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Scritto Venerdì 22 marzo 2019 alle 16:58

Casatenovo: l'immigrazione al centro della serata promossa dalle associazioni sociali

"Noi sindaci stiamo subendo gli effetti del decreto Salvini, cercando di tamponare i problemi innescati dalla sua applicazione". Ha chiuso così il suo intervento il primo cittadino di Casatenovo, Filippo Galbiati, esprimendo un punto di vista condiviso da varie amministrazioni del territorio, durante la serata presso Villa Farina a Casatenovo dal titolo "Umanità alla deriva. Liberi dalla paura e aperti alla solidarietà". Organizzato dal Progetto Mondo MLAL di Casatenovo, Comunità Pastorale, il Gruppo missionario, il Centro di Ascolto Caritas-Casa di Lorenzo onlus, La Grande Casa, l'associazione Cambiamenti e l'associazione Pro Loco con il patrocinio dell'amministrazione comunale, l'incontro di giovedì sera è stato un utile momento per poter fare il punto sulla gestione del delicato tema in provincia di Lecco e non solo .
"Negli anni scorsi abbiamo provato a governare il fenomeno migratorio, più che subirlo, attraverso il potenziamento del sistema SPRAR" ha detto il sindaco Galbiati, sottolineando come, nonostante quel che la propaganda di governo e di certe forze politiche ripeta, proprio quel sistema "fosse conveniente anche dal punto di vista banalmente economico: i trentacinque euro li metteva il governo mentre per affrontare le eventuali situazioni di vulnerabilità, provocate dall'uscita dal sistema di accoglienza, i sindaci sono costretti a intervenire, investendo anche cinque volte di più di quei famosi trentacinque euro".



Da sinistra Alfredo Somoza,
Brizida Haznedari, Duccio Facchini e il sindaco Filippo Galbiati

Come successo nel caso delle due mamme con bambini ospitate in un appartamento comunale messo a disposizione temporaneamente dal comune di Abbadia Lariana dopo l'ottenimento della protezione umanitaria e il conseguente provvedimento di revoca delle misure di accoglienza secondo quanto previsto dal decreto Salvini, Alla base del c'è stata un'inversione politica e culturale promossa dall'attuale governo che ha "favorito l'insicurezza più che la sicurezza, non avendo preso in carico quelle situazioni di fragilità che i sindaci sono costretti a affrontare in ogni caso". In questo senso si è mossa la decisione di agosto del governo di non dare risposta positiva alla proposta dei comuni della provincia di Lecco di potenziare il sistema SPRAR che, secondo Galbiati, "permetteva il passaggio da una logica emergenziale a un sistema di relazione che coinvolge e responsabilizza gli enti locali, i soggetti accolti e le realtà impegnate nell'accoglienza". Il nuovo governo invece, ha preferito non finanziare e potenziare il sistema di accoglienza diffusa, non governando adeguatamente il fenomeno e mantenendo una logica emergenziale, funzionale alla propaganda di qualcuno ma "disfunzionale per le nostre comunità". Anche perché, nonostante quel che viene comunicato nei media ufficiali, il fenomeno migratorio non si è interrotto, anzi. "Saremo ricordati come la generazione che non si è accorta o di certo non ha fatto nulla contro i lager che vengono istallati di fronte alle nostre coste" è stato l'ammonimento del sindaco Galbiati rivolto ai presenti di giovedì sera.

"Lo testimonia anche l'appena pubblicato report di Medici Senza Frontiere che descrive le pessime condizioni, soprattutto per la carenza di cibo e la malnutrizione che colpisce bambini e adulti nei centri libici" ha detto a inizio serata Duccio Facchini, moderatore dell'incontro, prima di lasciare la parola al giornalista Alfredo Somoza. "l tema dell'immigrazione è antico come l'umanità. Non c'è nessuna emergenza. Fin dalle origini infatti, l'uomo ha iniziato a migrare e a occupare gli spazi terrestri: interi popoli si sono spostati in tutti i periodi della storia umana: dalla preistoria all'Impero romano fino al colonialismo europeo" è stata la sua introduzione capace di andare subito alla radice del problema che si vive oggi: la propaganda politica che alimenta a arte e specula sulla paure delle persone. Non è un caso insomma, che "gli estremisti di destra, sanguinari come il ventottenne australiano autore della strage alla moschea, utilizzino le stesse parole e le stesse formule di politici eletti come il mito della sostituzione etnica [come si poteva leggere anche su questa testata NdR]" ha detto, sottolineando come sia paradossale che "ne parlino un australiano, paese dove effettivamente è avvenuta una sostituzione etnica: da parte degli europei a scapito dei popoli indigeni, però".


Anche in un paese di migranti come l'Italia, da dove se ne sono andati circa 23 milioni di persone, "ambasciatori della cultura italiana nel mondo", fa sorridere sentire ripetere queste parole che sono sempre più rilevanti nel dibattito politico. "Come successo nella polemica sullo Ius soli" ha detto Somoza, facendo riferimento a quanto accaduto ai bambini del bus sequestrato che, "figli di stranieri residenti in Italia, non hanno la cittadinanza, nonostante siano nati, vissuti e vadano a scuola in questo paese".
E' stato il giornalista di origine argentina a ricordare i veri motivi che accompagnano la scelta della migrazione: "nessuno va volontariamente in un paese diverso se si trova bene in quello di origine". Ha fatto anche riferimento ai numeri della popolazione straniera residente in Italia, una minoranza di pochi milioni in Italia con una grande prevalenza della religione cristiana. A questi dati di fatto si relaziona una politica italiana che non pare intenzione a affrontare seriamente la questione migratoria, non partecipando alle riunioni per la riforma del regolamento di Dublino e non varando da anni un vero decreto flussi. "E' chiara" ha detto Somoza "la volontà di non governare il fenomeno migratorio perché lo si svuole usare per specularci elettoralmente e per promuovere divisioni, alimentate a arte, nella popolazione".

E' stata infine Brizida Haznedari, operatrice della cooperativa arcobaleno e consulente giuridica amministrativa in materia di immigrazione, a dare una visione complessiva del corpus giuridico italiano sul tema delle migrazioni, affrontando anche le ultime novità legislative come il cosiddetto Decreto Salvini. "E' stata eliminata la categoria della protezione umanitaria che rientrava nell'accezione più ampia di diritto d'asilo sancito dalla Costituzione italiana" ha spiegato, aggiungendo alcuni dettagli sulle trasformazioni più recenti: "è stato introdotto il permesso speciale che può essere concesso solo se c'è grave violazione dei diritti umani nel paese di origine, senza più alcun riferimento alle condizioni sociali e opportunità economiche dello stesso. E' stato inserito anche il permesso per cure modifiche che già esiste sotto altre forme". A parere dell'operatrice, unico punto positivo è l'introduzione del permesso per particolari atti di valori civile. Con l'introduzione del Decreto Salvini però, sono sempre più le persone a dover combattere per ottenere il permesso di soggiorno: "cosa posso fare di più per essere accettato? Mi chiedono spesso" ha raccontato l'operatrice dell'accoglienza che ha evidenziato anche i cambiamenti in materia di cittadinanza. "Hanno introdotto la possibilità di togliere cittadinanza per chi l'ha ottenuta e hanno allungato i tempi necessari per ottenerla". Una situazione diversa dal passato anche recente quando venivano approvati i decreti flussi per gestire il fenomeno migratorio, anche nel caso di ricongiungimenti famigliari, e venivano approvate regolarmente delle sanatorie. Ora tutto pare cambiato. Legislativamente innanzitutto, ma anche culturalmente.

Alessandro Pirovano
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