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Scritto Mercoledì 15 febbraio 2012 alle 16:17

Confindustria Lecco: le banche aumentano i tassi e tagliano i fidi. Imprese in ginocchio

Per l'appuntamento del mese di febbraio, previsto per venerdì 17, Confindustria Lecco e ANCE Lecco siederanno assieme al tavolo di confronto periodico con gli Istituti Bancari istituito dall'Associazione di via Caprera.
"In questo periodo, proprio mentre le previsioni degli economisti del Centro Studi di Confindustria ci dicono che le prospettive per il primo semestre del 2012 non sono buone, da molte imprese del territorio ci arriva il segnale preoccupante di una ulteriore riduzione della disponibilità di credito da parte degli Istituti Bancari
- sottolinea il Presidente di Confindustria Lecco, Giovanni Maggi . Inoltre abbiamo ormai molte indicazioni dai nostri
Associati che ci informano della riduzione, decisa unilateralmente, dei loro fidi e del fatto che le Banche stanno applicando spread elevati, esacerbando i problemi di imprese che vivono già grandi difficoltà dettate dal calo dei consumi e dai ritardi nei pagamenti. Se è vero che molti Istituti sono a loro volta in difficoltà, troviamo tuttavia estremamente grave il mancato sostegno verso le imprese sane, che possiedono gli asset per mantenersi competitive e svilupparsi, ma che necessitano di credito per continuare a finanziare le strategie di crescita, la produttività e l'espansione sui mercati internazionali
.
Devo dire che i rappresentanti delle Banche che partecipano ai Tavoli di confronto, nel tempo, non hanno fatto mancare segnali di disponibilità verso il mondo delle imprese, rendendo il nostro dialogo ai Tavoli positivo come confido continuerà ad essere".

"Condividiamo la preoccupazione di moltissimi nostri associati che vivono un momento di particolare difficoltà legata al drastico rallentamento del mercato, sia in ambito privato che pubblico, aggravato dagli insostenibili ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione per effetto del Patto di stabilità. - afferma
il Presidente di ANCE Lecco, Mario Sangiorgio - Di fronte a questa situazione, il mondo del credito, anziché sostenere le
imprese sane di questo settore che si trovano in un momento di oggettiva difficoltà, riduce improvvisamente gli affidamenti,
mettendole in ginocchio e lasciandole sole ad affrontare la crisi. A ciò si aggiunga la chiusura di credito nei confronti di quelle famiglie che vorrebbero investire nel mercato immobiliare per l'acquisto di un'abitazione ma che sono scoraggiate a causa delle difficoltà frapposte nel concedere mutui. Non è questo il sistema finanziario di cui il nostro Paese ha oggi bisogno per uscire dalla crisi: occorre maggiore coraggio e senso di responsabilità da parte delle banche, soprattutto di quelle che operano in ambito territoriale".


La questione del credito è senza dubbio comune e trasversale ai diversi settori produttivi ed è quindi importante e strategica una occasione che, nel momento privilegiato di dialogo con le Banche chiamate a essere veri e propri partner in un semestre che si preannuncia cruciale per tutti, vede la presenza dei rappresentati istituzionali del sistema manifatturiero e del settore edile e delle costruzioni del territorio.
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