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Scritto Lunedì 01 aprile 2019 alle 07:56

Costa: il progetto della moschea si riduce. Passa da una superficie di 4.900 mq a 2.000 mq dopo le indicazioni di Provincia e Regione

L'assessore Maurizio Corbetta
Definitivamente normata la presenza della comunità di fede musulmana all'interno del piano di governo del territorio (Pgt) di Costa Masnaga che è stato approvato nell'ultima seduta consiliare su progetto seguito dall'architetto Elena Sgroi.
L'associazione "La Speranza" ha ora davanti a sé due possibilità: potrà scegliere di trovare una collocazione per la sua sede in un altro comune oppure restare a Costa, affrontando le conseguenze che vengono introdotte da questo piano urbanistico. Dovranno in primo luogo adempiere all'ordinanza - notificata negli scorsi giorni - di demolizione dell'edificio di loro proprietà in quanto caratterizzato da abuso edilizio e acquisire il terreno individuato dal comune - in affaccio alla superstrada 36 - e pagare i relativi oneri per realizzare, interamente a spese proprie, un nuovo edificio e provvedere così a delocalizzazione. Se non dovessero demolire la struttura di via Cadorna dove oggi ha sede l'associazione, questa verrà acquisita a patrimonio pubblico. In ogni caso, le dimensioni dell'area a ridosso della statale 36 dove è prevista la delocalizzazione verranno drasticamente ridotte, passando dai 4.900 mq del progetto iniziale a 2.000 mq, a seguito delle indicazioni fornite dagli enti provinciale e regionale.
Secondo l'assessore all'urbanistica Maurizio Corbetta, l'amministrazione aveva il "dovere morale di intervenire per regolarizzare un'abitazione senza titolo edilizio per due motivi. Dopo aver ascoltato i proprietari, gli imprenditori con sede produttiva in quel comparto e l'associazione, è emersa da parte di tutti la necessità di modificare la situazione attuale; inoltre il tema era emerso anche durante le assemblee pubbliche". In ottemperanza all'articolo 72 della legge regionale 12/2008, l'amministrazione ha quindi deciso di dotarsi di un piano delle attrezzature religiose (PAR). "Avevamo deciso di elaborare questo piano già nel 2016 e lo avevamo comunicato in Regione. In seguito sono sorti problemi non per la norma, non per il territorio ma perché, evidentemente, non si conosce la realtà. In questo piano, che include una modifica alla stesura originaria, si risolve il problema sia dal punto di vista politico che amministrativo" ha aggiunto Corbetta spiegando il metodo di calcolo del luogo di culto costruito dall'amministrazione. "Le osservazioni giunte dai comuni di Garbagnate Monastero e Lambrugo hanno messo in dubbio il fatto che il comune non stesse cercando di risolvere un problema, ma avesse la volontà politica di costruire un centro islamico più grande. Dal momento che questo non è il nostro obiettivo abbiamo ideato una norma di dimensionamento della nuova struttura basandoci sui dati ISTAT e ISMU (iniziative e studi sulla multietnicità)".

Le slides proiettate l'altra sera in consiglio a Costa

Il calcolo è stato realizzato a partire dalla popolazione straniera residente a Costa registrata all'anagrafe (383 cittadini). Secondo l'ISMU, però, circa il 65% del totale è di fede islamica, ovvero 217 persone. A costoro vanno aggiunti gli stranieri musulmani con cittadinanza italiana, pari a 72 persone. La somma, quindi, stima che i musulmani di Costa sono 289. Tuttavia, come in ogni religione, non tutti professano la fede: anzi, secondo gli studi sono solo il 59,4%, ovvero pari a 172 persone. Lo spazio del nuovo luogo di culto ha tenuto conto delle modalità di preghiera: si sono calcolati 172 mq complessi (1mq per ciascuna delle 172 persone che, presumibilmente, potrebbero frequentare il centro). A questo vanno aggiunti un servizio igienico, un locale tecnico, l'ufficio dell'associazione. La metratura dei parcheggi, pari a 444 mq, è stata calcolata sul doppio delle dimensioni della sala di preghiera e dei servizi.

Nel complesso, le aree che interessano l'ambito di trasformazione in fregio alla statale 36 sono di 2.000 mq, una riduzione piuttosto considerevole rispetto all'iniziale previsione dell'amministrazione. La riduzione della superficie è da imputarsi alle osservazioni giunte da Provincia di Lecco e Regione Lombardia che, essendo organi superiori, forniscono pareri vincolanti che l'amministrazione deve obbligatoriamente accettare e fare propri all'interno del documento di piano. In questo si inserisce il parziale accoglimento delle osservazioni dei comuni di Lambrugo e Garbagnate, che richiedevano una riduzione dell'area.
Michela Mauri
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