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Scritto Mercoledì 19 settembre 2012 alle 15:20

Casate: l'esperienza di Maristella, 24 anni, volontaria Croce Rossa fra i terremotati

È tornata lo scorso sabato dal campo di Concordia Sulla Secchia, uno dei paesi modenesi duramente colpiti dal sisma dello scorso maggio. Maristella Carnio, casatese di 24 anni, ha scelto di partire per una settimana alla volta dell’Emilia Romagna ad aiutare i suoi colleghi volontari nella gestione del campo CRI per i terremotati del paese.



Maristella Carnio durante le giornate di lavoro al campo di Concordia

A quattro mesi dalla prima scossa di terremoto la Croce Rossa Italiana, in stretta collaborazione con la Protezione Civile, prosegue il suo instancabile impegno in Emilia. Al Campo CRI di Concordia sono attualmente impegnate 45 persone tra operatori e volontari della CRI che lavorano alla distribuzione di generi di prima necessità, assistendo sotto il profilo sociale gli ospiti e in particolar modo minori e adolescenti.


Al suo interno opera anche un team CRI di supporto psicologico che si occupa delle categorie più vulnerabili oltre a coloro che coordinano le attività ludiche e di intrattenimento per gli sfollati. La cucina del campo, dove era impegnata la giovane volontaria, garantisce 500 pasti al giorno per i residenti del campo e per coloro che lavorano alla ricostruzione e alla messa in sicurezza delle abitazioni.


“Preparavamo colazione, pranzo e cena per i residenti delle nostre tende. Confezionavamo anche qualche pasto d’asporto per coloro che lavoravano fuori dal campo e non potevano rientrare in mensa. Nel campo c’erano diverse etnie e noi in cucina dovevamo stare molto attenti nella preparazione delle pietanze. I musulmani, per esempio, non mangiano maiale, quindi per loro dovevamo preparare sempre un’alternativa – ci ha raccontato la volontaria - è stata una bellissima settimana. Ho avuto l’opportunità di conoscere la vera Croce Rossa. Sono volontaria da 5 anni presso il Comitato Locale di Casatenovo. Svolgo attività di emergenza e mi occupo del progetto di Disostruzione Pediatrica, ma entrare in un campo di protezione civile e vedere tutto quello che ho visto ha reso l’intera esperienza molto più che formativa”.


Secondo le nuove leggi sull’emergenza i campi di protezione civile hanno una durata minima di 90 giorni oltre i quali possono essere prorogati solo per altri brevi periodi. Il campo di Concordia, uno tra i più grandi di tutta la regione emiliana dovrebbe infatti chiudere a fine mese. Ma la situazione non è così semplice.



“Ci sono ancora molti ospiti all’interno del campo. Molti sono ragazzi giovani, di diciannove, vent’anni, che non hanno ancora una sistemazione e la loro famiglia è tornata in Marocco o in Tunisia. Sono qui soli, lavorano e cercano una sistemazione, per loro la situazione è ancora più difficile. C’è chi fa l’imbianchino, chi lavora in ditte tessili, alcuni di loro però hanno solo un contratto di apprendistato e il guadagno è davvero esiguo” ha continuato Maristella.



“Ho conosciuto il padre di due bambini con deficit mentali. La moglie è ricoverata in psichiatria. Dopo il terremoto la sua mente non ha resistito alla tragedia. Può vedere i suoi bambini solo una volta a settimana. Per fortuna al campo con noi c’erano anche i volontari di Save The Children che si occupavano di far giocare i bambini mentre i genitori andavano al lavoro o ne cercavano uno.”



“Penso che la Croce Rossa per me sia davvero tutto. Che una tenda, quattro sorrisi e due occhi mi possano bastare per una vita intera. Penso che sia stupido accumulare, desiderare una casa sempre più grande o una macchina sempre più costosa. Alla fine di tutto questo viaggio quello che mi resta scolpito nel cuore è che non è una borsa o un vestito di marca a fare la differenza. La differenza la fai tu, con te stessa.



La differenza la fai quando ti sporchi le mani, quando torni in tenda la sera distrutta dalla fatica e ti svegli alle sei del mattino ma con una voglia di fare e un sorriso che farebbero invidia a qualsiasi sceicco. La vita non è accumulare soldi o beni fisici, è guardare intensamente negli occhi una persona che, anche non avendo nulla, per te ha tutto. Tutto quello che ti serve per essere felice.”


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