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Scritto Lunedì 01 aprile 2019 alle 08:09

Costa, moschea: per il sindaco ‘la nostra proposta di 4.900 mq sarebbe stata la migliore soluzione per tutti i cittadini’

Il sindaco Sabina Panzeri
Il comune di Costa Masnaga ha adottato il piano di governo di territorio (PGT) all'unanimità del gruppo di maggioranza, unico presente in aula. Del lungo percorso affrontato dall'amministrazione in questi anni, quello che ha lasciato più strascichi è senz'altro di progetto di delocalizzazione de "La Speranza", associazione di cittadini musulmani che dal 2000 si è insediata nel comparto, prevalentemente a vocazione produttiva, di via Cadorna. Diverse le battaglie legali che il comune ha affrontato in quasi vent'anni per provare a far valere le ragioni su quello che è un abuso edilizio e ora, con il nuovo PGT, si tenta di porre definitivamente fine a questo problema.
"La stesura del PGT non è mai facile sia per le norme che per la situazione sociale. Ringrazio quindi l'amministrazione comunale che in questi anni ha organizzato una serie di incontri con la popolazione e ha invitato oltre 30 cittadini ad accogliere una riduzione di volumetria in cambio di standard e terreno" ha commentato il capogruppo Umberto Bonacina, approvando l'operato dell'amministrazione. "Dispiace che si sia discusso soltanto del piano delle attrezzature religiose (PAR) e non del progetto di paese. Alla base di questo PGT c'è infatti l'idea di un paese che deve rinnovarsi in quanto le esigenze sono mutate. Questo piano risolve la situazione dei parcheggi alla chiesa, alla pista di Brenno e alla stazione e crea la pista ciclo pedonale da Pettana a Brenno. Desta meraviglia anche il fatto che il gruppo di minoranza non abbia presentato neanche un'osservazione".
Quanto alla questione moschea ha aggiunto: "Ieri è stata notificata all'associazione un'ordinanza che impone di demolire l'attuale edificio, di loro proprietà, di via Cadorna. La nuova zona di delocalizzazione non è stata pensata per sanare nulla, come sostengono i sindaci di Garbagnate e Lambrugo. È stata ridotta secondo quanto richiesto da Provincia, Regione e in parte dai due comuni. Ricordo che fino a oggi abbiamo accolto tutti i cittadini musulmani sobbarcandoci tutti i problemi legati alla loro presenza in termini di viabilità e non solo. Ora, con il nuovo progetto di dimensioni inferiori rispetto a quelle originariamente previste, ognuno li avrà a casa loro e dovrà trovare il modo di gestirli".
Sulla questione è intervenuta anche la sindaca Sabina Panzeri: "Il PGT che abbiamo costruito insieme alla cittadinanza si è ridotto, a livello pubblico, solo al PAR. Questa nostra scelta che cercava di risolvere una problematica interna è stata strumentalizzata dagli organi politici. Ci siamo adeguati alle richieste degli enti superiori ma resto convinta che la nostra proposta rispondeva meglio alle esigenze sia in termini di metratura che di mitigazione dell'ambiente. Avevamo previsto una porzione di verde che non poteva essere modificata; la metratura maggiore, inoltre, poteva darci una maggiore possibilità di parcheggi. Da parte nostra sarebbe stata la soluzione migliore per tutti i cittadini, siano essi musulmani e non". La sindaca si è tolta anche un sassolino dalla scarpa: "L'amministrazione si è sempre mossa nell'interesse dei cittadini. Ringrazio la parte politica e amministrativa per essere andate avanti. Non ho trovato corretto prendersela con il segretario e i dipendenti del comune dubitando del loro operato. Mi ha dato infatti molto fastidio il fatto che sia stata coinvolta anche la parte amministrativa e non solo quella politica".

Durante la seduta di consiglio, è stato inoltre approvato l'atto di indirizzo per l'azienda strategica di coordinamento locale da sottoscrivere con la provincia di Lecco. Si è trattato di un mero atto politico che l'amministrazione ha voluto portare avanti in quanto "il PAR, nella sezione riguardante la moschea in fregio alla statale 36, ha sottratto un'area agricola strategica che è di fatto inclusa in un contesto urbano. Alla Provincia proponiamo una compensazione di natura agricola, chiedendo che l'area della Costa sotto la zona della cooperativa di via don Allievi rientri nell'area di interesse" ha aggiunto l'assessore esterno all'urbanistica Maurizio Corbetta. "Il comune, per la nuova attrezzatura religiosa, non ha un vantaggio: disloca il servizio dal centro alla periferia per ricollocare una funzione problematica. Prima che comparisse l'associazione La Speranza, l'amministrazione aveva messo in atto tutto quanto possibile per dire che nel magazzino di via Cadorna non si poteva fare nulla. I comuni di Garbagnate e Lambrugo sostengono che vogliamo sanare l'aspetto edilizio: è fittizio in quanto i musulmani sono in violazione delle norme urbanistiche. Dobbiamo perseguire come tale quello che è un abuso edilizio. Per evitare di sanare la situazione esistente, infatti, abbiamo appena emesso l'ordinanza di demolizione".
M.Mau.
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