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Scritto Sabato 23 marzo 2019 alle 07:44

Bosisio, Nostra Famiglia: Beppe Bergomi ospite con Vitali per il volume ''Bella zio''

Si è parlato sì di calcio, ma lo sport è rimasto a fare da sfondo a una storia di vita basata su sacrificio, determinazione e  capacità di raggiungere un obiettivo. Sono sinteticamente queste le impressioni emerse nel tardo pomeriggio di venerdì 22 marzo presso La Nostra Famiglia quando, nel padiglione 6 dell'istituto, è giunto Beppe Bergomi, ex difensore e campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982.

Da sinistra Andrea Vitali, Samuele Robbioni e Beppe Bergomi

A fagli compagnia lo scrittore bellanese Andrea Vitali, che ha scritto il suo volume autobiografico nato anche dal confronto con Samuele Robbioni, consulente in psicologia sportiva.
"Bella zio", questo il titolo del volume presentato nell'ambito di "Leggermente", festival dedicato alla lettura organizzato da Confcommercio Lecco e Assocultura. Non si tratta di una semplice autobiografia dei successi del campione: il testo racconta infatti del periodo giovanile, della formazione e maturazione prima di arrivare agli alti livelli e ai risultati per i quali oggi è noto in tutto lo Stivale e non solo.
"È un libro nato da un'idea comune. Non conoscevo Bergomi di persona. Sono entrato in amicizia con lui grazie a Samuele che ho conosciuto sugli spalti dello stadio Senigallia di Como. A una cena di beneficenza è poi nata l'idea di raccontare la storia di un uomo, prima che di un calciatore. Non è un libro che parla di calcio o meglio, non solo di sport: racconta l'inizio di una vita che sfocia nella grande carriera di calciatore" ha esordito lo scrittore Andrea Vitali. "Mi sono trovato in sintonia sia con il personaggio, che è comunicativo, ma anche con il mondo che lo contornava, quel mondo piccolo dentro il quale tutto stava secondo equilibrio preciso che gli ha permesso di crescere con valori, regole di riferimento che lo hanno fatto diventare così com'è".

In "Bella zio", titolo nato per caso dal colloquio dell'autore con la nipote e che richiama il soprannome attribuito al campione, si racconta quindi la storia del Bergomi ragazzino che gioca in oratorio e arriva a diciott'anni a vincere il suo primo campionato. Fatto che lo lancerà verso una florida carriera professionale nell'Inter. Attualmente allena i settori giovanili di diverse società calcistiche e da anni è commentatore per Sky Sport.

"Quando giocavo non pensavo mai di fare una carriera in televisione né tanto meno di scrivere un libro. Sono sempre stato uno che parlava poco. Andando in televisione sono entrato in contatto con i giornalisti che mi hanno chiesto di scrivere una biografia: ho sempre rifiutato questa proposta perché di me si trovava tutto facilmente su internet. Samuele e Andrea invece, mi hanno proposto di fare un racconto di formazione. Pensavo potesse essere interessante per i bambini, i figli e anche per i manager d'azienda" ha affermato Bergomi, che sin dal primo momento ha avuto un approccio candido con il pubblico, dimostrandosi una persona con la testa sulle spalle. "Nella mia carriera non ho fatto sacrifici, ma ho fatto fatica ad ottenere risultati" ha ammesso sinceramente l'ex capitano dell'Inter.

Lo psicologo Samuele ha invece raccontato come è nata in lui l'idea di scrivere questa storia. "Ho pensato che la storia di un bambino che coltiva un sogno e fa di tutto per realizzarlo valeva la pena scriverlo. È vero che oggi vedete eroi sportivi, ma sono eroi sportivi solo in quel momento perché tutto il resto dell'anno sono uomini che si impegnano per realizzare un obiettivo. Questa società non ha bisogno di eroi ma di esempi. Un esempio significa essere consapevoli del percorso che si sta facendo".

Bergomi si è in seguito intrattenuto con gli altri due ospiti che non hanno mancato di divulgare qualche aneddoto sul personaggio, come fosse una semplice chiacchierata tra amici.
Michela Mauri
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