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Scritto Martedì 04 giugno 2019 alle 13:01

Coldiretti: il 6 si parla di etichettatura e trasparenza alimentare

Il cibo ideale? Per i consumatori è a filiera corta e con una "carta d'identità" ben chiara, che consenta a tutti di risalire all'origine delle materie prime, con l'indicazione del luogo di coltivazione e del successivo processo di lavorazione/trasformazione.

Un principio semplice che però, nei fatti, non trova sempre applicazione ed è al centro delle azioni di Coldiretti per chiedere che sia garantita la rintracciabilità di tutti i prodotti agroalimentari: ma qual è lo stato dell'arte? Quali le conquiste e quali le battaglie ancora da vincere? E come è possibile risalire all'origine di ciò che raggiunge le nostre tavole?

Tutte queste domande sono al centro del convegno che l'amministrazione comunale di Orsenigo promuove in sinergia con Coldiretti Como Lecco giovedì prossimo, 6 giugno, attraverso il convegno sul tema "Etichettatura del Made in Italy " con inizio alle 20.45 presso l'auditorium della scuola primaria Ada Negri in via I Maggio.

Tra gli interventi, quello di Fortunato Trezzi (presidente Coldiretti Como Lecco, che aprirà i lavori), Daniele Barcella (allevatore, socio coop. Santangiolina), Francesca Biffi (presidente AgriMercato e responsabile interprovinciale Coldiretti Donne Impresa) e di una rappresentanza dei commercianti della cittadina.

"E' un argomento di attualità e un'occasione per approfondire come va letta l'etichetta dei cibi normalmente acquistati e quanto essa può dirci in termini di rintracciabilità, nei diversi casi" sottolinea Beatrice Lampugnani, giovane imprenditrice agricola e consigliera comunale a Orsenigo.

"Non dimentichiamo che i cibi stranieri importati in Italia hanno provocato quasi un allarme alimentare al giorno, secondo i dati del sistema di allerta Rapido (Rassf)" commenta Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti interprovinciale. "Su un totale dei 398 allarmi che si sono verificati in Italia nel 2018, 194 provenivano da altri Paesi dell'Unione europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall'estero (83%): è quindi necessario fare chiarezza e informarsi a dovere".

Nei confronti delle emergenze alimentari, l'indicazione di origine in etichetta "è fondamentale per intervenire rapidamente, circoscrivere l'allarme e contrastare le psicosi con effetti drammatici sul sistema economico e occupazionale" conclude il presidente.

"Rispetto ad altri Paesi, grazie al pressing di Coldiretti siamo all'avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni sulle etichette degli alimenti, ma questo primato rischia di essere cancellato dall'entrata in vigore nell'aprile 2020 delle norme europee fortemente ingannevoli per i consumatori".

Proprio a tutela delle produzioni Made in Italy, Coldiretti ha promosso, insieme ad altre nove organizzazioni, l'Iniziativa Europea dei Cittadini EatORIGINal - Unmask your food al fine di estendere l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti: in occasione del convegno di giovedì a Orsenigo sarà allestita una postazione per la raccolta di firme, che prosegue anche in tutti gli uffici Coldiretti sul territorio lariano, presso i mercati di Campagna Amica e sul sito www.eatoriginal.eu

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