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Scritto Sabato 23 aprile 2011 alle 14:13

Molteno: da prodotti commerciali a opere d’arte: la packaging art di Giordano Redaelli

Unire la Pop Art di Warhol e Lichtenstein a oggetti di uso quotidiano, dai contenitori per alimenti ai francobolli, passando per le etichette dei prodotti in vendita sugli scaffali di negozi e supermercati.
Il tutto sapientemente miscelato in opere artistiche dal grande impatto cromatico, visivo ed emotivo, capaci di richiamare alla memoria prodotti commerciali tra i più noti e amati dell’era moderna.



Giordano Redaelli

È questa l’originale arte di Giordano Redaelli, grafico di Molteno ed esponente della “Packaging Art” consistente appunto nell’unire elementi artistici e figurativi all’utilizzo delle confezioni e delle scatole solitamente in bella mostra sugli scaffali degli esercizi commerciali.
Ecco allora uscire dalle creazioni di questo artista squali formati da tubetti di maionese, cartine del celebre “kinder cioccolato” a formare la sagoma di due bambini che si tengono per mano, bustine di thè Twinings rappresentanti la forma di una teiera, etichette di acqua minerale incollate e colorate per creare la sagoma della Statua della Libertà.


Un filone creativo inesauribile originato appunto dagli scaffali dei supermercati, dove le confezioni dei prodotti di uso comune vengono allineate e impilate per richiamare l’attenzione dei clienti.
“Per anni nel mio lavoro si art director mi sono occupato di packaging – ci ha spiegato Redaelli illustrando questa particolare tecnica artistica – con passione e creatività ho dato vita a innumerevoli confezioni di prodotti, facendovi confluire la stessa urgenza creativa e la passione che mettevo nella pittura durante la mia adolescenza. Fin da piccolo, durante gli anni della scuola, ho sempre dipinto con grande passione spinto a diventare un pittore di mestiere. Poi la vita mi portò a fare il grafico. Dal 1972 al 1998 smisi di dipingere, concentrandomi sull’attività lavorativa ma soffrendo interiormente per la separazione dai miei quadri”.




Poi, nel ’98, l’inevitabile richiamo del pennello e il ritorno alla pittura con i Cavalli, lavori pittorici in serie frutto dell’esperienza di grafico, con evidenti contaminazioni degli stili di Andy Warhol e Roy Lichtenstein.


Poi, la svolta, con l’utilizzo sempre più massiccio dei packaging commerciali all’interno delle opere artistiche.
“Vedere esposto nei negozi e nei supermercati il frutto del mio lavoro in serie mi affascinava – ha proseguito Redaelli - mi piaceva vedere esposta la mia arte e quella dei miei colleghi grafici.
Progettare un packaging significa creare una piccola opera artistica destinata a morire nel breve termine: una volta acquistato il prodotto, l’involucro è inevitabilmente destinato alla discarica. Tuttavia per questa breve vita richiedono uno stuolo di professionisti necessario alla loro creazione: responsabili marketing, grafici, illustratori, fotografi, copywriter, stampatori.



Si tratta di un lavoro immenso che il cliente finale non può conoscere e comprendere adeguatamente.
Ciò che mi affascinava, vedendo la merce esposta in ordine e le confezioni affiancate l’una all’altra, era la serie, e la serie per me era già l’opera; quello che vedevo era già un quadro. Il partire da un prodotto “povero” come una confezione era importante per me, un prodotto che trovavo facilmente, il cui destino era la spazzatura, un prodotto minimo che mi forniva una base di partenza.
Sono partito dalla confezione della Golia, una caramella, semplice ed essenziale, ma che ha storia e che mi ha dato la possibilità di realizzare una texture bellissima.


L’effetto visivo delle “opere” che vedevo esposte al supermercato realizzate con le scatole, con le bottiglie, le etichette affiancate io l’ho realizzato con le etichette della Golia. Il collage è già al supermercato, è lì sui banchi da vedere e da toccare, anche i miei quadri sono materici, si possono toccare ed apprezzare i rilievi e le pieghe del confezionamento”.



Grazie alla varietà di materiali e alle loro mutevoli caratteristiche, le opere di Giordano Redaelli si presentano in forme e colori sempre nuove, potendo così contare sulla continua ricerca e sullo sviluppo delle confezioni da parte delle case produttrici.



Giordano Redaelli

“Ad attirarmi maggiormente in un packaging sono i colori della confezione. Spesso questa viene prodotta con inchiostri industriali speciali e supporti metallizzati, capaci di trasmettere la potenza del colore che è esattamente ciò che cerco nei miei lavori. Queste carte e questi materiali speciali mi consentono di raggiungere effetti impossibili da ottenere con oli o colori acrilici, dandomi la possibilità come artista di sperimentare infinite possibilità”.



L’artista, che ha già al suo attivo diverse mostre sul territorio nazionale, darà vita dal 6 al 21 maggio all’esposizione “Packaging Art, ritratti di marca”, presso il Palazzo Bertalazone di Torino.

Per ulteriori informazioni o per contattare l’artista è possibile visitare il sito web http://giordano-redaelli.blogspot.com/
R.B.
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