Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 202.982.031
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 03/06/19

Lecco: V.Sora: 181 µg/mc
Merate: nd µg/mc
Valmadrera: 183 µg/mc
Colico: nd µg/mc
Moggio: nd µg/mc
Scritto Domenica 09 giugno 2019 alle 15:10

Sirtori: le penne nere ricordano il 60esimo anniversario dalla fondazione del gruppo

I festeggiamenti del 60° anniversario di fondazione del gruppo Alpini Sirtori sono culminati oggi con le iniziative più istituzionali. Dopo la sfilata mattutina in un paese addobbato in ogni dove col tricolore, il corteo è entrato nella chiesa dei SS. Nabore e Felice per assistere alla celebrazione della messa.

Nella sua predica, Don Marco Sanvito ha accostato l’ opera degli evangelisti, animati da uno spirito di fuoco che li guida alla causa della testimonianza a quella compiuta dagli Alpini: “Si tratta di un messaggio che comporta sacrificio e fedeltà alla missione.

VIDEO


Come Dio ha dato a ogni discepolo un compito preciso da mettere a servizio di un interesse comune, anche gli Alpini sono votati alla comunità per il perseguimento del bene di tutti”.

Sono state poi lette le riflessioni di Don Carlo Gnocchi, cappellano militare degli alpini nella Seconda Guerra Mondiale, che raggiungono il loro apice nell’aforisma “Dio era con loro, ma loro erano degni di Dio”. Azioni di eroismo vissuto come normalità, quotidianità. La semplicità si rivelava in loro, sempre a detta del Beato Gnocchi, come esercizio genuino di fede con alla base pochi ma fondamentali principi cristiani: Dio, l’anima, la Provvidenza, l’aldilà e la giustizia.

“Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade, noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto, eleviamo l’animo a te Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri avi.”

Questo l’incipit della preghiera dell’alpino, annunciata dallo squillo di tromba e dalla levata di stendardi, il momento forse più solenne della celebrazione che ha visto tutte le Penne sull’attenti a declamare il loro inno. Al termine della messa il corteo si è ricomposto e dal sagrato la colonna, sulle note della banda, si è spostata dapprima al monumento dei caduti e degli alpini ove è stata posta la corona alla presenza delle autorità con in testa il sindaco Davide Maggioni.

“È un piacere per me essere presente ad una ricorrenza tanto speciale, le truppe da montagna dell’esercito costituite all’indomani dell’Unità hanno contribuito alla nascita della nostra Nazione e alla creazione della nostra Repubblica” ha dichiarato il primo cittadino. La tre giorni di festa si chiuderà questa sera alle 21 con esibizioni musicali.
D.M.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco