Ormai la stagione primaverile si avvia alla conclusione. Un mese ancora e sarà estate.
E' il periodo clou per la stagione allergica; la concentrazione dei pollini è infatti particolarmente elevata su tutto il territorio.
Il vento dei giorni scorsi, inoltre, ne ha favorito la diffusione, mescolandone i vari tipi. A risentirne i milioni di allergici che stanno facendo i conti con rinite, congiuntivite, asma, eczemi, ma anche le persone che non soffrono di allergie e che, entrando in contatto con platani e tigli, si trovano a soffrire di bruciore degli occhi e lacrimazione a causa dell'effetto irritante provocato dall'istamina contenuta in questi pollini. E sembra che il periodo critico durerà sino a giugno.
Da qualche anno a questa parte è possibile monitorare la concentrazione di pollini nell'aria, presenti nel nostro territorio, grazie alla centralina che, posizionata sul tetto dell'Inrca di Monteregio, permette di registrare la presenza dei tipi pollinici più presenti.
Prendendo in visione l'ultimo bollettino emesso e pubblicato sul sito dell'Asl di Lecco, è stato possibile analizzare le concentrazioni di pollini, rilevate presso la struttura sanitaria casatese e analizzate dallo staff medico dell'Asl.
Nella settimana dal 9 al 15 maggio, ultimo periodo di rilevazione, le specie con la più elevata concentrazione sono state le fagacee, le graminacee e le pinacee. In sostanza, le piante di castagno, faggio, quercia.
Più bassi invece, i valori altre specie quali il carpino, le ortiche. Quasi assenti, pollini riconducibili a piante quali il cipresso, il tasso o l'ontano.
Ecco nel dettaglio l'ultimo monitoraggio pubblicato sul sito dell'Asl:
