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Scritto Giovedì 12 maggio 2016 alle 09:26

Bevera: ''L'accoglienza dei migranti'' il tema della serata voluta dal parroco don Fabrizio

"Li accogliamo....e poi?". A questo interrogativo provocatorio si è cercato di rispondere durante l'incontro pubblico sull'accoglienza dei migranti organizzato martedì sera dalla Comunità Pastorale "Maria Regina degli Apostoli" presso l'oratorio "Paolo VI" di Bevera.



Da sinistra il parroco don Fabrizio Crotta, Bruno Goisis della Cooperativa Ruah e Daniele Biella

L'iniziativa è stata voluta in modo particolare dal parroco don Fabrizio Crotta, che ha aperto la serata ringraziando non solo i parrocchiani di Barzago, Bevera, Bulciago e di altre realtà circostanti ma anche gli amministratori comunali del territorio per la loro presenza. "Il nostro territorio della Brianza non è nuovo a questo tipo di esperienza, se pensiamo ai flussi dal sud Italia negli scorsi decenni, ma oggi dobbiamo organizzare un'accoglienza intelligente perché l'ondata migratoria non si può arrestare" ha così esordito il sacerdote.


Da sinistra il presidente della Cooperativa Ruah Bruno Goisis e il giornalista Daniele Biella

La parola è passata poi a Daniele Biella, giornalista della testata "Vita" e autore del testo "Nawal: l'angelo dei profughi", pubblicato dalle Edizioni Paoline. "Il fenomeno migratorio è ormai epocale, si mescola nella quotidianità, ha un volto e dei lineamenti. Invita a mettersi in gioco. Bisogna andare molto nel concreto, che è fatto di contenuti molto chiari. L'accoglienza divide le persone perché non c'è chiarezza e trasparenza sulle questioni, che vengono spesso affrontate con pregiudizi" ha detto.


Tra i tanti "luoghi comuni" smascherati quello dei 35 euro al giorno per ciascun richiedente asilo politico. Di questi soldi, ha spiegato Biella, poco più di due ore restano al migrante, spesso sotto forma di tessere prepagate. Dei fondi elargiti dalla Comunità europea, quindi, il grosso ricade sugli enti gestori e viene soprattutto utilizzato - un buon 40% - per il pagamento del personale.
Occorre poi fare attenzione con l'uso dei termini, innanzitutto distinguendo il profugo, ossia il richiedente asilo politico, dall'immigrato, colui che vive già da tempo sul territorio nazionale. Il migrante, sbarcato a Lampedusa, "è una persona, con un volto e una storia. Non dobbiamo dimenticarcelo", ha aggiunto Biella.


Il giornalista ha fatto da mediatore al secondo ospite della serata, Bruno Goisis, presidente della Cooperativa Ruah che già da alcuni anni gestisce lo spostamento e il collocamento dei migranti nella provincia di Bergamo. In questo territorio si stimano poco più di mille richiedenti asilo (tutti maschi tra i 20 e i 30 anni e solo una decina di donne) su oltre 1 milione di abitanti. Un numero irrilevante, che non può e non deve incutere timori: "I migranti di venti anni fa sono quelli con cui facciamo più fatica a dialogare, perché sostengono che i profughi vengono accolti e resi dipendenti dallo Stato, che crea per loro una sorta di corsia preferenziale. Si sentono risentiti e fanno uso della retorica dell'invasione" ha sottolineato Goisis. Il presidente della Cooperativa Ruah ha poi spiegato che i richiedenti asilo politico, arrivati nella bergamasca dopo essere stati smistati da Bresso, sono stati impiegati in svariate attività nelle comunità dove è stato trovato loro un alloggio, dopo una prima fase di permanenza in strutture comunitarie: dal volontariato nei comuni a piccoli lavori nelle parrocchie. Ben 220 giovani hanno inoltre preso parte ad attività di formazione professionale. 


Don Fabrizio Crotta

È stata poi raccontata l'esperienza di Roncobello, dove nell'aprile 2014 era stato addirittura bloccato l'unico ponte di collegamento con il paese per impedire l'accesso ai profughi. Una vicenda che, nonostante gli sconcertanti episodi iniziali, ha avuto un esito positivo sia sui migranti che sulla popolazione, che ha sperimentato forme di accoglienza a partire da piccoli gesti.
Sensibilizzare e lavorare insieme con responsabilità: sono queste le parole chiave che gli ospiti hanno sottolineato a più riprese durante la serata, che ha sollevato diversi interventi e stimolanti riflessioni anche da parte del pubblico.
S.A.
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