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Scritto Martedì 14 maggio 2019 alle 08:52

Bosisio: un libro che raccoglie i segreti e la storia della chiesa di Sant’Ambrogio

Un libro dedicato alla chiesa di Sant'Ambrogio a Garbagnate Rota. Quello che è ora alle stampe è il primo volume che ripercorre, con un approccio scientifico, la storia del piccolo edificio religioso di origini medievali, ubicato nella frazione di Bosisio Parini.

La chiesa di Sant'Ambrogio a Garbagnate Rota

L'edificio, di impianto romanico, è un monumento che ha origini lontane nel tempo: figura come il primo edificio religioso del territorio tra Garbagnate Rota, Bosisio e i cascinali della zona. A Casletto esisteva già nel IX secolo d.C. la chiesa matrice dedicata a San Gregorio dalla quale dipendevano anche i fedeli di Bosisio e Garbagnate. Per Sant'Ambrogio la prima data certa, contenuta in un incunabolo conservato all'archivio di stato di Milano, è il 1206, ma potrebbe avere origini più antiche. La chiesa, inoltre, era stata investita di una particolare importanza: oltre a essere un luogo di sepoltura, qui vi si poteva battezzare, un unicum nel circondario se si tiene conto che questa caratteristica contraddistingueva soltanto le chiese plebane, come la vicina chiesa di Sant'Eufemia a Erba.

L'architetto Luisa Valsecchi e sotto Giuseppe Borgonovo

L'anno scorso, grazie a una collaborazione tra la parrocchia di Garbagnate Rota e il comune e a un contributo della fondazione comunitaria del lecchese, era stato reso possibile sostenere il restauro di affreschi del 1400 e 1500, preziose testimonianze artistiche. Il lavoro era stato condotto dal restauratore Giacomo Luzzana con l'architetto Luisa Valsecchi che ha condotto la ricerca storica d'archivio ed è l'autrice del volume in pubblicazione.
Si tratta del quarto libro che, in un decennio, l'amministrazione Borgonovo ha voluto sostenere: oltre a quelli su Andrea Appiani, Luigi Rota, Giuseppe Pestagalli, è prossimo all'uscita il volume dedicato a "un personaggio di pietra e calce. La chiesa è un edificio di realtà viva e un punto di riferimento della comunità perché è il testimone oculare più fedele. La testimonianza documentale più antica dell'edificio risale al 1206, un'epoca coeva a San Francesco d'Assisi e, a livello internazionale, Gengis Khan. Questa pubblicazione è preziosa perché tratta della vicenda di una protagonista della nostra comunità che è la chiesa. Il restauro degli antichi affreschi e la pubblicazione sono due azioni concrete di un programma più ambizioso di piena valorizzazione della chiesa" ha affermato il primo cittadino Giuseppe Borgonovo.

"Questo libro svelerà un pò di segreti che la chiesa ha custodito fino a ora. I documenti che ho cercato, consultato erano un pò disordinati e collocati in modo frammentario negli archivi del territorio o milanesi perché la giurisdizione canonica della chiesa è passata di mano tra la parrocchia di Casletto, Bosisio e poi tornata a Garbagnate, dove si è fermata. Ho cercato di raggruppare tutto e ho raccontato la storia vicina alle origini" ha spiegato l'architetto Valsecchi.
Le vicissitudini del tempo non hanno consegnato il luogo di culto integro. Nel 1400, in pieno periodo gotico, ha subito una trasformazione che ha conservato poco dell'edificio originario. Poi, nel 1938, il parroco don Giuseppe Parravicini ha dato l'ultima svolta caratteriale e stilistica a quest'edificio: dopo aver trovato un edificio in stile barocco, l'ha trasformato come lo conosciamo oggi.
Il libro, di oltre 200 pagine, è diviso in tre parti: "Questo lavoro di pubblicazione, che è una testimonianza storica di grande valore, si è reso obbligatorio: la ricerca storica per un intervento di restauro, infatti, si deve concludere prima di cominciare il lavoro. All'interno del libro ci sono paragrafi che, in ordine cronologico, trattano argomenti che permettono di collocare la chiesa nel tempo. Sono partita dalla trasformazione del nostro territorio e dall'influenza del lago nei confronti della chiesa, mentre l'ultimo capitolo è dedicato al restauro conservativo degli affreschi pittorici, un intervento ha messo in luce porzioni di affresco inedite. Ringrazio pertanto la persona che mi è stata vicina nella traduzione dei documenti latini, il dottor Roberto Andreoni di Erba e che si è occupato di un capitolo all'interno del libro".

Le foto di Paolo Sala che raffigurano l'affresco di San Matteo evangelista prima e dopo i restauri

Anche il primo cittadino ha voluto rivolgere alcuni ringraziamenti alle persone che hanno collaborato per lasciare una testimonianza scritta: "Grazie al parroco don Luigi Colombo che, in quanto custode di questa chiesa, si è reso disponibile perché la pubblicazione vedesse la luce; all'architetto Valsecchi perché senza le sue ricerche appassionato nulla sarebbe stato possibile; a Frattini, una famiglia di Milano con proprietà a Bosisio che ha voluto condividere l'affetto che i cittadini di Bosisio hanno per questo gioiello architettonico sostenendo in modo determinante i costi della pubblicazione, soprattutto favorendo l'inserimento delle immagini a colori; grazie a Bellavite che ha compiuto un ottimo lavoro".

Il libro è ancora alle stampe e vedrà la luce al pubblico nel mese di giugno. "Anche se spetterà alla nuova amministrazione la presentazione, il volume porterà l'indelebile sigillo dell'amministrazione uscente, che in dieci anni ha pubblicato quattro libro. Quest'amministrazione, con i fatti e non con le parole, ha dimostrato di avere a cuore la cultura e le dà la dovuta importanza. Sono lieto di rilevare che questo libro permetterà alla chiesa di raccontarci la sua storia ma anche la nostra che è intrecciata alla sua".
M.Mau.
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