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Scritto Mercoledì 10 aprile 2019 alle 08:13

Oggiono: maggioranza divisa sulla variante al Pgt. Seduta ''fiume'' chiusa in piena notte

È proseguita fino alle due del mattino la seduta consiliare che ha portato all'approvazione della variante al Pgt - Piano di Governo del Territorio - del comune di Oggiono.
Il dibattito sul nuovo strumento urbanistico era iniziato nella seduta di lunedì 1°aprile con una prima discussione delle osservazioni presentate da privati e società. Fra maggioranza e minoranza si era instaurato un clima di collaborazione interrottosi solamente di fronte a tre decisioni.

La votazione dello strumento urbanistico

La prima aveva riguardato la scelta dell'Amministrazione di revocare l'edificabilità ai privati che dopo dieci anni non avevano manifestato nessuna volontà di edificare. Una decisione criticata dalla minoranza di «Insieme per Oggiono». La seconda manifestazione di contrarietà da parte della minoranza si era manifestata di fronte alle prescrizioni per le modifiche viabilistiche in località Molera, al confine con la località Malavoglia nel comune di Ello. Il progetto originario - previsto nel Pgt precedente - era quello di creare una nuova strada per aggirare il nucleo abitativo storico dove la carreggiata è troppo ridotta. Con la nuova variante al Pgt sarà adottata una soluzione più conservativa che si baserà solo in parte sulla creazione di nuovo tracciato stradale. Per finire il consigliere di minoranza Cesare Panzeri aveva espresso dubbi sulle scelte dell'Amministrazione relative alla zona edificabile situata in centro paese fra le vie De Francesco e Lazzaretto.
La seduta era stata sospesa poco prima della mezzanotte e rinviata a lunedì 8 aprile quando è ripresa alle 18.30 con la decisione di proseguire i lavori a oltranza. Una scelta dovuta all'avvicinarsi delle elezioni. Un'eventuale nuova seduta sarebbe potuta ricadere all'interno del «periodo bianco» in cui alle Amministrazioni è fatto divieto di adottare atti che non siano «urgenti e improrogabili».

Da sinistra i consiglieri Bergna, Villa, Ceresa e Teruzzi

Fra gli aspetti discussi lo scorso lunedì vi è stata la modalità di proroga delle convenzioni, ovvero degli atti che i privati possessori di un lotto di terra edificabile stipulano con il comune per concordare le condizioni a cui realizzare l'edificazione. In determinati casi tali convenzioni - della durata decennale - possono giungere a scadenza con una edificazione realizzata solo parzialmente. Da qui la necessità di determinare la procedura per giungere a un rinnovo delle stesse convenzioni. Un tema delicato, a lungo dibattuto e per il quale si è arrivati a sospendere la seduta alla ricerca di un accordo fra gli stessi consiglieri di maggioranza.

A destra l'assessore Giuseppina Gerosa

Ai lati opposti del confronto si sono posti i due consiglieri di maggioranza Davide Bergna e Ferdinando Ceresa. Secondo quest'ultimo l'interpretazione testuale della norma non dava, in modo chiaro, la facoltà al comune di ridiscutere le convenzioni rimaste parzialmente inattuate. Una facoltà - a suo giudizio - indispensabile in quanto nell'arco di un decennio le esigenze del comune - e quindi le relative prescrizioni in termini di opere di pubblico interesse - potrebbero cambiare. Dall'altro lato il consigliere Bergna riteneva invece che la scrittura, così come formulata, prevedesse già la facoltà per il comune di chiedere la ridiscussione della convenzione.

