il pensiero che mi sta più a cuore: IL SEGNO PRIVILEGIATO DEL GENIO

“Quando penso che Schubert morì a trentuno anni, Alessandro Magno a trentatré, Bellini a trentaquattro, Mozart a trentacinque, Modigliani a trentasei, Raffaello e Van Gogh a trentasette, Chopin e Leopardi a trentanove, Van Dyck a quarantadue, Maupassant a quarantatré e Cecov a quarantaquattro, sono preso dallo smarrimento. Com'è possibile, mi chiedo, che in cosi breve arco di vita abbiano conquistato il diritto a lasciare il loro nome ai posteri? Quale forza misteriosa si sprigionava dalla loro mente? Sembriamo tutti uguali, o almeno pretenderemmo di esserlo. Ma non é vero. In alcuni di noi, cento o mille ogni secolo, c'é un segno di nobiltà che gli altri non riusciranno mai a decifrare. E' il segno del genio, che rende gli uomini privilegiati, ma immensamente infelici. “

Per concludere senza dimenticare che é' difficile avere 18 anni.

A diciotto anni la vita é una porta chiusa che da un momento all'altro dovrà spalancarsi. Che cosa c'é dietro quella porta?  Ci sono problemi da risolvere, posizioni da conquistare, dolori da accettare. E c'é'amore, che é la somma di tutti i problemi, di tutte le conquiste, di tutte le sofferenze.

Forse avete dimenticato queste cose; eppure a 18 anni vi riempivano il cuore.

Dopo tutti quei pensieri ricordati , non vedo, anche se le vie del cielo sono infinite, come la “nostra” Greta” con poco Garbo, possa aspirare a tanto.

Cordialmente.
Giovanni Bartolozzi
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