A Sirtori, nella serata di giovedì 26 gennaio, si è svolto il grande rogo della Giubiana. Organizzato dalla parrocchia con il patrocinio del Comune, il falò rappresenta da sempre la volontà di bruciare tutte le negatività del passato ed allontanare il male preparandosi alla nuova stagione.
La manifestazione a Sirtori
Presenti alla cerimonia anche il vicesindaco di Sirtori Paolo Negri ed il vicario parrocchiale, don Claudio Perfetti.
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La serata si è aperta intorno alle 19.45 con la rappresentazione teatrale - all'interno piccola corte adiacente al bar Giro di Vite - di alcune immagini di vita quotidiana contadina, accompagnate da letture, musica e battute dialettali.
Il piccolo spettacolo ha trovato il suo culmine, intorno alle ore 20.15, davanti al municipio, dove è stata "messa in scena" la consegna della vecchia Giubiana, appena catturata dai contadini stessi, alle autorità, le quali, rappresentanti della Giustizia, l'hanno condannata al rogo.
Dopo l'accensione del grande falò in mezzo al campo da calcio dell'oratorio, è stato collocato il fantoccio da ardere. Per concludere, gli organizzatori hanno offerto risot, lugànighe e vin brulé a tutti i presenti, sulle festose note della banda.
Falò della Giubiana anche a Barzago, dove il corteo è partito verso le 20.15 dall'anfiteatro dell'aula civica. A sfilare, oltre alle famiglie con i loro bambini, anche diverse streghe che con piatti e tamburi hanno animato il tragitto ed accompagnato la Gibiana, seduta su un cocchio trainato da un pony.
Il corteo è poi giunto in Piazza Garibaldi, dove si è tenuto il processo alla Gibiana in dialetto brianzolo.
In seguito, i partecipanti hanno proseguito verso il centro sportivo, dove è stato bruciato il fantoccio di paglia vestito di stracci. Infine, grandi e piccini hanno potuto rifocillarsi con risot, lugànighe e vin brulè.
G.C.
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