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Scritto Venerdì 29 aprile 2016 alle 17:20

Sirone: l'ultimo saluto a Luigi Cesana, morto in un incidente. Don Gianluigi, 'preghiamo perchè continui a fare tanto bene'

Una cerimonia sommessa, con il profondo ma composto dolore dei presenti - numerosi i rappresentati del GS Brongio dove ha svolto volontariato per oltre quindici anni nella pallavolo - e dei familiari, quella per l'ultimo addio a Luigi Cesana, mancato mercoledì 27 aprile a 49 anni per via di un incidente stradale sulla Provinciale 69 a Barzago mentre stava rincasando dal lavoro per il pranzo.



L'uscita del feretro dalla chiesa

La chiesa parrocchiale di San Carlo a Sirone, questo pomeriggio, venerdì 29 aprile, non è riuscita a contenere quanti hanno voluto tributare l'ultimo saluto al sironese, strappato improvvisamente alla vita. 



Luigi Cesana

La liturgia, officiata dal vicario parrocchiale don Gianluigi Rusconi, è cominciata con i riti della tradizione cristiana: l'aspersione del feretro con l'acqua benedetta come segno di purificazione e con l'incenso quale gesto in attesa della Resurrezione. 


La benedizione impartita da don Gianluigi Rusconi

Nella sintetica ma efficace omelia, il sacerdote ha esortato più volte i presenti a restare attaccati alla fede anche in questi momenti così tragici, che vengono spesso inquadrati in un'ottica fatalista che nulla può contro la caducità della vita. 
"E' sempre difficile prendere la parola durante un funerale e oggi lo è ancora di più" ha esordito don Gianluigi. "In queste circostanze vengono citate tante frasi fatte che ci mettono al di fuori della fede. Ragioniamo in termini umani e parliamo di destino e fatalità. Questi pensieri però non esprimono la fede e non danno risposte. Dovremmo invece cercare le risposte attraverso la fede".


Il religioso ha voluto ricordare che Luigi, pur non essendo più fisicamente presente in questo mondo, continuerà ad essere vicino ai familiari e a quanti gli hanno voluto bene, vegliando su di loro. "Potremmo pensare a un'esistenza parallela dei morti, come nel caso di Gesù: i discepoli non lo vedevano, ma c'era. Noi non vediamo i morti ma loro ci vedono, interagiscono con noi, ci guidano, ci consigliano e intercedono per noi. Sarebbe bello se fosse così: in questi casi usiamo il condizionale perchè la fede è poca".
Sono due i motivi riassunti dal sacerdote per i quali le persone hanno voluto raccogliersi in preghiera davanti all'altare. "Il primo è per Luigi affinché in questa vita parallela continui a mantenere l'affetto della sua famiglia da sposato e di origine e continui a fare il bene che ha fatto in vari ambiti della società, non ultimo quello sportivo. Preghiamo poi anche per noi e per la nostra poca fede nella Resurrezione. Se è vero che Gesù è risorto, anche quello detto riguardo ai nostri morti è vero". 


Un richiamo infine alla Parola di domenica. "Dopodomani nel Vangelo di Gesù si dirà questa frase: "Ci sono cose per cui non siete capaci di portare il peso". E' proprio così e il dono della fede ci aiuta a vedere i nostri morti in Dio. L'età, le circostanze variano da persona a persona ma non sono l'essenziale che è arrivare alla meta, a Dio e alla comunione di vita con lui. Dobbiamo anche essere capaci di portare questo peso con serenità e profondità di sguardo perchè ci aiuti a vivere meglio". 


A termine della liturgia, è stato cantato il Salmo del buon Pastore, mentre sul sagrato si è tenuta l'ultima benedizione che ha accompagnato Luigi Cesana verso il riposo eterno.
Il 49enne ha lasciato, oltre alla moglie Silvia e alla figlia Cristina, la madre Enrica, le sorelle Monica e Fiorina e i fratelli Mario e Silvio.
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M.Mau.
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