Primi, tenui, segnali di speranza per i lavoratori della RSI di Costa Mansaga.
Nella mattinata odierna presso la sede romana del Ministero dello Sviluppo e dell’Economia, si è tenuto un vertice fra l’azienda e tutte le parti chiamate in causa in merito alla complessa situazione che, da oltre un anno, vede appese a un filo le sorti dei 140 lavoratori della fabbrica masnaghese specializzata nel settore ferroviario.

lo stabilimento RSI di Costa Masnaga
Alla presenza del funzionario del Ministero Giampiero Castano, dei rappresentanti della Province di Lecco e Roma, della Regione Lombardia e dell’Unione Industriali, le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno illustrato ai tavoli le principali problematiche legate al futuro della fabbrica e dei suoi operai, in scadenza di cassa integrazione con la fine di ottobre.
A questo proposito il Ministero ha assicurato di voler rinnovare la cassa in deroga sino al 31 dicembre 2011, garantendo altri due mesi di ammortizzatore sociale. L’azienda, rappresentata all’incontro dall’amministratore delegato Nicola Berti, ha fatto sapere di voler pagare entro la prossima settimana gli stipendi arretrati di maggio, rimandando a data futura i dettagli relativi al saldo delle mensilità di giugno.

i lavoratori riuniti in presidio davanti all'azienda
“Il rinnovo della cassa integrazione consentirà all’azienda di presentare, entro la fine di novembre, il nuovo piano industriale – ha commentato a margine dell’incontro il segretario lecchese Fim Cisl Enrico Civillini -
si è trattato di un incontro positivo perché oltre al prolungamento degli ammortizzatori sociali, si è messa in evidenza la volontà dell'azienda di proseguire l'attività produttiva. Rsi ha ribadito la strategicità del sito produttivo di Costa Masnaga, verificheremo ora quale sarà il piano industriale e dunque le reali intenzioni dell'azienda per il futuro della fabbrica masnaghese”.Le parti saranno riconvocate al Ministero entro le prossime tre settimane. Nel frattempo insieme a Trenord saranno valutate le opportunità legate alle commesse, per poter riprendere con l’attività produttiva sospesa ormai da mesi.