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Scritto Martedì 06 settembre 2016 alle 15:28

Economia, Confindustria: 'cambio di passo' rispetto alla prima metà del '15

I dati dell'Osservatorio Congiunturale relativo al primo semestre 2016, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, evidenziano un parziale cambio di marcia, in particolare rispetto alla seconda parte del 2015. Dal confronto tendenziale rispetto alla prima metà del 2015 si rileva un incremento del 3% per domanda, attività produttiva e fatturato. Ugualmente positiva la variazione congiunturale rispetto al semestre precedente, con una crescita del 4,3%. Per la seconda parte dell'anno le attese sono nuovamente di lieve miglioramento, anche se di minore entità rispetto a quanto registrato nel primo semestre. L'indicatore relativo alla capacità produttiva, a quota 71,1%, risulta sostanzialmente in linea con il dato rilevato dalle precedenti edizioni dell'osservatorio e fa segnare una lieve contrazione rispetto al dato dello scorso dicembre (75,5%), mantenendosi comunque lontano dai livelli pre-crisi. Rispetto al semestre precedente, la percentuale di produzione realizzata tramite il ricorso alla subfornitura risulta stabile, con un valore complessivo al 4,3%.
Le vendite nei mesi finali del semestre, e in particolare tra aprile e giugno, segnano una prevalenza di indicazioni di aumento degli scambi, sia a livello domestico sia sul fronte del commercio internazionale. Per entrambi i mercati di riferimento, l'incidenza dei giudizi di crescita del fatturato corrisponde a più del doppio dei giudizi di riduzione, con un riscontro nelle variazioni congiunturale e tendenziale dello stesso indicatore.
Confermata anche l'attitudine all'internazionalizzazione delle imprese del campione: oltre un terzo (37,4%) del fatturato viene infatti realizzato all'estero. La principale area di destinazione delle merci è l'Europa Occidentale, dove è diretto oltre un quinto (20,4%) delle vendite totali. L'Est Europa (3,4%), gli Stati Uniti (2,9%), i BRICS (2,4%), l'America Centro-Meridionale (1,6%) e l'Asia Occidentale (1,5%) sono gli altri mercati geografici di interesse. Il dato riguardante il fatturato realizzato varia sensibilmente secondo la dimensione delle aziende del campione: le imprese di medie dimensioni vantano una maggiore propensione all'export, con una quota di oltre il 47% sul totale; per le imprese sino a 50 occupati, invece, le vendite al di fuori del mercato domestico pesano in media per il 30% circa. Si registrano differenze anche a livello settoriale: le aziende metalmeccaniche mostrano una maggiore propensione all'export, con oltre il 43% del fatturato realizzato oltre confine, seguite dalle aziende degli altri settori, con il 36,4%, e dalle aziende tessili con il 33,4%.
Il dato sull'approvvigionamento delle materie prime non evidenzia particolari variazioni, sia a livello tendenziale che congiunturale. La percentuale di incidenza del costo delle commodities sul totale dei costi aziendali risulta pari al 31,7%, in calo rispetto al dato di dicembre 2015.
Nel rapporto tra imprese e istituti di credito si riscontra una situazione di elevata stabilità circa le spese e le commissioni, i tassi di interesse e le garanzie richieste. Stabile anche la disponibilità ad espandere o attivare nuove linee di credito per oltre la metà del campione, con prevalenza dei giudizi di miglioramento.
Dati stabili anche sul fronte del livello occupazionale, con una percentuale di giudizi di crescita superiore rispetto quelli di contrazione. Le previsioni sono in linea con il dato del primo semestre e indicano stabilità, con un bilanciamento fra giudizi di crescita e rallentamento per la seconda parte dell'anno.
