Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 141.380.909
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 07/01/17

Lecco: V.Sora: 65 µg/mc
Merate: 63 µg/mc
Valmadrera: 64 µg/mc
Colico: n.d. µg/mc
Moggio: 71 µg/mc
Scritto Mercoledì 21 settembre 2016 alle 16:03

Miele, Coldiretti: ''leggere bene l’etichetta per verificarne l’origine''

"Leggete bene l'etichetta: il miele è uno dei prodotti dove la rintracciabilità consente di risalire all'origine nazionale o meno del prodotto che si porta in tavola". La raccomandazione viene dai vertici di Coldiretti Como Lecco, a fronte dei dati che indicano il 2016 come anno record per le importazioni di miele dall'estero.

"Colpa soprattutto di un clima che ha penalizzato la nostra produzione nazionale, con ripercussioni pesanti sulle province lariane" proseguono Fortunato Trezzi e Raffaello Betti, presidente e direttore dell'organizzazione agricola interprovinciale. In particolare, a rovinare tutto sono state le ripetute piogge di fine primavera che hanno ‘azzoppato' le fioriture e messo in difficoltà le api. