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Scritto Domenica 09 giugno 2019 alle 16:58

Sul Gianicolo a Roma inaugurata una targa con un'opera del barzanese Leone Paladini

Roma e Barzanò unite nel ricordo di Luciano Manara e di Leone Paladini. Lo scorso lunedì 3 giugno il “Comitato Gianicolo”, un'associazione piccola ma battagliera (…è proprio il caso di dirlo!) ha organizzato sull'omonimo colle romano una rievocazione nel 170° della Repubblica Romana del 1849, il culmine insieme alle ''Cinque Giornate di Milano'' della lotta dei Repubblicani Mazziniani nel biennio 1848-49. Alla presenza di Bersaglieri in divisa storica e di altre comparse, la manifestazione dedicata anche alle scuole ha avuto uno dei momenti più toccanti nell'inaugurazione di una targa  sul muro originale di Casale Giacometti, uno dei caposaldi ove si concentrarono i combattimenti nell’assedio, durato tutto giugno 1849,  nel quale i volontari comandati da Garibaldi e da Luciano  Manara tennero testa contemporaneamente a ben tre eserciti (francese, papalino e borbonico).

 

I turisti e gli appassionati visitano il Gianicolo sul fianco Sud del Vaticano, ben meritorio di una visita perché si gode la migliore vista su Roma e, per questa ragione militare, fu scelto come cardine della difesa repubblicana. Lì  avranno, dopo il passaggio  davanti al mitico luogo del Vascello, il muro del “Casale Giacometti” dove è  stata inaugurata proprio il 3 giugno una targa dedicata al barzanese Leone Paladini rappresentante il suo quadro. Esso è la  rappresentazione più nota e più dettagliata della battaglia del 3 giugno 1849, osservata dal migliore punto di vista, essendo Leone Paladini graduato e poi ufficiale nella Legione Medici che combatté strenuamente sui luoghi ora riuniti nella splendida  “Passeggiata degli eroi”.

La cerimonia svoltasi a Barzanò nel febbraio 2011

Il quadro del Paladini include tutti i più noti personaggi del Risorgimento nella battaglia iniziale del 3 giugno: da Garibaldi a Manara a Goffredo Mameli (morente), ai Triumviri Mazzini Armellini e Saffi che stilarono in quei giorni la più bella Costituzione dell’Ottocento, insuperabile nemmeno dalla Costituzione francese Il quadro è perciò equiparato ad una “chanson de geste” dei cantastorie medioevali, con i protagonisti nelle diverse posizioni ed atteggiamenti nel momento cruciale pomeridiano. A Barzanò è ancora vivo il ricordo della cerimonia svoltasi nel 2011 quando la famiglia Vitali, che vive in paese, consegnò all'amministrazione comunale un tricolore utilizzato dagli antenati Leone e Cesare Paladini, durante le Cinque Giornate di Milano, nel 1848. I fratelli furono imprigionati il primo giorno e liberati nottetempo in maniera fortuita.

Uno dei discendenti dei Paladini dona all'allora sindaco Colombo il tricolore

Leone partecipò alla colonna di Volontari Lombardi che fiancheggiava i Piemontesi sul lato sinistro nella prima Guerra di Indipendenza (colonna Tannemberg), quindi seguì le vicende nazionali nella difesa di Roma nel 1849 con Luciano Manara e altri Lombardi. Inseguito dalla Polizia Imperiale, emigrò in Algeria nel 1851. Cesare divenne primo Prefetto a Sondrio appena liberata, nel 1861, poi Prefetto e Commissario Prefettizio a Treviso e Belluno, quando anche il Veneto venne conquistato dopo la terza Guerra di Indipendenza. La bandiera è stata custodita sino al 2011 appunto, quando la famiglia Vitali, in occasione del 150esimo anniversario dell'Unità nazionale, ha deciso di donarla al comune.

La targa inaugurata sul Gianicolo a Roma con un'opera di Leone Paladini

A distanza di otto anni una nuova manifestazione si terrà a Barzanò, dove domenica 30 giugno è prevista una mattinata fatta di conferenze, sfilata, banda dei Bersaglieri, che in paese sono letteralmente “a casa del loro primo Comandante Luciano Manara” il cui Mausoleo domina la Strada Provinciale 51 ed è meta di visite continue. Valoroso patriota italiano, una delle figure storiche più note di quel periodo, l'eroe partecipò alle Cinque Giornate di Milano; il legame con Barzanò è dovuto alla bellissima dimora di Via Garibaldi di proprietà della sua famiglia, che alla morte di Luciano, avvenuta nel 1849, volle riportare le sue spoglie mortali in paese, costruendo il mausoleo tutt'ora esistente.

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