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Scritto Lunedì 06 maggio 2019 alle 19:17

Monticello: il sindaco Rigamonti si prepara a lasciare il municipio dopo 10 anni intensi che ripercorre in un'intervista 'a 360 gradi'

Dieci anni fa si era affacciato alla politica locale quasi ''in punta di piedi'', conquistando a sorpresa - insieme al suo gruppo Rinnoviamo Monticello - la fiducia della maggioranza dei monticellesi. Per Luca Rigamonti, classe 1970, laurea in giurisprudenza e un'esperienza professionale maturata al servizio degli enti locali, si sta per concludere un'avventura amministrativa durata dieci anni. Sindaco dal 2009, tra una ventina di giorni lascerà l'ufficio al primo piano del municipio di Via Sirtori: una parentesi di vita che si chiude, in attesa che se ne apra una tutta nuova.

Luca Rigamonti

-Cominciamo proprio da qui. Come mai ha deciso di lasciare la politica locale senza ricandidarsi all'interno della lista Rinnoviamo Monticello?
Avevo già detto a gennaio al mio gruppo che avrei fatto un passo indietro. Da parte mia non mancheranno consigli e supporto in caso di necessità, ma mi sembra giusto farmi da parte, non avendo la possibilità di correre per un terzo mandato. Allo stesso tempo non chiudo nessuna porta, mettendomi al servizio e a disposizione del mio paese: Monticello.

-Una scelta che la accomuna ad altri componenti dell'amministrazione uscente che hanno deciso di dire basta, almeno per il momento. Gli assessori Giorgio Casiraghi, Massimo Mottadelli e Maria Grazia Scaccabarozzi su tutti.
Sono cambiate molte cose e giustamente ognuno ha deciso di dare priorità al lavoro o alla famiglia dopo dieci anni molto belli, ma altrettanto impegnativi ed intensi. Credo che nessuno possa negare il fatto che Monticello sia stato uno dei comuni più vivaci del territorio. Lo dimostrano anche le polemiche che spesso ci sono state. Forse i cambiamenti non sono sempre facili da accettare e digerire. Penso ad esempio alla realizzazione del refettorio o dell'aula ginnica alla scuola primaria, o agli orti sociali di Magritto. In quest'ultimo caso credo che la vicenda sia stata molto strumentalizzata, ma forse anche noi avremmo potuto spiegare meglio e condividere il progetto con i cittadini, che magari avrebbero capito.

Rigamonti in occasione di uno degli ultimi incontri con i gemelli francesi di Martizay

-Il rapporto con le minoranze in effetti non è mai stato semplice, ma nemmeno con alcuni esponenti del suo gruppo, che poi hanno deciso di lasciare...
All'inizio del primo mandato il clima era un po' teso perchè noi avevamo vinto con soli 23 voti di differenza sui nostri avversari. Poi però siamo andati avanti senza particolari problemi. Nel 2014 la situazione è stata un po' più sofferta perchè il mio avversario alle elezioni era Massimo Miolo, fino a pochi mesi prima mio vicesindaco. In consiglio comunale l'atmosfera era sempre molto accesa, forse troppo, ma negli ultimi anni mi sembra che ci sia stato più dialogo, in un clima disteso. Per quanto riguarda le dimissioni dei miei assessori, io credo di essere sempre stato coerente nelle mie decisioni, anche se non è stato facile affrontare certe situazioni, a partire appunto dalla scelta di Miolo e dell'allora assessore Maria Pia Pozzi di lasciare il nostro gruppo a pochi mesi dalle elezioni. E' stata poi la volta di Monica Gargantini e lo scorso anno, di Pietro Giussani, mio vicesindaco. Quest'ultimo è stato l'allontanamento più sofferto per me, soprattutto per il tipo di rapporto che si era creato: una sintonia che negli anni mi ha legato molto al mio gruppo di assessori. Poi però ognuno ha il diritto di fare le sue scelte e io ne ho preso atto. Ci tengo a precisare però di non aver mai revocato le deleghe a nessuno.

Il primo cittadino con gli assessori Pietro Giussani, Giorgio Casiraghi e la storica dipendente Rachele Cogliati

-Veniamo ora a questi dieci anni. Quali sono stati gli interventi di cui è maggiormente orgoglioso?
Abbiamo dato molto spazio all'edilizia scolastica, rivoluzionando i due plessi con nuove strutture e lavori di ristrutturazione. L'aula ginnica, fortemente criticata prima della sua realizzazione, viene utilizzata tutti i giorni non soltanto dagli studenti, ma anche dalle associazioni sportive. E' un'opera molto vissuta di cui sono orgoglioso, come di tutto quello che abbiamo fatto per le scuole, ad oggi competitive, con tutti i servizi che servono.
Per quanto riguarda la viabilità mi sembra che la nuova rotonda realizzata lo scorso anno all'altezza dell'Hemingway sia stata apprezzata, così come il marciapiede che da Torrevilla scende verso le piscine, opera portata avanti su impulso anche del gruppo di minoranza. C'è un po' di rammarico per la bretellina di Cortenuova: non so se vedrà mai la luce, ma purtroppo questa situazione non dipende soltanto dal nostro Comune. E poi la casa dell'acqua, il restyling dei parchi gioco in collaborazione anche con alcune associazioni. Sono molto fiero del progetto per l'installazione dei DAE in collaborazione con gli Amici del Teatro e delle borse sociali lavoro: un esempio concreto di collaborazione con le nostre parrocchie e con la Provincia che ha permesso a 26 persone di trovare un lavoro a tempo indeterminato. Una scommessa vinta.

-Monticello si caratterizza per le sue tre anime: il centro, Cortenuova e Torrevilla. Qualcuno negli anni vi ha accusati di aver privilegiato una zona precisa a discapito di altre...
Non sono d'accordo. Abbiamo realizzato interventi dove servivano, dando attenzione a tutto il paese a seconda delle necessità e senza dare un occhio di riguardo all'una piuttosto che all'altra località. E' stato programmato l'ampliamento di entrambi i cimiteri, il restyling di tutti gli ambulatori, della fognatura e la realizzazione dei marciapiedi dove servivano. Piccoli interventi, ma utili, realizzati su tutto il territorio.

Il sindaco uscente durante le celebrazioni alla scuola primaria dedicata ad Aldo Moro

-Non sono mancati neppure i momenti difficili...
Sì, in cima a tutto metto la vicenda dei proiettili che sono stati rinvenuti in una busta accanto ad alcune mie foto, nei pressi dell'area ecologica. Devo dire che non me lo aspettavo per nulla ed è stata una vera e propria botta, non facile da affrontare. In quell'occasione però, tutti i consiglieri - di maggioranza e di opposizione - mi hanno espresso grande solidarietà. Così come hanno fatto le istituzioni, la prefettura, l'Arma dei carabinieri, standomi sempre vicino. Non mi sono mai sentito abbandonato neanche per attimo. E nonostante la vicenda sia rimasta senza colpevoli (l'unico indagato è stato assolto all'esito del processo di primo grado ndr) spero che un episodio del genere non si ripeta più. Non lo auguro davvero a nessuno.

Il taglio del nastro dell'ascensore di Via Volta a Casirago

-E quindi, qual è il bilancio finale di questa esperienza?
Per me è stata una scommessa vinta, nonostante tutti i vincoli e le difficoltà. Credo di aver portato a casa risultati positivi e non erano in tanti all'inizio a scommettere su questa amministrazione. Invece abbiamo costruito un bel gruppo, caratterizzato da tanta voglia di fare e la gente ci ha dato fiducia. Siamo riusciti ad instaurare ottimi rapporti con le associazioni, con i dipendenti comunali, che ringrazio per il loro impegno, e in generale con molti cittadini, per i quali la mia porta è rimasta sempre aperta. La casa di riposo è stata una bella scoperta: in questi dieci anni sono sempre andato a trovare gli anziani ospiti a Natale, Pasqua e Ferragosto. Una specie di rito a cui non ho voluto rinunciare.
Sono contento di concludere così, non ho rimpianti, anche se ammetto che mi dispiace molto terminare questa esperienza. Ora mi aspetta un cambio di vita completo.

Gloria Crippa
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