"I dati della nostra indagine fanno finalmente percepire un cambio di marcia che, pur contenuto nella sua entità e ancora tutto da confermare nei prossimi mesi, è soprattutto un importante segnale che ci invita ad avere una maggiore fiducia - commenta Cristina Galbusera, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. Non stiamo parlando di percentuali importanti ed è quasi scontato sottolineare come i livelli conosciuti prima dell'inizio di questa lunga fase negativa fossero ben altri. Tuttavia, finalmente qualcosa sta cambiando e speriamo sia l'inizio di una fase di ripresa che confidiamo possa prendere slancio, complice il cruciale completamento delle riforme e la corretta gestione del processo di riassetto istituzionale".
DOMANDA
L'indicatore associato alla domanda registra, per le imprese delle tre province, un andamento favorevole per entrambi gli orizzonti temporali di analisi. Il confronto con la prima metà dello scorso anno mostra un aumento tendenziale del +3,0%; la variazione congiunturale, misurata rispetto al secondo semestre 2015, si attesta invece al +4,6%. Pur tenendo conto dell'entità ancora contenuta, il risultato congiunturale rappresenta un'inversione di marcia rispetto al rallentamento del 2% registrato tra luglio e dicembre 2015 sul semestre precedente. Le previsioni per la seconda parte del 2016 non sembrano invece confermare pienamente l'andamento positivo, con l'indicatore che si attesta mediamente al +0,4%. Per oltre quattro imprese su dieci (43%) le dinamiche della domanda sono influenzate da caratteristiche stagionali delle produzioni.
In linea con quanto registrato a livello congiunto lo scenario delle aziende di Lecco e di Sondrio, con dati congiunturali e tendenziali positivi (rispettivamente +4,9% e +2,6%), mentre sul versante previsionale è riscontrabile una decelerazione che si attesta mediamente al -1,2%.
ATTIVITA' PRODUTTIVA
L'attività produttiva segue le dinamiche degli ordini, con variazioni tendenziali e confronti congiunturali in aumento. L'analisi rispetto al semestre precedente descrive un incremento del +5,0%; il raffronto rispetto al periodo gennaio-giugno 2015 risulta invece pari a +2,8%. Sul versante previsionale, le imprese del campione segnalano una più contenuta variazione attesa del +1,2%.
Il grado di utilizzo degli impianti produttivi si attesta in media al 71,1%, con una distanza ancora evidente rispetto ai livelli pre-crisi. Eterogeneo, su questo fonte, il quadro sia a livello dimensionale, sia rispetto ai settori. Esaminando il dato a livello dimensionale, le imprese con oltre 50 occupati rivelano un maggior impiego (76,9%) rispetto a quelle più piccole (per le quali si registra un 66,5%). Valutando invece i settori merceologici, il tasso più elevato è raggiunto dalle imprese metalmeccaniche (74,3%) e da quelle degli altri settori (73,4%), seguite dalle imprese tessili (61,6%). Il contributo della produzione non realizzata internamente ma gestita tramite pratiche di outsourcing supera il 4%. La subfornitura è rivolta prevalentemente a soggetti operanti sul territorio nazionale (3,7%) mentre la collaborazione con soggetti oltre confine è minoritaria (0,6%).
Per Lecco e Sondrio gli indicatori assumono variazioni positive per entrambi gli orizzonti di analisi, anche se con entità più contenute (+2,1% il dato tendenziale e +2,8% quello congiunturale), mentre il dato previsionale si attesta a +0,5%. La capacità produttiva mediamente impiegata dalle aziende è pari al 76,6%, mentre il contributo della produzione affidata a subfornitori (10,6%) si conferma rivolto prevalentemente a realtà nazionali (9,1%).
MATERIE PRIME
Sul fronte dei costi delle materie prime, le imprese di Sondrio, Lecco e Como non indicano particolari criticità. Stabile la situazione rispetto ai listini della prima metà del 2015 (+0,2%), mentre a livello congiunturale il dato si attesta a +0,7%. L'incidenza media del costo delle materie prime sul totale dei costi risulta pari al 31,7%.
Nel caso dei territori di Lecco e Sondrio si registrano lievi incrementi dei costi durante il semestre gennaio-giugno 2016. La variazione è del +1,7% a livello tendenziale e del +1,8% a livello congiunturale. L'incidenza media dei costi delle commodities rispetto al totale si attesta invece a 35,8%.
