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Scritto Lunedì 10 giugno 2019 alle 07:38

Oggiono: la comunità si stringe a don Matteo che ha celebrato la sua prima messa

Don Matteo Frigerio con i chierichetti

Oggiono era in festa domenica mattina: don Matteo Frigerio, classe 1992, ha tenuto la sua prima messa nella cittadina di cui è originario alle 10.30, dopo l'ordinazione avvenuta a Milano sabato e alla presenza delle autorità civili e militari, tra cui la sindaca Chiara Narciso e il consigliere regionale Raffaele Straniero.

"Ormai è raro che i giovani abbiano la vocazione sacerdotale e seguano lo Spirito Santo, quindi don Matteo ci dà tanta gioia e soddisfazione e vogliamo festeggiarlo con gli amici della parrocchia di San Fruttuoso, dove ha già prestato servizio come diacono e da ieri come sacerdote" ha esordito don WIlliam Abruzzese, lasciando poi la parola al parroco don Maurizio Mottadelli. "Oggi siete numerosi e ciò dimostra che siete qui per vivere con gioia la fede.

Don Matteo che va via da Oggiono potrebbe sembrare una perdita, ma invece la capacità delle chiese di suscitare vocazioni e servizi e di avviare questi scambi fruttuosi è una ricchezza. Siamo contenti che qui Don Matteo abbia maturato la sua vocazione per poi andare dove ha deciso il vescovo. Questo ci fa sentire tutti un cuore e un'anima sola nella Pentecoste" ha detto il parroco.

Tra i sacerdoti, erano presenti anche don Donato Vicini e don Marco Crippa, che hanno prestato servizio a Oggiono in passato. Dopo l'omelia, il giovane don Gabriele Gerosa ha dato ammonimenti e consigli al neosacerdote oggionese. "Questo è un giorno unico in cui è importante festeggiare; ho pochi anni più di te, sia anagraficamente, sia di sacerdozio, ma voglio darti dei consigli. Dopo il seminario ci si aspetta tanto: tanti ostacoli, tanti pesi, tante paure, ma anche tante grazie, doni e consolazioni. L'imprevedibile disegno di Dio ci guiderà e ci sorprenderà: scompariranno tante paure ma ne arriveranno altre, riceveremo tante grazie inaspettate ma magari non quelle sperate. Tu lasciati guidare da lui e troverai beneficio anche se le cose non funzioneranno. Essere prete significa glorificare Dio, servire l'uomo e annunciare Cristo. Ringrazia sempre Dio per la famiglia, gli amici e per chi ti ha accompagnato in questi anni: ringrazialo perché i suoi doni ci parlano di lui, altrimenti sarai triste e ipercritico, sia verso te stesso, sia verso gli altri. Costruisci relazioni con i confratelli, tramite un rapporto franco e sincero, per evitare il chiacchiericcio da sagrestia che ti possa distogliere dai tuoi doveri. Nessun prete è perfetto, nemmeno tu, quindi invoca l'umiltà quando sarai in difficoltà, perché l'obbedienza è ancora una virtù. Sei prete anche per servire l'uomo: dovere farti carico di ogni persona con la pazienza della conversione, del dialogo, della passione, senza aspettarti una riconoscenza. Abbi il coraggio di dire la verità anche se porterà delusioni e sofferenze. Incaricati dei problemi altrui senza sentirti un eroe né un santo, ma restituendo al Signore quel poco che potrai rispetto a ciò che gli devi realmente. Non pretendere l'onnipotenza da superapostolo, fornisci alle persone un aiuto non umiliante. Abbi un amore preferenziale per gli ultimi, che non hanno potere, per i bambini, i deboli nella fede, i malati, i poveri, con assoluta dedizione. Nei momenti bui, infatti, proprio presso gli ultimi andrai a mendicare per capire il valore della vita ed esserne nuovamente contento. Non dimenticare di pregare, lasciando talvolta da parte la carità, come ha fatto anche Gesù. E voi fate festa grande, perché don Matteo non ne avrà più un'altra così. Tu ricorda tutta questa gente e non dire cose che non diresti davanti a loro. Hai raggiunto il traguardo di essere prete, ma oggi inizia la tua nuova vita: sei diventato don Matteo, adesso cerca di diventare San Matteo".

Non ha saputo trattenere la commozione il giovane sacerdote oggionese, che ha ringraziato tutti per lo spettacolo di una chiesa così gremita, con la presenza di ben sette comunità: "ciò dimostra che la chiesa siamo noi, che ne entriamo a far parte col battesimo. Si diventa prete per amministrare i sacramenti come umile tramite di Dio, per pregare per la gente, per contribuire all'educazione dei giovani in oratorio, insieme ai genitori, e per stare con la gente, costruire relazioni vere e pregare per chi non c'è più, come il caro don Amintore, e altri che hanno fatto tanto per me. Tutto ciò che si amministra da prete lo si fa perché lo si è ricevuto: le vostre preghiere sostengono le nostre messe e le nostre azioni. Noi siamo qui per restituire amore a chi ci ha voluto bene, a chi ci ha preceduto e ci ha permesso di credere in Dio da più di duemila anni" ha concluso don Matteo, prima di impartire la benedizione che, su autorizzazione di Papa Francesco, ha concesso l'indulgenza plenaria.

Con l'augurio del pontefice affinché il suo ministero sia un'effusione di lumi e doni celesti, che possano animarlo di carità e fede, don Matteo ha salutato Oggiono con il sorriso che lo contraddistingue, pronto a celebrare la sua prima messa anche a San Fruttuoso domenica prossima.
Roberta Scimè
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