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Scritto Domenica 10 luglio 2016 alle 17:37

Don Benvenuto Riva saluta la comunità di Nibionno. Partirà per la missione in Zambia

Non un arrivederci e nemmeno un addio, ma un saluto carico di gioia e di piena consapevolezza per un percorso ancora tutto da costruire. È stato questo il senso della celebrazione eucaristica officiata nella prima serata di sabato presso la parrocchia dei Santi Simone e Giuda a Tabiago da don Benvenuto Riva, sacerdote originario di Nibionno che tra pochi giorni partirà per una nuova missione in Africa.

Don Benvenuto Riva (secondo da sinistra, in prima fila) con i coscritti classe 1952

Il sacerdote nibionnese don Benvenuto Riva

Ha fatto il suo ingresso in chiesa con “Tu es sacerdos”, cantato dalla corale “Don Olimpio Moneta” diretta dal Maestro Romano Riva. Una melodia significativa, in quanto lo aveva già accompagnato nel giorno della prima messa, 39 anni fa.
“Don Benvenuto ha accettato l’invito dell’arcivescovo, pur non sapendo quanto durerà il suo operato. Ammiro la sua grande disponibilità. Aiuterà la povera gente, dobbiamo stargli vicino con le nostre preghiere” ha così detto, all’inizio della messa, il parroco di Tabiago don Luigi Bianchi.
Il nibionnese, sacerdote "Fidei Donum" della diocesi di Milano, ha ringraziato don Luigi per la festa, organizzata in un clima famigliare. “Quello di oggi è un incontro tra persone attorno alla stessa mensa” ha detto.
Don Benvenuto ha poi voluto spiegare ai fedeli il senso della missione in Africa. A giorni infatti lascerà la parrocchia di Pieve Emanuele, di cui è stato parroco per diversi anni, per recarsi nella parrocchia di Santa Stefano a 60 chilometri da Lusaka, capitale dello Zambia. Una Regione già nota al sacerdote, in quanto ha trascorso vent’anni della sua vita al servizio della Chiesa.

Da destra il parroco di Tabiago don Luigi Bianchi, don Benvenuto Riva e don Bruno Seveso

I fedeli presenti a messa, sabato sera, nella chiesa parrocchiale di Tabiago

“Mi sento onorato, il Signore mi ha chiamato ad un’opera che ancora non conosco. Tutto è nato dalla volontà del vescovo che mi ha scelto, perché si fida dei suoi ministri. È stato un atto di obbedienza e di servizio. Non è mal d’Africa o nostalgia, anche se certe esperienze non si cancellano e diventano patrimonio personale” ha poi voluto chiarire don Benvenuto, che ha aggiunto rivolgendosi ai fedeli: “è la vita della e nella Chiesa, dove ci si aiuta e si collabora in modo fraterno. Vi chiedo di accettarlo con molta chiarezza”.
Il sacerdote nibionnese ha poi espresso due riflessioni profonde. La prima basata sull’analogia tra la festa di saluto alla sua persona e il salmo 86 della Bibbia, in cui è presente il riferimento al colle di Sion in Gerusalemme con l’espressione “sono in te tutte le mie sorgenti”. Don Benvenuto ha perciò espresso un sentimento di riconoscenza verso il suo paese natale, lo stesso che il salmista di origine ebraica ha messo in evidenza verso il suo punto di riferimento: la città di Gerusalemme.
“Sono nato a Nibionno. Per me non è un posto come tutti gli altri, è un luogo speciale. Ringrazio il Signore per questa comunità che mi ha nutrito nei primi anni della mia vita, l’infanzia e l’adolescenza. Venire a salutare tutti voi significa per me ricordare i momenti formativi del passato per vivificare ciò che ho imparato” ha sottolineato.

In secondo luogo, il prete ha fatto riferimento ad una lettera scritta dal cardinal Montini all’amico don Ernesto Parenti, primo sacerdote “Fidei Donum” della diocesi ambrosiana giunto in Zambia – che all’epoca si chiamava Rhodesia – nel 1961. Un’avventura missionaria che ha avuto origine proprio grazie al pontefice, oggi Beato Paolo VI.
La stessa meta sarà raggiunta, cinquant’anni dopo, dal sacerdote nibionnese don Benvenuto Riva che ha così commentato: “mi piace vedere l’incarico che andrò a ricoprire come una tessera di un mosaico che il cardinal Montini aveva nel cuore. Mi dà una grande gioia sentire di essere un frammento della sua visione missionaria”.
Quello di sabato è stato un momento di profonda amicizia al quale, oltre al parroco di Tabiago don Luigi Bianchi, ha preso parte anche l’amico don Bruno Seveso. A condividere la festa, che al termine della messa è proseguita con un semplice rinfresco, anche un nutrito gruppo di coscritti di don Benvenuto, classe 1952.
Il ricavato delle offerte della messa di sabato, oltre ai fondi raccolti dal gruppo missionario, saranno destinati alla nuova missione africana.
S.A.
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