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Scritto Lunedì 15 aprile 2019 alle 15:10

Bulciago: a otto anni dalla sua uccisione, la comunità si è fermata per ricordare Vik

Vittorio Arrigoni: un vincitore. Così il bulciaghese Vittorio "Vik" Arrigoni avrebbe voluto fosse scritto sulla sua lapide e così è stato ricordato domenica presso la scuola elementare di Bulciago da coloro a cui il suo impegno in favore dei diritti umani e del popolo palestinese ancora insegna tanto.

A otto anni dalla morte la madre Egidia Beretta, la sorella Alessandra Arrigoni, i membri della fondazione "Vik Utopia", amministratori, cittadini palestinesi e italiani si sono trovati presso la palestra del paese di origine di Vittorio per ricordarlo, per ripercorrere il suo impegno per i diritti umani e per conoscere le condizioni della Striscia di Gaza occupata dove, a soli trentasei anni, Vittorio "Vik" Arrigoni ha trovato la morte il 15 aprile 2011. Un giorno doloroso per la madre Egidia che però ha reagito ed è andata avanti: "non mi sono arroccata nel mio dolore ma ho deciso di far conoscere Vittorio, il suo impegno e la sua utopia, incontrando persone diverse di una stessa Italia solidale unita dalla figura di "Vik".

"Riesce a trsmettere forza e coraggio di fronte a un mondo che sprofonda nell'odio e nell'indifferenza, insegnando che vale la pena di continuare a lottare per i propri sogni". A partire da quello di un mondo di persone uguali e con gli stessi diritti come diceva lo stesso Vittorio Arrigoni nella citazione letta ieri dalla madre alla fine dell'intervento: "come te non crediamo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Crediamo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana".

Introdotta da Roberto Bonacina dell'associazione "Vik Utopia", che ha sottolineato l'importanza di "essere visionari e determinati come i palestinesi, di essere, in fondo, partigiani", il pomeriggio di domenica è stata un'occasione anche per informarsi sui crimini che continuano a accadere nella Striscia di Gaza e per conoscere i tanti progetti che prendono forma intorno alla figura del bulciaghese Vittorio "Vik" Arrigoni.

A raccontare quanto successo nell'ultimo anno a Gaza è stata Patrizia Cecconi, presidente onoraria di "Amici della mezzaluna rossa palestinese", che ha descritto le marce al confine prese di mira dai cecchini israeliani. "Alla "Grande marcia" anche "Vik" ci sarebbe stato perché era un martire della Palestina, un testimone della violenza che lì si ripete quotidianamente. La "grande marcia" è espressione di una mobilitazione popolare, non di una decisione dall'alto presa dal movimento islamista Hamas che anzi ha cercato di frenarla" ha detto, spiegando come "la grande marcia sia nata per chiedere dei diritti già sanciti dalle risoluzioni ONU: il rispetto della Risoluzione 194 e il suo diritto al ritorno e la fine dell'assedio a cui è sottoposta la Striscia di Gaza da più di dieci anni". A fronte della reazione assassina dei soldati israeliani che hanno ucciso centoottanta tre e ferito migliaia di manifestanti, Patrizia Cecconi ha invitato i presenti a sostenere i palestinesi perché "appoggiarli significa lottare per ciascuno di noi, contro uno stato che opprime".

Sul palco Egidia Beretta, mamma di Vik

Su "Vik" e i progetti che hanno preso forma intorno alla sua figura, si sono concentrati gli altri interventi della giornata come quello di Roberto Bonacina che ha informato i presenti sulle attività della fondazione "Vik Utopia". "Continuiamo a sostenere progetti in una serie di paesi e zone come Gaza, Repubblica Democratica del Congo, Turchia, Cisgiordania, Afghanistan, Nicaragua, Romania, visitati o meno da Vittorio mentre era ancora in vita" ha detto, spiegando come a essere finanziati, soprattutto, progetti educativi, alfabetizzazione o anche cinematografia come il sostegno al festival Nazra. Di Vittorio "Vik" Arrigoni si occupa anche il progetto documentario di Giulia Cacchioni e di Giacomo Cuppoloni, studenti della scuola cinematografica "Gian Maria Volontè" di Roma, che hanno presentato il loro lavoro di fronte al pubblico a Bulciago.

"Nasce da un paradosso: entrambi non conoscevamo Vittorio otto anni fa quando è morto. Lo abbiamo conosciuto in seguito, leggendo i suoi scritti e parlando con la mamma Egidia" hanno detto, spiegando che il loro lavoro sarà una miscellanea di generi e tecniche diverse. "Ci sarà la lettura in voice over degli articoli per il Manifesto e GuerrillaRadio di Vittorio, le immagini di repertorio di Gaza e le figure della graphic novel dedicata a Vittorio "Vik" Arrigoni". Lo hanno scelto come soggetto del loro progetto documentario perché "è una testimonianza di vivo impegno tra generazioni assuefatte e disabituate a lottare. Essere in Palestina, sostenere la Palestina significa metaforicamente, attraverso l'esperienza di Vik, sapere che ciò che accade intorno non è inevitabile e improcrastinabile. Questo ci ha insegnato Vittorio".

Alla figura di Vittorio, da cui prende il nome, è dedicato anche lo spettacolo del vignettista Gianluca Foglia, in arte "Fogliazza", che è andato in scena domenica sera prima dell'aperitivo palestinese e del lancio dei palloncini. E' un'opera che con voce, musica e immagini mette in scena, incrociando le storie di Fogliazza e Vik, le vicende dell'occupazione israeliana della Palestina e dell'assedio di Gaza, accenni all'attualità come i drammi delle migrazioni e le ingiustizie di un caso come quello di Stefano Cucchi. A fronte di tutto ciò, il "restiamo umani" di Vittorio "Vik" Arrigoni, risuonato alla fine dello spettacolo, è il miglior modo per resistere.

A.P.
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