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Scritto Sabato 16 giugno 2012 alle 19:45

Lecco: protestano i lavoratori delle Poste. Critiche al centro smistamento di Barzanò

Lavoratori delle Poste ''abbandonati''. Questo il pensiero condiviso da portalettere e impiegati di Poste italiane che questa mattina sono scesi in piazza a Lecco, nell'area antistante al mercato rionale, per lanciare un grido di protesta e per essere ascoltati. La manifestazione, sostenuta da CISL SLP, UIL poste, Confsal comunicazioni, UGL- COM, ha visto una nutrita rappresentanza dei lavoratori di Merate, Lecco e Calolziocorte.


La carenza di personale, la mancanza di sicurezza dei mezzi aziendali, l'inidoneità delle strutture di smistamento della corrispondenza sono stati i problemi al centro della protesta.
"La manifestazione vuol essere un segnale forte del fatto che non sono i lavoratori a non riuscire a rendere un buon servizio, ma è l'azienda a non metterli nelle condizioni di darlo"
si è così espresso Antonio Pacifico, segretario provinciale SLP-CISL"E' stato aperto un conflitto di lavoro con Poste italiane data la necessità di coprire le posizioni vacanti e l'azienda ha fornito numeri fasulli dei lavoratori".

Unica nota positiva la recente firma ( del 12 giugno scorso) del premio di risultato per portalettere e impiegati di Poste italiane, dopo un anno di vertenze.
Maggiore la rappresentanza dei lavoratori delle Poste di Merate che hanno denunciato la problematica carenza di personale e la perdita di 8-9 persone dal 1° ottobre 2011 senza l' assunzione di nuovo personale.

"Questo problema ha determinato la mancanza di portalettere su 4 zone: Calco, metà Imbersago, Olgiate e Rovagnate" hanno dichiarato alcuni dei lavoratori " Lavorare sotto organico comporta la consegna della corrispondenza in ritardo, spesso la consegna di bollette già scadute o raccomandate con un ritardo di una decina di giorni. L'azienda fa fronte a questi problemi chioedendo al personale presente di coprire le zone scoperte così il sabato, quando gli uffici postali dovrebbero essere chiusi, alcuni vengono costretti a smistare e consegnare la giacenza".

A sinistra Antonio Pacifico, segretario provinciale SLP- CISL

"Non si può rendere un servizio di qualità senza personale" e inoltre altro tasto dolente sembra essere quello della sicurezza che, stando alle dichiarazioni, non sarebbe ottimale.
Senza contare l' assunzione del personale senza previa formazione, spesso solo part time e per pochi mesi nell'irrisorio tentativo di migliorare solo temporaneamente il servizio. "C'è il lavoro, ma non la volontà di assumere da parte dell'azienda" e l'inutilità della domanda di mobilità, dato il "blocco" dei trasferimenti negli ultimi due anni.
"Diventa angosciante il pensiero di star male o di andare in ferie perchè quando si torna si ritrovano 20 o 30 casse di giacenze da consegnare, dato che non viene assunto nessun altro impiegato".


"Sul territorio lecchese c'è troppo poco personale, soprattutto nel periodo estivo" ha aggiunto Giusy Di Marco, segretaria provinciale Confsal comunicazioni "I mezzi sono fatiscenti e vanno ripristinate completamente le strutture di smistamento della corrispondenza di Calolzio e Barzanò che sono anguste e non funzionali. L'azienda si era formalmente impegnata a cercare nuovi siti due anni fa, ma, da allora, nulla è stato fatto. A Lecco è stato chiuso in via Lamarmora, il CDM, il servizio di accettazione dei grandi clienti creando un disservizio nella consegna di grandi carichi che i clienti devono ritirare a Milano, Como o Bergamo. Al suo posto doveva essere messo l'ufficio inesitate, ma il progetto non è ancora andato in porto: ci sono gli arredi, ma non il servizio".
La ''denuncia'' è quindi contro un'insostenibile situazione lavorativa, dettata dalla carenza di personale, strutture e formazione per un'azienda leader dell'economia nazionale, che ha chiuso il 2011 con un utile netto di 846 milioni, ma che non conferma la sua leadership nella tutela del personale e nella gestione del lavoro e della sicurezza.

Veronica Melesi
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