
Samuele Corbetta
Una scelta di vita coraggiosa quella compiuta nel 2005 da Samuele Corbetta, allora 25enne residente a Sirtori che dopo aver conosciuto la realtà di una missione in Guatemala gestita dalle suore di San Gerolamo Emiliani, decise di trasferirsi laggiù per dare una mano ad una società bisognosa di aiuto.
Un'avventura, quella di Samuele, cominciata quasi per caso, come ci hanno raccontato i genitori Roberto ed Emiliana, accogliendoci nella loro abitazione sirtorese dove vivono con il figlio più piccolo, Giorgio.
''Negli anni Novanta, quando Samuele frequentava la scuola elementare, gli fu consegnato un volantino nel quale si chiedeva alle famiglie la possibilità di adottare a distanza bambini orfani del Centro America. Decidemmo di aderire e ci fu affidata una bambina di nome Consuelo, ormai diventata grande. Successivamente nel 2002 andammo a conoscerla in Salvador''.Un viaggio davvero importante per la famiglia Corbetta, significativo soprattutto per un incontro: quello con Madre Caterina Cruz referente del progetto in missione.
Con la religiosa, i coniugi sirtoresi allacciarono un legame stretto e sincero. Madre Caterina raccontò ai Corbetta le difficoltà di quella terra, legate soprattutto al disagio della popolazione infantile. Bambini spesso abbandonati, il più delle volte senza un padre e costretti a vivere in condizioni al limite della dignità umana. Il tutto in un contesto già segnato dalla povertà.

''Qualche tempo dopo Madre Caterina ci chiese un aiuto nelle operazioni di trasferimento in Guatemala - ha proseguito Roberto Corbetta -
dove era stata inviata dalla congregazione di cui fa parte. Così nel 2004 Samuele e mia moglie Emiliana partirono alla volta della missione di San Lucas dove la suora era stata mandata''. Un'esperienza lunga tre mesi, durante i quali i Corbetta lavorarono per dare un aiuto concreto a Madre Caterina, visitando anche il Paese, con le sue bellezze e contraddizioni.

Un viaggio che rappresentò una specie di folgorazione per il giovane Samuele che, tornato a Sirtori dopo le vacanze di Natale, iniziò a pensare al Guatemala e alla difficile realtà che aveva conosciuto.
''La nostalgia ed il senso di inadeguatezza - ha spiegato il giovane che oggi ha 30 anni -
fecero maturare in me la decisione di approfondire ulteriormente questa esperienza di volontariato per un periodo più lungo. Una telefonata a Madre Caterina e fu fatta. Anche la mia famiglia vide in questa mia scelta una grande opportunità di crescita e di maturazione personale''.
La struttura dove alloggia Samuele Corbetta
Samuele, che aveva studiato da elettricista e lavorava in un'azienda del territorio, decise di dimettersi dal lavoro e nel febbraio 2005 partì per l'America Latina. Quello fu l'inizio di un'esperienza durata sino ad oggi ininterrottamente, eccezion fatta per un breve periodo di rientro in Italia avvenuto nel 2008, accompagnato da Madre Caterina.

Il progetto principale al quale si è dedicato Samuele Corbetta è stata la realizzazione di una scuola a San Lucas; in breve tempo il lavoro del sirtorese ha consentito di edificare una struttura privata frequentata dai ragazzi del posto con maggiori possibilità economiche. Il ricavato delle rette serve a finanziare i progetti umanitari legati principalmente alla comunità di San Lucas, dove vive Samuele. Si tratta di una casa-famiglia per bambini orfani, abbandonati o con gravissimi problemi famigliari, quasi sempre inviati dal tribunale dei minori.

Foto di gruppo di Samuele con i familiari e Suor Caterina
In questo contesto il trentenne sirtorese svolge diverse mansioni: elettricista, falegname, idraulico. Insomma si occupa della manutenzione della scuola e dell'orfanotrofio. Per la prima struttura qualche tempo fa ha realizzato anche un salone polifunzionale, che funge anche da scenario per le celebrazioni religiose.
''Recentemente - hanno proseguito i genitori -
Samuele si è anche occupato di realizzare una scuola a Tecpàn, un centro del Guatemala facente parte del Dipartimento di Chimaltenango. Una struttura creata in pochi mesi e già entrata in funzione, per cercare di garantire il diritto all'istruzione alla popolazione locale, costituita prevalentemente da indigeni''.
La scuola costruita dal sirtorese
Insomma un'esperienza di vita davvero rara per un giovane del territorio quella che da sei anni a questa parte sta vivendo Samuele Corbetta.
''Non sappiamo cosa deciderà di fare - ci hanno confidato i genitori -
perchè in Guatemala ormai si sente a casa, ma non escludiamo che tra qualche tempo possa decidere di tornare in Italia''.Una vocazione, quella per gli altri, che al trentenne è stata trasmessa dai genitori, anche loro impegnati in passato in progetti di solidarietà nel mondo.
Sono proprio loro, con ausilio di amici e persone residenti in provincia conosciute negli ultimi anni, a contribuire al sostegno dell'attività di Samuele nella missione dell'America Latina.