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Scritto Giovedì 18 aprile 2019 alle 17:40

Cremella: oggi assessore, ma già sindaco per diversi mandati Guido Besana lascia la politica, ''strumento per aiutare gli altri''

Dopo tanti anni vissuti da protagonista della macchina amministrativa di Cremella e Barzanò - suoi comuni rispettivamente di origine e di residenza - Guido Besana ha deciso di non ripresentarsi alle elezioni amministrative di fine maggio. Abbiamo incontrato l'attuale vicesindaco e assessore al bilancio e ai lavori pubblici cremellese per farci raccontare i motivi della sua mancata ricandidatura, per ripercorrere gli anni trascorsi a capo delle due amministrazioni e per parlare delle sfide attuali e future dell'impegno politico locale.

Guido Besana

-Negli anni della sua carriera politico-amministrativa, a cavallo tra Cremella e Barzanò, ha rivestito tante cariche: è stato capogruppo, assessore, vicesindaco, sindaco. Come mai ora ha deciso di dire basta?
Ho troppi anni di amministrazione alle spalle, è ora di un meritato riposo: voglio poter essere un pensionato e un nonno a tempo pieno. E' una scelta giusta anche per favorire un ricambio, lasciare spazio ai più giovani e a nuove energie. E sono soddisfatto di aver visto il gruppo in grado di camminare autonomamente lungo questa strada; lascio un'amministrazione senza debiti e patrimonialmente solida.

-Facciamo un po' di amarcord. Quali sono i momenti più belli che si ricorda delle tante e diverse esperienze amministrative dal 1973 a oggi?
Per me i momenti più belli da ricordare sono quelli in cui, dopo un periodo di impegno, vedi realizzarsi quanto ti eri proposto. Ad esempio, all'inizio della mia carriera amministrativa, quando riuscimmo a trovare una soluzione al problema numero uno di Cremella in quel periodo: la fornitura dell'acqua e il rifacimento della rete idrica e delle fognature. Erano gli anni '70 e quello era uno dei bisogni più grandi, che assorbiva gran parte del bilancio: annualmente si facevano pozzi per cercare acqua così da garantire un'erogazione regolare nelle abitazioni di Cremella. Sembra incredibile dirlo oggi, ma anche nel nostro paese si razionava l'acqua: è stata una vera soddisfazione risolvere questo problema con la creazione dell'Acquedotto della Brianza, iniziativa promossa dal sindaco di Casatenovo dottor Giovanni Maldini, che ha portato l'acqua a tutti i comuni della zona, prelevandola dal lago di Alserio e poi da quello di Lecco. Oppure i piani di edilizia economica popolare (PEP) che hanno permesso di dare una risposta al problema abitativo degli anni '80, con l'arrovo a Cremella di nuovi nuclei famigliari. O ancora l'ampliamento del cimitero, adeguandolo alle nuove esigenze del paese. Infine, per quanto riguarda la viabilità, la realizzazione della rotonda in zona Isola negli anni 2000, riuscendo a superare anche lo scetticismo della opposizione.

Guido Besana con l'ex capogruppo degli alpini Francesco Panzeri e con
Cosimo Fersini, oggi consigliere comunale ma a lungo comandante della stazione CC

-Oltre alla sfida dell'acqua e alle altre che ha citato, quali altri momenti ricorda con soddisfazione?
Sicuramente quando siamo riusciti a dare vita, grazie a un impegno sovracomunale, alla prima scuola superiore del territorio: l'istituto Villa Greppi di Monticello. Oppure alla nuova scuola media di Barzanò che, insieme al Consorzio delle Piscine che ha realizzato e ancora ha in gestione il centro natatorio di Villanova, hanno rappresentato delle belle soddisfazioni. Sono stati obiettivi che Cremella è stata capace di raggiungere non da sola, ma collaborando con gli altri enti e lavorando in una logica sovracomunale.

-Lei è stato più volte, per ben cinque mandati, sindaco di Cremella, sia prima che dopo l'introduzione dell'elezione diretta del primo cittadino nel 1993. Qual è stata la vittoria più emozionante?
La prima volta in cui sono stato eletto sindaco direttamente dai cittadini è stato nel 2004 con la lista Tradizione e Rinnovamento: per una manciata di voti, sette, la mia lista aveva superato quella guidata da Dino Beretta. Quella volta però, la maggioranza uscente si era divisa in due liste e io ero considerato l'outsider nella sfida alle comunali. Un po' come quello che, a parti invertite, sta succedendo in queste settimane nella vicina Cassago Brianza. La seconda elezione diretta del 2009 invece, è stata una dimostrazione concreta dell'affetto e della riconoscenza della cittadinanza verso l'impegno di tutto il gruppo nei cinque anni precedenti. Dai sette voti di differenza di cinque anni prima si è arrivati a più di cento nel 2009, doppiando le due forze di opposizione. Quella è stata una vittoria vera, piena di soddisfazione.

A sinistra al microfono Guido Besana all'inaugurazione della caserma dei carabinieri

-Dopo due mandati di sindaco, quali sono i risultati di cui è più orgoglioso?
Sicuramente l'aver mantenuto un paese ordinato, raccolto, salvaguardandone l'importante polmone verde, anche a fronte di una crescita della popolazione. E ciò è stato possibile perchè i piani urbanistici (prima Piano Regolatore Generale e poi Piano di Governo del Territorio) non hanno intaccato la struttura del paese, l'hanno garantita e hanno mantenuto le peculiarità di Cremella. Intendo dire l'essere riusciti a mantenere un territorio molto verde (indica la cartina del paese appesa alle sue spalle mentre lo dice NdR) e sapere che in paese tutti i servizi sono garantiti, grazie alle realtà sovracomunali di cui la nostra comunità è una componente fin dagli inizi.

