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Scritto Lunedì 15 aprile 2019 alle 16:40

Casatenovo: alla Colombina un tripudio di colori con la mostra di canarini ed uccellini

I volontari dell'associazione Colombina e della A.O.M. di Monza

Un'insolita mostra ha occupato domenica 14 aprile la sede dell'associazione "La Colombina" di Casatenovo che ha infatti organizzato una mostra divulgativa di canarini e altre specie di uccellini a cura di A.O.M, Associazione Ornicoltori Monzesi.
Il salone di Piazza per la Pace ha aperto così le porte ai visitatori che sino al primo pomeriggio hanno potuto ammirare diverse decine di esemplari di canarini ed altre specie davvero particolari. Volatili proprio unici, in quanto creati attraverso la ''manipolazione genetica'', come ci ha spiegato il presidente di A.O.M Dario Sironi.

"Questi uccellini provengono da diverse parti del mondo ben lontane, perciò non potrebbero mai incontrarsi se non con l'intervento dell'uomo. Quello che facciamo noi è unire diverse specie per creare qualcosa di nuovo, dando vita ad esemplari unici e bellissimi. Qualcuno ci ha definiti pittori della natura'' ha dichiarato Sironi, spiegando poi in maniera molto chiara perché questi piccoli animali vivono in gabbia e non in natura, una domanda che spesso viene posta anche dai bambini delle scuole dove l'associazione va a tenere delle conferenze.


"Questi uccellini nascono in cattività da almeno tre secoli: non avrebbe senso lasciarli andare perchè questo è il loro habitat naturale. Inoltre alcuni fattori come i colori accesi del loro piumaggio li porterebbe ad essere ben visibili dalle specie volatili più grandi, che riuscirebbero a cacciare questi uccellini piuttosto facilmente" ha aggiunto.

Questo hobby, vale a dire la cura di questi animali, richiede moltissimo tempo, tanto che l'ornitologo deve essere sempre presente, non può lasciare cibo e acqua nella gabbia e assentarsi per un paio di settimane, poichè è tenuto a controllare molto frequentemente lo stato dell'animale, per assicurarsi che vada tutto bene. "Il prendersi cura di questi volatili mette in gioco diverse conoscenze e vari settori di studio" ci ha spiegato ancora Sironi. "Innanzitutto la genetica, per mischiare razze diverse e creare esemplari che non hanno motivo di essere in natura. In secondo l'alimentazione: è necessario conoscere le regole per assicurarne una adeguata cura all'animale; questa deve essere varia e includere tutto il necessario. Non da ultimo poi, l'utilizzo delle macchine è un aspetto molto utile e innovativo: i computer ci permettono di gestire meglio l'allevamento, ma anche di registrare e tenere conto di tutti i dati dell'uccello".

In sostanza quindi, in mostra c'erano diverse tipologie utili a mostrare al pubblico lo scopo dell'associazione, ovvero salvaguardare le specie. "Molti uccellini in natura sarebbero subito catturati dei rapaci. Un esempio classico è il Parco di Monza: lì ormai esiste davvero poco in fatto di fauna, in giro si vedono solo corvi che uccidono tutto ciò che nasce. Gli uomini poi, ci mettono del loro. Una volta facevamo un tour nel parco, aperto al pubblico, col binocolo, per vedere tutte le specie diverse presenti, ma oggi non è più possibile. Il nostro operato quindi, è un modo per preservare questi animali" ha concluso il presidente.

La mostra, che ha riscosso un buon numero di visitatori, ha fornito non solo l'opportunità di conoscere e ammirare degli esemplari unici di uccellini, ma anche di mettere in guardia la società sui problemi relativi allo sviluppo della fauna di questo tipo e dei danni che il clima e l'uomo stanno facendo, in generale, sulla natura.
A.V.
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