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Scritto Lunedì 12 dicembre 2011 alle 18:41

Costa, RSI: piano industriale presentato al Ministero, la discussione slitta a venerdì 16

Dopo mesi di attesa, la dirigenza della RSI International di Costa Masnaga ha presentato ai tavoli del Ministero per lo Sviluppo Economico il piano industriale necessario al “rilancio” del polo produttivo masnaghese.
Un passo importante, a lungo rimandato, che tuttavia non ha trovato immediata discussione ai tavoli di Roma a causa di alcune criticità evidenziate dai gruppi sindacali presenti all’incontro.



lavoratori RSI e autorità locali davanti ai cancelli dell'azienda lo scorso novembre

“Prima di entrare nel merito di un qualsiasi piano industriale vogliamo sapere se sussistono le garanzie necessarie a risolvere una serie di problemi, dal pagamento degli stipendi arretrati alla messa in mobilità degli addetti alla manutenzione corrente nel polo di Roma – ci ha spiegato Enrico Civillini, segretario della Fim Cisl lecchese – non è pensabile parlare di futuro quando un’azienda licenzia 86 persone nel suo stabilimento di Roma e risulta in ritardo nei pagamenti del polo di Costa. In questo caso oltre alle due mensilità arretrate degli operai, restano da saldare 7 mesi di stipendio degli impiegati. La presentazione del piano rappresenta senza dubbio un fattore positivo ma bisogna capire la reale fattibilità del piano e le prospettive di sviluppo futuro. Senza questi presupposti non si arriva da nessuna parte, dovendo anche ricostruire la fiducia dei clienti nei confronti dell’azienda”.



i lavoratori in presidio davanti allo stabilimento

Nel corso del breve incontro, proseguono i sindacalisti, i vertici della RSI  avrebbero dichiarato la volontà di voler rimanere nel settore ferroviario e di provvedere con mezzi propri al rilancio del polo produttivo di Costa Masnaga. “Non si è più parlato di potenziali compratori, ora resta da vedere in che modo i vertici aziendali intendono proseguire e soprattutto con quanti lavoratori”.



Enrico Civillini e Diego Riva

A fare eco a Civillini è stato Diego Riva della Fiom Cgil: “la situazione resta preoccupante, il fatto di non aver discusso il piano significa che allo stato attuale mancano ancora risposte fondamentali.
Il tutto è stato rimandato a venerdì 16 in quanto, a fronte delle nostre richieste, l’azienda ha manifestato la necessità di voler ascoltare i propri azionisti prima di rispondere ai quesiti presentati. Uno di questi riguarda proprio il pagamento degli stipendi arretrati, punto fondamentale per poter parlare di rilancio sul quale RSI si è verificata di verificare le proprie risorse economiche al fine di onorare i pagamenti.
Un altro punto fondamentale riguarda i lavoratori del polo di Roma, posti unilateralmente in procedura di mobilità, per i quali abbiamo richiesto il reintegro con l’ausilio degli ammortizzatori sociali. Il quadro rimane teso ma prima di entrare nel merito del documento occorre avere garanzie economiche senza le quali, ancora una volta, non si potrà andare avanti”.
R.B.
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