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Scritto Lunedì 22 ottobre 2012 alle 08:51

Monticello: il pittore Carlo Balestrini nel libro di Erminia Viganò ambientato in paese

Sabato pomeriggio è stato presentato, nella suggestiva cornice del "Granaio" di Villa Greppi a Monticello Brianza, il libro "Note nell'aria" pubblicato dall'editore Cattaneo e scritto dalla monticellese Erminia Viganò, da tutti conosciuta come Mimma.
Al tavolo della discussione sono stati invitati il sindaco di Monticello Luca Rigamonti, l'assessore alla cultura Monica Gargantini, il presidente del Consorzio Villa Greppi Enzo Bruno, e la scrittrice Erminia Viganò.

Nella foto l'assessore Monica Gargantini, il sindaco Luca Rigamonti
e l'autrice Mimma Viganò

"Ho avuto il privilegio di essere stato uno dei primi a leggere il manoscritto, che a mio avviso ha diversi meriti. Innanzitutto quello di ricordare un'epoca romantica dei primi del Novecento; parlare del borgo di Cortenuova e della nostra bella Monticello; celebrare un pittore, Carlo Balestrini, che ha vissuto per un certo periodo proprio nel nostro paese ed è sepolto a Cortenuova. Penso che un'amministrazione abbia il dovere di sostenere questi progetti che lasciano sicuramente il segno" ha così esordito il primo cittadino monticellese, Luca Rigamonti.
Anche il presidente di Villa Greppi, Enzo Bruni, che è rimasto sorpreso nel vedere un pubblico così numeroso.

Ultimo a destra nella foto Enzo Bruni, presidente di Villa Greppi

Dopo i saluti, spazio alle parole dell'autrice di "Note nell'aria", un romanzo storico che nasce dal desiderio di documentarsi sui luoghi del proprio territorio, tra cui Villa Balestrini che ha un'importanza centrale nel romanzo. "Sentivo il bisogno di sapere le origini di questi parchi e queste ville. Così sono partita da Villa Balestrini e sono riuscita a contattare un'erede dell'importante famiglia milanese, la signora Carla Crippa. Una persona molto amabile che mi ha accolto nella sua casa e mi ha raccontato ciò che si ricordava delle vacanze estive trascorse a Cortenuova mostrandomi anche alcune foto dalle quale ho poi preso ispirazione per i miei personaggi" ha spiegatò Erminia Viganò.


Nonostante si tratta di un romanzo storico, personaggi realmente esistiti sono stati affiancati dall'autrice a protagonisti nati dalla fantasia come Flora, una bambina di soli 13 anni che lavorava come domestica presso i Balestrini.
"Note nell'aria" è diviso in due parti: "Inizialmente avevo scritto solo la prima parte che riguardava la vita a Cortenuova. Poi ho avuto la fortuna di far leggere il mio lavoro a Eugenio Corti che lo apprezzò e mi disse di approfondire la vicenda, soprattutto da quando Flora era partita per Milano" ha detto l'autrice. Il suo è un testo ricco di vicende di vita quotidiana e costellato di modi di dire, filastrocche e canzoni popolari.
Filo conduttore di tutta la storia è sicuramente la musica, che è presente fin dalle prime pagine in cui si dice che Flora, la protagonista, ha una bella voce.


Alla domanda "cosa si prova quando si scrive un libro", l'autrice ha risposto affermando che si passa molto tempo da soli: "L'aspetto più bello è che quando si scrive una vicenda si entra sempre nella storia. Ho cercato di guardare con gli occhi di Flora, e mentre scrivevo mi sembrava di guardare quello che vedeva lei, di sentire i rumori" ha poi aggiunto la Viganò.
Figura importante nel romanzo della monticellese è quella Carlo Balestrini, un pittore vissuto tra il 1868 ed il 1923 che ha trascorso parte della sua vita proprio a Monticello.
Al termine della presentazione del libro, il critico d'arte Luca Nava ha illustrato ai presenti questo personaggio invitandoli a visitare la mostra con i suoi quadri allestita al piano superiore.


Carlo Balestrini, che ha vissuto tra l'Unità d'Italia e la Prima Guerra Mondiale, è entrato in contatto con un tessuto sociale in evoluzione, alla ricerca dei propri equilibri.
Erede di una cultura tardo-romantica, il pittore alternava soggetti sacri e profani proponendo temi di pittura composta e celebrativa. Un aspetto importante è quello del colore, utilizzato in tutte le sue potenzialità e declinazioni. Le sue tavolozze si riempivano principalmente di toni bruni e ad essere rappresentati erano soprattutto paesaggi e vedute della Brianza.
"I paesaggi di Balestrini rientrano in due diverse declinazioni: da un lato quella rurale, dove emerge una concezione della vita molto più contemplativa e dove i valori sono quelli del lavoro e delle relazioni umane; dall'altro la realtà cittadina della Milano del primo Novecento proiettata verso l'espansione" ha così spiegato Nava.


La mostra è stata possibile grazie alla collaborazione della famiglia, che ha messo a disposizione ben 6 quadri tra cui quello del San Francesco che ritorna anche nel libro di Erminia Viganò e che si trova presso la chiesa di Cortenuova.
L'esposizione rimarrà anche sabato e domenica prossima, 27 e 28 ottobre, e sarà aperta dalle ore 15 alle 19.30.
Simona Alagia
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