Guido Besana con il sindaco Ave Pirovano, sua vice fino al 2014

E' una delle conseguenze di quell'approccio non campanilistico ma aperto a cui ha fatto riferimento prima?
Certo, in questa fase le realtà comunali sono da concepire in maniera sempre più allargata. Non a caso, i servizi funzionano ormai in un'ottica sovracomunale. Senza queste realtà più grandi, società apposite con competenze specifiche, il comune di Cremella avrebbe delle difficoltà a reggersi in piedi. Un'amministrazione piccola è sicuramente più attenta ma non può fare più a meno della partecipazione a realtà più complesse con i comuni vicini.

-Leggendo il suo curriculum, si trova un punto che può risalire, veramente, all'archeologia politica. Dal 1988 al 1993 è stato capogruppo consigliare della DC nell'assise comunale di Cremella. Nell'ambito locale, quali sono le più importanti trasformazioni innescate da Tangentopoli e dal passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica?
Erano i tempi In cui nel consiglio comunale di Cremella c'era la DC da una parte e la Sinistra Unita, Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano, dall'altra. Non era uno scontro ideologico ma ci si divideva per le diverse priorità nelle scelte da compiere. Ciò che veramente distingueva un feudo democristiano come Cremella e una realtà di sinistra come Cassago era il deficit di bilancio: a Cassago, come in altre amministrazioni dello stesso colore, hanno investito in tanti progetti, puntando sul debito per finanziare le attività. A Cremella invece, come tutti gli altri paesi della zona, c'era la regola ferrea di mantenere il bilancio in pareggio.

-Secondo lei il venir meno dei partiti di massa, come DC, PSI, PCI, capaci di esprimere una propria rappresentanza anche in un paese come Cremella, che effetti ha provocato nella politica locale?
Sono venuti meno i valori di riferimento di ogni partito, favorendo il disinteresse della gente nei confronti della politica. Non ci sono più valori ideali in cui credere e da perseguire nell'agire amministrativo. Tutto è diventato un fatto personale: anche l'attività politica sembra la manifestazione più di un egoismo personale più che del mettersi al servizio di un'idea, di un progetto. Era quanto accadeva con i partiti di massa che alla fine però, hanno tradito la fiducia e gli ideali delle persone.

A sinistra con don Luigi Ambrosoni, storico parroco di Cremella

-Una delle conseguenze è anche il fatto che si faccia sempre più difficoltà a mettere insieme le persone necessarie per formare una lista? Cosa prova a pensare che a Cremella per la seconda volta consecutiva alle elezioni se ne candidi una sola?
Le persone non considerano più indispensabile doversi candidare e dare il proprio contributo. C'è ancora chi si impegna e si dà da fare, nel volontariato e nelle associazioni ad esempio, ma senza la politica di mezzo e solitamente lo fa in funzione di un evento specifico o per un interesse particolare. Per quanto riguarda la lista unica, Cremella non è più un'eccezione e anzi sembra essere diventata una prassi alquanto comune.

-Al di là di quanto succede a Cremella, in una situazione come quella che ha descritto ha ancora senso parlare di politica locale o sarebbe meglio limitarsi ad amministrazione?
A mio parere va ridisegnata la struttura degli enti locali, secondo quanto abbozzato dalla legge Delrio. Ora siamo in una fase di transizione in cui non è ben definito il nuovo assetto. Per me, in ogni caso, ha sempre più senso ragionare in termini allargati e di fatto ci si muove in questa direzione. Le riunioni periodiche e allargate degli amministratori locali di un certo territorio, le cosiddette Conferenze dei Sindaci, possono rappresentare una prospettiva di miglioramento per il futuro, affrontando gli argomenti non più solo in chiave comunale ma sempre più allargata.

Guido Besana con l'attuale gruppo di maggioranza Tradizione e Rinnovamento eletto cinque anni fa

-In generale, a distanza di quarantasei anni dal suo primo incarico pubblico, come assessore supplente, quali crede che siano i doveri e i compiti di un amministratore locale?
Cercare di garantire i servizi, anche se ormai sono spostati su società sovracomunali (SILEA, Lario Reti Holding, ReteSalute, tra le altre), e recepire i problemi sollevati della cittadinanza per poi utilizzare e indirizzare gli organi sovracomunali preposti per la risoluzione di queste questioni, soprattutto nel campo sociale e urbanistico.

-Perché una persona dovrebbe ancora mettersi in gioco nelle elezioni comunali?
Personalmente mi chiesero di partecipare perchè avevo la predisposizione all'interesse pubblico e alla politica, senza la volontà di rimanere chiuso nel mio orticello. E, secondo me, la politica è proprio questo: uno strumento per aiutare gli altri. Chi ha attenzione al prossimo si impegna in politica. A livelli e modi diversi. Da ultimo vorrei ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno collaborato, insieme a me, per il bene del paese di Cremella e auguro al prossimo sindaco e ai nuovi consiglieri un buon lavoro.

Alessandro Pirovano
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