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Scritto Martedì 20 marzo 2012 alle 21:00

Bulciago, Fumagalli: ipotesi di vendita del calcestruzzo. Timori per la ricollocazione dei dipendenti

''Non abbiamo ancora avuto delle risposte concrete sulla vendita dei rami d'azienda. Abbiamo discusso solo su

 ipotesi e a questo punto attendiamo programmi definiti e precisi prima di siglare qualunque tipo di accordo. Quello che ci interessa è la salvaguardia dei lavoratori''.
Con queste parole Claudio Cogliati, referente di Filca Cisl ha commentato l'esito dell'incontro tenutosi questo pomeriggio presso la sede della Provincia di Lecco per discutere il futuro della Fumagalli Edilizia Industrializzata, nota azienda bulciaghese.
''Pensavamo di poter affrontare la delicata questione relativa al futuro dei lavoratori e all'ipotesi di incentivi per la ricollocazione di quelli a rischio, tuttavia a fronte di una situazione così incerta abbiamo deciso di rinviare l'argomento al prossimo tavolo'' ha proseguito Cogliati.
All'incontro tenutosi in Provincia hanno partecipato, oltre alle sigle sindacali, anche i sindaci di Bulciago e Pontirolo (dove si trova l'altro stabilimento dell'azienda), l'assessore provinciale al lavoro Fabio Dadati, i rappresentanti dell'Ance (associazione costruttori) e naturalmente il dottor Chiodelli, liquidatore dell'azienda.
''La situazione è veramente difficile'' ha affermato Giuseppe Cantatore, delegato di Fillea Cgil ''E come rappresentante sindacale devo dire di non ritenermi per nulla soddisfatto dell'esito dell'incontro. Il liquidatore ci ha chiaramente spiegato che sino ad ora hanno ottenuto la disponibilità all'acquisto del solo ramo d'azienda relativo al calcestruzzo, sia per quanto riguarda Bulciago che Pontirolo, oltre che alla cava. Per la prefabbricazione sembra non essere stata avviata nessuna trattativa e questo ci preoccupa molto perchè stiamo parlando del settore dove è impiegata la maggior parte della forza lavoro''.
Secondo i sindacati la vendita del ramo del calcestruzzo consentirebbe di salvare un massimo di 30 lavoratori rispetto ai 154 in forze all'azienda di Bulciago.


''Il liquidatore ci ha inoltre spiegato di aver ricevuto delle proposte per l'acquisto dello stabilimento di Pontirolo, nella bergamasca. Un'ipotesi che ci lascia perplessi e alla quale abbiamo detto no. Mettere in vendita la sede aziendale comprometterebbe in modo inequivocabile il futuro dell'attività, oltre che lasciare senza un tetto le maestranze''.
L'azienda potrebbe presentare richiesta per il concordato preventivo entro la prossima settimana. Restano dunque pochi giorni per definire il futuro dell'azienda bulciaghese.
Il tavolo di confronto sulla delicata situazione è rinviato al prossimo 10 aprile.
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G.C.
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