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Scritto Domenica 07 aprile 2019 alle 08:10

Dolzago: col ''Gruppo Aiuto Mesotelioma'' una serata sulle conseguenze dell'amianto

Un film per parlare di una questione ancora molto spinosa. "Un posto sicuro" del regista Francesco Ghiaccio è stato proiettato venerdì sera presso la sala consiliare di Dolzago per avviare un dibattito sulla presenza di amianto nella nostra provincia.

Alcune immagini dell'incontro organizzato venerdì sera a Dolzago

"Vorremmo aprire anche qui uno sportello per dare informazioni ai nostri cittadini, come quello già esistente presso il comune di Lecco. Nel 2017 abbiamo ricevuto dei contributi regionali per gestire la situazione: ora non li abbiamo più, ma il nostro obiettivo è stanziare in bilancio dei fondi destinati proprio a questo scopo. Anche serate come questa rientrano nel nostro programma per sensibilizzare i cittadini sui danni che l'amianto provoca alla salute e all'ambiente. Si tratta di obiettivi a lungo termine, da realizzare in tre o quattro anni, ma sono necessari perché i dati in merito alle vittime di mesotelioma provocato dall'amianto sono allarmanti in Lombardia" ha spiegato l'assessore all'ambiente Dario Monti.

L'assessore all'ambiente Dario Monti

Cinzia Manzoni del Gruppo Aiuto Mesotelioma ha poi presentato l'associazione che ha organizzato la serata: nata nel 2015 come Onlus, opera sul territorio lecchese già dal 2014 per volontà di alcuni parenti di vittime dell'amianto, come il padre della Manzoni, che lavorava in banca e non pensava di trovarsi in pericolo. "Si pensava che l'amianto fosse un problema solo per Casale Monferrato, ambientazione del film che stiamo per vedere, ma c'è anche a Lecco: anzi, in Lombardia la quantità di amianto ancora da smaltire e di ammalati per la sua inalazione è molto maggiore che in Piemonte. Dal 2000 si contano moltissime vittime, ma la mappatura ancora non è stata completata dalla Regione, quindi sono necessarie iniziative per sensibilizzare e informare tutti sui possibili rischi. Ecco perché abbiamo avviato progetti con le scuole, ad esempio il Medardo Rosso di Lecco, e presto inizierà una mostra alla Torre Viscontea. Abbiamo qui stasera anche l'avvocato Roberto Molteni, legale del Gruppo Aiuto Mesotelioma, che ci racconterà della causa vinta per conto di un suo assistito" ha detto la presidente dell'associazione.

Tra il pubblico anche il sindaco Paolo Lanfranchi

Anche nel film l'attore protagonista è il figlio di un uomo malato di mesotelioma per l'amianto dell'Eternit di Casale Monferrato. Il figlio vuole realizzare uno spettacolo sulla fabbrica, dato il suo talento per il teatro e il dolore che sta provando accanto al padre. Finalmente, anche grazie alla malattia, l'anziano uomo si apre col figlio dopo anni di distacco e gli racconta la sua esperienza di lavoro, l'unica cosa che ha fatto per tutta la vita e che lo ha tenuto lontano dalla sua famiglia. Il figlio prende spunto dai suoi ricordi per lo spettacolo, dopo aver raccolto anche tante altre testimonianze di parenti delle vittime dello stesso male. "Il film è del 2015, è stato presentato a fine anno ma non ha avuto un successo immediato nel periodo natalizio; poi invece ha vinto molti premi anche all'estero. Ho conosciuto il regista che, come avete visto, ha inserito testimonianze vere nel film, con persone realmente imparentate con alcune vittime. Le loro parole hanno commosso l'attore protagonista, di orgine salernitana e poi spostatosi a Casale Monferrato con la famiglia. Ma lo stesso è avvenuto ai testimoni, commossi dalla sua interpretazione" ha spiegato Cinzia Manzoni.

La produzione di amianto è stata bandita dal 1992, ma ne è presente ancora molto. Non c'è però una legge che obblighi a rimuovere tutto l'amianto residuato dal passato, inoltre smaltirlo costa, perché lo si deve fare in Germania. Ma a Casale Monferrato i cittadini si sono battuti per questo scopo e sono stati ascoltati: lo stesso possiamo e dobbiamo fare noi. "Dal 2013 vige l'obbligo di dichiarare l'amianto deteriorato eventualmente contenuto in tetti e manufatti: poi va bonificato ma la legge non obbliga a farlo prima di tre anni, quindi molti non hanno ancora dichiarato che il loro amianto è degradato. Capite quanto sia importante, dunque, la segnalazione dei cittadini e la coscienza del singolo individuo su cosa può fare. Visti gli alti costi delle operazioni di smaltimento, chiedete preventivi alle aziende competenti per capire come agire. Ci sono incentivi statali per chi segue la procedura: ricordatevi che basta una fibra di amianto per causare il mesotelioma e molti altri mali incurabili" ha sottolineato Cinzia Manzoni.

Prima a sinistra Cinzia Manzoni. Nell'immagine accanto l'avvocato Roberto Molteni

Anche un cittadino presente in sala ha raccontato la sua esperienza di lavoratore in un'azienda di Costa Masnaga con amianto. L'avvocato Roberto Molteni ha aiutato il signor Manzoni a vincere la causa mossa all'azienda, dopo vent'anni di lavoro a contatto con il minerale. "Devo fare alcune precisazioni in merito al film: quella dell'Eternit è stata prescritta come causa penale, ma semplicemente perché è passata a causa civile, così non cadrà mai in prescrizione. Quindi i parenti delle vittime riceveranno un giorno il risarcimento dovuto, ma la lotta è ancora lunga. Come quella della Passerini del resto: il suo fallimento risale al 2013, ma ha cambiato tre sedi legali in pochi anni. È stata avviata un'indagine per stimare i costi di bonifica dell'amianto e il risultato è stato a nostro avviso inverosimile: addirittura pari a zero. L'Associazione notarile di Lecco però, potrà fare la propria perizia a breve, per dare un quadro più veritiero della situazione" ha spiegato l'avvocato.

La disinformazione sull'amianto è ancora un nemico da sconfiggere ed è per questo che il Gruppo Aiuto Mesotelioma si batte: ognuno può fare qualcosa per cercare di eliminare prima possibile ogni rischio e solo con l'unione tra cittadini e amministrazioni si potrà dare un significativo contributo alla soluzione del problema.
R.S.
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