I consiglieri di minoranza Rusconi, Narciso, Panzeri

Al termine della sospensione, di fronte alla votazione, la situazione non è sembrata del tutto ricomposta. «Mi è stato spiegato - ha dichiarato Ceresa - che c'è una differenza. C'è il caso di chi ha completamente adempiuto e realizzato le opere di pubblico interesse e al tempo stesso non ha terminato l'edificabilità. Chi è in questa situazione ha cinque anni di proroga concessi in maniera automatica per terminare l'edificazione del lotto. C'è invece il caso di ha realizzato parzialmente o non ha realizzato le opere. Chi è in questa situazione dovrà stipulare una nuova convenzione con il comune e avrà tempo solo cinque anni per realizzare tutta l'edificabilità. L'Amministrazione comunale avrà facoltà di inserire nella nuova convenzione nuove richieste. Per tanto sono a favore all'articolo così com'è stato scritto, se questa fosse l'interpretazione».

Il sindaco Roberto Ferrari ha cercato di assumere la dichiarazione di Ceresa come punto di vista condiviso del confronto. «Consideriamo - ha spiegato il primo cittadino - la sua dichiarazione, se intesa fra le parti, come interpretazione autentica della norma che stiamo andando a votare».
Su una posizione leggermente diversa il consigliere Bergna. «Noi - ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia - voteremo questo articolo così com'è scritto».

Il sindaco Roberto Ferrari

Per il consigliere Bergna la ridiscussione delle convenzioni, giunte in scadenza a edificazione non completata, dovrebbe partire dal presupposto di lasciare inalterata la capacità edificatoria iniziale. Un modo questo per tutelare i diritti acquisiti dai privati cittadini. Un caso che tipicamente si applicherebbe alle situazioni in cui le famiglie, dopo aver acquistato due lotti di terreno edificabili, hanno proceduto all'edificazione di uno solo di essi. Mantenendo l'altro per realizzare una seconda casa per i figli, ma da costruire solo in un secondo momento. Ridiscutere la convenzione sull'edificabilità di questo secondo lotto - in quanto non edificato entro la scadenza della stessa - avrebbe portato a una riduzione della capacità edificatoria. Per due motivi: a causa del ridursi della superficie disponibile in seguito alla realizzazione delle opere di pubblico interesse e per l'applicazione di indici di edificabilità diversi da quelli applicati dieci anni prima. Come conseguenza ne sarebbe scaturita una forte limitazione della possibilità effettiva di edificare, trattandosi di lotti di piccole dimensioni. Nelle intenzioni del consigliere Bergna, la scelta di concedere altri cinque anni è da intendersi «a parità di capacità edificatoria» come una forma di tutela degli investimenti fatti dalle stesse famiglie. Un punto di vista condiviso dalla minoranza di «Insieme per Oggiono».
La norma è stata quindi approvata dal consiglio con i voti favorevoli di maggioranza e minoranza, ma con l'astensione del sindaco Ferrari.

La capogruppo di minoranza Chiara Narciso

Superato questo scoglio si è proceduto all'analisi delle restanti modifiche introdotte con la variante del Pgt. Le dichiarazioni di voto finali sono giunte verso le due del mattino.
Il capogruppo della Lega Ceresa ha comunicato un voto «convintamente a favore» del documento contenente delle «scelte, anche difficili, ma assunte con responsabilità e tutelando l'ambiente».

I consiglieri Villa e Ceresa

Il consigliere Bergna ha lasciato l'aula prima del voto - come nella votazione di altre osservazioni - in quanto professionista impegnato nel settore. La dichiarazione per i consiglieri di Forza Italia è stata fatta dall'assessore all'urbanistica Giuseppina Gerosa la quale ha ringraziato i tecnici per il lavoro svolto e ha valutato positivamente il risultato raggiunto. La minoranza si è schierata contro il nuovo strumento urbanistico. Secondo il capogruppo di «Insieme per Oggiono» Chiara Narciso la variante al Pgt consentirebbe «un'eccessiva semplificazione delle facoltà di edificare sulle aree ancora verdi senza affrontare al tempo stesso due problematiche importanti: il recupero del centro storico di Oggiono e la viabilità».

Il nuovo documento di programmazione urbanistica è stato quindi approvato con i voti favorevoli del sindaco Ferrari e dei consiglieri Gerosa, Ceresa, Andreotti, Villa. Contrari i consiglieri di minoranza Narciso e Panzeri.

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L.A.
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