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Scritto Venerdì 19 aprile 2019 alle 14:42

Dolzago: concerto ''Stabat Mater'' con il Gruppo Vocale Incanto

Musica, arte, letteratura. Tre linguaggi diversi, con varie peculiarità, che si uniscono per raccontare il dolore di Maria, ai piedi della croce. Istanti carichi di passione e fede, in cui culminano le ultime ore della vita terrena di Gesù, prima della sua morte e resurrezione.

Sono stati tre gli appuntamenti dedicati al progetto Stabat Mater, una meditazione musicale organizzata dal Gruppo Vocale Incanto, associazione ormai conosciutissima sul territorio lecchese e non. Proprio a Dolzago, casa del GVI, venerd presso la chiesa Santa Maria Assunta, ha preso il via la mini-tournee che ha condotto il GVI anche ad Inverigo - sabato, presso la chiesa di Sant’Ambrogio - e a Costa Masnaga, - presso la chiesa Santa Maria Assunta, domenica.

VIDEO


Si tratta di un progetto nato da un’idea molto semplice: quella di costruire qualcosa di unitario, che unisse tutte le principali arti, cioè quelle visive, letterarie e ovviamente la musica, a corollario di tutto”, ci ha spiegato Emilio Piffaretti, direttore del GVI, oltre che pianista, compositore e docente presso il conservatorio di Milano.

Il momento di meditazione musicale che ha introdotto fedeli e pubblico alla Settimana Santa, o Autentica, ha visto infatti note musicali, immagini e parole intrecciarsi tra loro. Ad intervallare i brani, eseguiti dai coristi del GVI e dall’ensemble strumentale, sono state anche letture e immagini. “C’è stata una fase di intensa preparazione. Abbiamo scelto nel dettaglio le musiche, i brani e le immagini per raccontare le ultime ore di vita di Gesù, dal tradimento nell’orto degli Ulivi fino alla crocifissione, per arrivare al momento culmine dello Stabat Mater, cioè il dolore della madre ai piedi della croce”.

Tre, in particolari, i brani dedicati allo Stabat Mater: uno di Crestani, uno di Mazza e uno di Rheinberger. “Si tratta di tre brani che abbiamo in repertorio. Sono diversi, con particolari nuances espressive: i primi due sono autori del Novecento; Rheinberger è invece del periodo romantico. Mi piaceva l’idea di accostare modalità di lettura diversa: poteva sembrare una scelta ridondante ma essendo brani cosi diversi il risultato finale è stato bello”.

Tra gli altri brani eseguiti dal Gruppo – con l’accompagnamento di Alessandro Piffaretti e Monica Vacatello ai violini, Matteo Lipari alla viola, Alessandro Mazzacane al violoncello, Denise Mirra alla viola da gamba, Roberto De Thierry all’organo – anche opere di Ingenieri De Victoria e Lotti. “Nella prima parte abbiamo eseguito brani rinascimentali. Il crocefixus di Lotti è un brano bellissimo e molto complesso, a otto voci, dotato di grande pathos”.

A dare ulteriore carica espressiva, anche la presenza di strumenti musicali. “Siamo stati accompagnati da musicisti di grande talento. Alcuni strumenti sono tipici dell’epoca rinascimentale, e in Settimana Santa erano usati proprio per la liturgia”. Tutto è stato corredato da immagini e letture di brani.

I video sono stati montati da un nostro corista. A Dolzago siamo stati accompagnati anche da due attori, Sabrina Centemero e Matteo Nicodemo, che ci hanno regalato brani tratti dalle sacre Scritture o da altri autori, come Turoldo. Tutto anticipava la parte musicale, che a sua volta era a commento del testo e delle immagini, creando attraverso i suoni quelle emozioni in più che la sola parola, o immagine, non riesce a trasmettere a chi ascolta”.

Il concerto, che ha visto le tre chiese risuonare tra note e silenzio di preghiera sulla figura di Maria addolorata ai piedi della Croce, ha assunto anche un - ulteriore - particolare significato. “A Dolzago la serata è stata dedicata alle mamme, con la lettura di alcuni dei loro nomi. Un momento molto intenso che ha introdotto il momento di elevazione”.

Il progetto Stabat Mater è una novità che si aggiunge al già ricchissimo curriculum del GVI. “Possiamo dire che si è trattato di un progetto pilota, e da qui andremo avanti. I nostri concerti uniscono sempre la musica alla lettura di brani, con una coerenza molto forte, ma per la prima volta abbiamo voluto dare vita ad un’esperienza unitaria che unisse tutte le principali arti. Unire anche le immagini è stato un completamento di ciò che facciamo, ad un altro livello della comunicazione. Il gruppo si è comportato bene, la risposta del pubblico è stata buona. Siamo molto soddisfatti”, ha concluso Piffaretti, che insieme ai coristi del GVI brinda alla buona riuscita del progetto, prima di mettersi al lavoro per i prossimi impegni. “Abbiamo molte cose in cantiere, tra cui molti concerti che prenderanno il via nella stagione autunnale”, ha concluso.

L.V.
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