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Scritto Martedì 16 aprile 2019 alle 15:30

Annone: consiglio discute sulla legittimità della delibera per l’intervento in Oratorio

Ha generato un'accesa discussione in consiglio comunale la delibera relativa all'intervento di riqualificazione e risanamento conservativo dell'oratorio parrocchiale di Annone.

Il consiglio comunale convocato ieri sera ad Annone

Il dubbio che ha fatto alzare le voci nella seduta di lunedì 15 aprile, convocata presso la sala dell'ex edificio Suzani, ha riguardato la legittimità della delibera portata in assise nel cosiddetto "periodo bianco", il limite temporale prima delle elezioni entro il quale possono essere adottate dal consiglio solo delibere con carattere d'urgenza e di improrogabilità.
Il primo a far riflettere sulla questione è stato il consigliere indipendente Marco Longoni. "Se l'atto risultasse illegittimo per la mancanza del carattere d'urgenza, esporrebbe l'oratorio a un rischio di ricorso, oltre al fatto che potrebbero esserci anche una serie di responsabilità penali. È un discorso che va fatto per la tutela della legalità e dell'oratorio. Portare l'atto dopo le elezioni non cambierebbe nulla".
Pronta la risposta del sindaco Patrizio Sidoti. "Un fatto simile era accaduto tempo fa per il ricorso al piano di intervento del Golf Club: il presidente della Repubblica ci disse in seguito che potevamo procedere. L'esperienza ci insegna quindi che possiamo proseguire nell'approvazione se abbiamo l'urgenza. In questo caso c'è una necessità per la tutela della salute in quanto sono presenti 3.000 mq di tetto dell'oratorio in eternit che vanno smaltiti. Ritengo che si debba proseguire" sono state le parole del primo cittadino.

Da sinistra i consiglieri di minoranza Tiziano Corti, Federica Bartesaghi e l'indipendente Marco Longoni

I consiglieri di minoranza Tiziano Corti e Federica Bartesaghi hanno sostenuto le ragioni di Longoni, reputando l'atto passibile di illegittimità. La parola è passata alla dottoressa Raffaella Volpez, secondo la quale deve esserci una motivazione d'urgenza dietro la delibera.
La convezione urbanistica, che dovrà essere sottoscritta con atto notarile a spese dell'oratorio, prevede un'opera di ampliamento per 260 mq e una uguale superficie coperta, oltre al cappotto fino a 25 cm di spessore per gli edifici già esistenti al fine di favorire il contenimento energetico. Non viene riservato volume aggiuntivo sulla superficie coperta. Il corpo in ampliamento, ovvero una scala coperta, verrà realizzato sul confine del parco comunale, mentre l'altra superficie da occupare andrà a formare una tribuna nella zona del campo sportivo. La convezione durerà dieci anni.
"Stiamo facendo qualcosa per la collettività: è un'iniziativa che sostengo, ma mi astengo per i potenziali pericoli di questa delibera che viene portata avanti in questo periodo" ha affermato il capogruppo di minoranza Corti. Sulla stessa linea la collega Federica Bartesaghi.
Secondo l'assessore al bilancio Laura Bartesaghi "non ci sono criteri fissi per la determinazione del requisito d'urgenza che deve essere valutato dal consiglio. Leggendo questo passaggio non trovo ostacoli alla delibera".

Al centro il sindaco Patrizio Sidoti

"Nel merito della delibera sono d'accordo ma, non avendo avuto ragioni certe per motivare l'improrogabilità, mi astengo. Se ci sono problemi di legalità, votando la delibera siamo responsabili. Permangono infatti i miei dubbi sulla legittimità della delibera. Il voto di astensione è un segno di fiducia nelle motivazioni del sindaco, ma non ho la certezza di una valutazione oggettiva che detta il carattere di improrogabilità" ha affermato Longoni che al termine della seduta ha poi voluto chiarire meglio la propria posizione. ''Mi sono astenuto dalla votazione in quanto non ho voluto avallare una evidente forzatura intrapresa dal sindaco Sidoti, il quale, pur sapendo che già siamo entrarti nel c.d. "periodo bianco" (45 giorni prima delle elezioni comunali), in cui ai sensi di Legge - art. 38 comma 5 del TUEL - si possono approvare solo atti urgenti ed improrogabili, ha voluto imporre tale atto. Non avrei avuto alcuna obiezione di merito ad approvare la convenzione, per dare la possibilità di migliorare le strutture dell'oratorio, frequentato da bambini e ragazzi tra cui i miei quattro. Tuttavia, un buon insegnamento che penso di aver ricevuto e che vorrei tramandare ai miei stessi figli è che ogni atto che compiamo, a maggior ragione se all'interno di istituzioni pubbliche o collettive, deve avere come presupposti fondamentali il rispetto delle leggi (oltre che delle persone). Il sindaco ha affermato apoditticamente in consiglio comunale di ritenere urgente ed improrogabile l'approvazione del progetto per la necessità (affermata da lui, ma non documentata in alcun modo) di rimuovere l'ethernit dai tetti del salone dell'oratorio. Credo che, se ci fossero stati rischi per la salute, la parrocchia stessa, ancor prima del sindaco, avrebbe preso provvedimenti intervenendo immediatamente, cosa fattibile senza neppure la necessità di stipulare un accordo''.

''La convenzione infatti, si è resa necessaria solo per poter consentire un ampliamento di circa 260 mq delle strutture dell'oratorio (in particolare, per la costruzione degli spogliatoi nuovi), finalità assolutamente condivisa da tutti, ma che certo non poteva costituire quelle "ragioni urgenti ed improrogabili" a giustificazione del mancato rispetto dell'art. 38 del Testo Unico degli Enti Locali. Mi auguro solo che la potenziale illegittimità della deliberazione e della convenzione non comporti pregiudizi per l'oratorio stesso (il Notaio consentirà la stipula di una convenzione basata su una delibera potenzialmente illegittima?), perchè in tal caso la responsabilità sarà tutta del sindaco Sidoti e del suo gruppo. Sarebbe bastato anticipare la delibera al consiglio comunale precedente (tenutosi 15 giorni fa) o al primo consiglio comunale dopo le elezioni (a giugno), per evitare questi rischi, tutelando maggiormente non solo l'oratorio, ma anche un basilare principio di legalità'' ha concluso l'ex capogruppo di maggioranza.
M.Mau.
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