FATTURATO
L'indicatore associato alle vendite per le imprese delle tre province mostra variazioni in linea con quanto esaminato per ordini ed attività produttiva, con crescite sia per il dato congiunturale sia per quello tendenziale. Il confronto con la seconda metà del 2015 rivela un incremento del +3,3%, mentre la variazione tendenziale è pari al +3,1%. I giudizi sull'andamento del fatturato per il semestre luglio-dicembre 2016 si confermano positivi, con una variazione prevista pari a +2,2%. Le imprese del campione confermano inoltre la forte attitudine al commercio internazionale, con una quota di fatturato realizzato oltre confine che si attesta in media al 38% circa. Il principale mercato di riferimento oltre confine si conferma essere l'Europa Occidentale, che assorbe il 20,4% delle vendite totali. Altre aree di interesse sono l'Est Europa (3,4%), gli Stati Uniti (2,9%), i BRICS (2,4%), l'America Centro-Meridionale (1,6%) e l'Asia Occidentale (1,5%). Entro i confini nazionali viene invece realizzato il 62,6% del fatturato. Esaminando i giudizi qualitativi riguardanti l'andamento degli scambi durante il periodo aprile-giugno 2016, emerge una prevalenza di indicazioni di crescita rispetto a quelle di diminuzione, sia per il mercato domestico sia per l'export. A livello nazionale la crescita è stata indicata dal 44,8% del campione, la stabilità dal 43,2% mentre la riduzione dal 12,0%. Sul versante dell'export i giudizi di crescita risultano pari al 37,8%, quelli di stabilità sono pari al 45,1% mentre quelli di riduzione sono pari al 17,1%
Le aziende di Lecco e Sondrio confermano lo scenario generale, sia per quanto riguarda il fatturato, sia rispetto alla sua composizione geografica. Per le imprese dei due territori sono confermati anche i giudizi qualitativi riguardanti l'andamento degli scambi, maggiormente caratterizzati dalla crescita rispetto alla riduzione, sia a livello domestico sia sul fronte estero. Nel caso delle previsioni per la seconda metà del 2016, è tuttavia riscontrabile una decelerazione dei livelli di crescita delle vendite (-0,4%).
CREDITO
Il rapporto con gli istituti di credito per le imprese delle tre province nella prima parte dell'anno è caratterizzato da generale stabilità. Rispetto al secondo semestre del 2015, per il 67,8% delle imprese non sono state registrate variazioni in termini di spese e commissioni bancarie, garanzie e tassi di interesse. I giudizi di miglioramento riguardano il 22% del campione, mentre per un'impresa su dieci si rileva un peggioramento. Per quanto riguarda la disponibilità ad espandere le linee di credito esistenti, o ad attivarne di nuove, oltre la metà del campione non indica variazioni nel corso del primo semestre dell'anno. Le imprese che segnalano un peggioramento sono pari al 7,4%, mentre per il 35,2% emerge un miglioramento in tal senso. Simile l'andamento per le aziende di Lecco e Sondrio, con una minore percentuale di quante indicano un peggioramento, sia a livello di spese e commissioni sia a livello di attivazione o espansione delle linee di credito.
SCENARIO OCCUPAZIONALE
Anche per la prima parte del 2016 per le aziende dei tre territori si nota una prevalenza di giudizi di crescita dei livelli occupazionali (20,8%), rispetto a quelli indicanti contrazione (8,2%). Si attesta al 71% la percentuale di imprese che indicano stabilità nel corso del semestre. Le previsioni per il secondo semestre evidenziano sostanziale stabilità dei livelli occupazionali, con giudizi di rallentamento (12,3%) e giudizi di crescita (9,5%) che tendono a bilanciarsi.
Le aziende di Lecco e Sondrio segnalano lo stesso andamento per quanto riguarda la prima parte dell'anno, mentre per il secondo semestre i giudizi di contrazione risultano superiori rispetto a quelli delle aziende complessivamente considerate.
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