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Scritto Sabato 13 aprile 2019 alle 15:12

Cesana: WWF sull’amianto in cava, parti pericolose rimosse

Il WWF Lecco ha chiesto all'amministrazione di rendere conto della criticità ambientale derivante dalle grandi quantità di amianto presenti presente in località Alpetto, all'interno della cava dismessa, attualmente di proprietà di Holcim Spa, multinazionale svizzera che ha operato alle pendici del Cornizzolo.


Nella missiva recapitata negli scorsi giorni agli uffici comunali, l'associazione ha segnalato che "nonostante la documentazione fotografica inoltrata che evidenziava lo stato di degrado delle coperture e pareti in amianto degli stabili presenti nell'area segnalata; nonostante la richiesta di un intervento immediato a tutela della salute pubblica, anche in danno del proprietario inerte; nonostante la richiesta di copia dei provvedimenti adottati e delle attività amministrative seguite alla segnalazione (come previsto dalla nota normativa in materia di accesso all'informazione ambientale di cui al D.lgs. 195/05); a tutt'oggi, a distanza di cinque mesi dalla richiesta, nessuna risposta è pervenuta da codesta Amministrazione". La missiva fa seguito a una segnalazione dello scorso novembre rimasta, a quanto comunicato dal WWF, senza riscontro. "Evidenziando che vi sono ricchi pronunciamenti giurisprudenziali che rinvengono in tali ipotesi il reato di cui all'art. 328 c.p. e che correlano all'inerzia di Sindaco e funzionari nell'attivazione della bonifica la sussistenza di un danno erariale di competenza della Corte dei Conti, si richiede l'immediata attivazione, anche in via sostitutiva, ed un celere riscontro all'Associazione, esaustivo, entro 30 giorni dalla presente. In difetto l'Associazione si riserva l'opportunità di rivolgersi alle Autorità competenti per la tutela della salute e dell'ambiente per altre vie".

Di altro avviso il sindaco di Cesana Brianza, Eugenio Galli che ha difeso la propria posizione: "Lo scorso 5 dicembre abbiamo smesso un'ordinanza urgente di rimozione delle parti in amianto più pericolose. Avevamo concesso 120 giorni di tempo, periodo entro il quale i tecnici incaricati dalla Holcim hanno inviato comunicazione di aver smaltito il materiale, allegando anche la documentazione di avvenuto smaltimento" ha motivato. "Attualmente ci sono in corso dei procedimenti: dovremo prendere contatti con la Regione per capire che destino dovranno avere tutti i manufatti ancora presenti. Abbiamo avanzato la richiesta di un incontro congiunto in Regione per fare il punto sulle questioni ancora in sospeso, tra le quali il destino futuro dell'area. Resta da considerare che l'area, seppur privata, è soggetta a vandalismi: se dovesse rimanere solo lo scheletro delle strutture, poste a una considerevole altezza, potremmo andare incontro a problemi ben più gravi. Il monitoraggio delle strutture è comunque in carico alla società che ha il compito di controllo".
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