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Scritto Domenica 27 ottobre 2013 alle 09:11

Protezione civile al lavoro per simulare l'esondazione di lago e Lambro in vista della chiusura del Cavo Diotti. Le immagini

Dispiegamento di volontari della Protezione civile nella giornata di sabato 26 ottobre, data in cui erano previste le dimostrazioni per la gestione dell'emergenza provocata da un'eventuale esondazione del lago di Pusiano.
Il Cavo Diotti di Merone, ovvero il sistema di regolazione idrica del bacino lacustre, resterà chiuso per dodici mesi a causa dei lavori di ristrutturazione che cominceranno entro dicembre. Per un anno dunque, l'uscita delle acque sarà garantita solo dal fiume Lambro mentre la diga non funzionerà perché le opere possono essere effettuate solo in secca.
Per tale ragione, sono state previste delle situazioni d'emergenza meteorologiche che possono portare ad uno stato di allerta.
L'addestramento è servito a mettere in campo uno scenario tipo per capire come la macchina operativa si mette in moto e come funziona il suo coordinamento dal momento che sono coinvolte le Province di Lecco, Como, Milano, Monza e Brianza con le rispettive Prefetture.

Ecco di seguito la cronaca e le immagini dal territorio:

COSTA MASNAGA - NIBIONNO
Fiume Lambro


Un'esercitazione a tutti gli effetti quella che si è svolta nella giornata di sabato a Nibionno. Dalle 7.30 del mattino i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile si sono attivati per simulare la possibile esondazione del fiume Lambro, secondo il programma portato avanti dal Parco Valle Lambro.

Raccolta dei dati delle persone evacuate

Nibionno è infatti uno dei comuni che potrebbe essere interessato dall'evento calamitoso. In particolare, potrebbero essere colpite le località Ceresa, tra Cibrone e Costa Masnaga, Molino Nuovo a Gaggio e via Volta. Dal momento che sarebbero circa 50 le persone che sarebbe necessario evacuare per almeno 4-5 giorni, la Protezione Civile nibionnese si è attrezzata per cercare di riprodurre, nel modo più vicino possibile alla realtà, la situazione di pericolo che potrebbe presentarsi durante il periodo di chiusura della diga di Merone.

Il Lambro a Gaggio


Come dicevamo, un gruppo di 20 volontari si è messo al lavoro già dalle prime ore del mattino radunandosi al campo base allestito presso la palestra della scuola elementare di Nibionno, in attesa dell'autorizzazione della Prefettura per dare avvio all'operazione.

Il trasporto degli evacuati e l'accoglienza in palestra


Alle 10 è scattato il via dei lavori e il coordinatore del gruppo nibionnese Mario Gatto insieme ad alcuni volontari e all'agente della polizia locale Giorgio Riboldi, si è diretto verso le tre famiglie che hanno aderito all'iniziativa, simulando l'evacuazione dalle proprie abitazioni: due a Molino Nuovo e via Volta ed una in località Ceresa.

Evacuazione in località Ceresa


Le persone sono state così trasportate al campo base, per essere accolte. E' seguita la registrazione di tutti gli "sfollati" con l'annotazione di tutto il necessario per garantire tutto al meglio.
Nel frattempo, altri volontari sono tornati davanti alle abitazioni evacuate, posizionando i sacchi di sabbia per evitare, in un'eventuale situazione futura, che l'acqua possa entrare attraverso le porte.


Le aree interessate sono state successivamente transennate in base all'ordinanza del sindaco Usuelli.
"Mentre noi ci mobilitavamo, era riunita in municipio l'unità di crisi, alla presenza del sindaco Usuelli e dell'assessore Gemetto. Questa esercitazione ci è servita perchè abbiamo raccolto tutti i dati che poi confronteremo in una successiva riunione in cui verrà discusso dei possibili miglioramenti" ha affermato Mario Gatto.

Le abitazioni a Molino Nuovo

L'esercitazione si è conclusa intorno alle 13 con grande soddisfazione dei volontari nibionnesi.

BOSISIO PARINI - ROGENO
Lago di Pusiano, Roggia Molinara

Alle ore 7 di sabato 26 ottobre è scattato l'allarme anche a Rogeno e Bosisio. Nelle scorse settimane, i comuni e la Protezione civile avevano provveduto ad effettuare un censimento dei cittadini coinvolti, quelli cioè che abitano nelle zone a rischio, ovvero in residenze situate ad una quota prossima a quella del lago o della sponda della Roggia Molinara.


Sabato mattina non appena è suonato l'allarme, è stato attivato un centro di emergenza locale e i volontari hanno provveduto ad attivare i blocchi stradali per presidiare i luoghi e per consentire una migliore comunicazione con i cittadini. A Bosiso Parini sono stati posti in corrispondenza dei seguenti incroci: tra via Aldo Moro a Rogeno e via Eupilio, tra via Eupilio e via al Lago, tra via Eupilio e via Mira.

A Rogeno, invece, i blocchi stradali sono stati posizionati tra la fine di via Maglio e l'inizio di via Marconi e tra via Cavour, via Maglio e via Salvo d'Acquisto. Il centro operativo misto della provincia si è invece occupato di gestire tutte le comunicazioni.
La seconda fase del programma consisteva nella vera e propria simulazione dell'evacuazione: i volontari bosisiesi collocati in sette diversi punti hanno raccolto le persone che si trovavano in strada, simulandone il trasporto.

Direzione: la palestra delle scuole medie. Proprio questo è il luogo scelto dall'amministrazione e dai tecnici per mettere al riparo i cittadini. I volontari hanno provveduto a montare ottanta brandine e presso la mensa scolastica è stata simulata la refezione. Centoventi sono le persone da sfollare. Si trovano tutte in località Garbagnate Rota. Le operazioni, che hanno coinvolto più di cinquanta volontari, si sono concluse con la chiusura dell'unità di crisi locale introno alle 15.


A Rogeno, invece, il problema non è propriamente il lago di Pusiano: l'abbattimento delle ture provocherebbe infatti l'allagamento della Roggia Molinara, il canale parallelo al Lambro che attraversa la zona Maglio. In quest'area sono stati collocati i sacchetti di sabbia per consentire la messa in sicurezza delle cinquanta famiglie interessate da un eventuale allagamento. Alle 13 sono terminate, anche in questo caso con successo, le operazioni di simulazione.


L'esercitazione è stata molto utile ai volontari per mettersi alla prova e per capire quale sistema attuare in caso di emergenza.
Durante le dimostrazioni sono intervenuti sul territorio l'assessore provinciale alla Protezione civile, Franco De Poi, l'assessore regionale Simona Bordonali e il prefetto della provincia di Lecco, Antonia Bellomo.
Come illustrato dall'ingegnere Giorgio Meroni e dal suo team, il piano comunale di protezione civile con lo scenario del rischio idrogeologico e le cartografie dei paesi sono stati informatizzati e messi a disposizione online per consentirne la consultazione immeditata in caso di necessità.

Per informazioni, visitare il sito internet www.webeasygis.it

Contributo fotografico di Andrea Nobile e Gianni Rossin

Simona Alagia - Michela Mauri
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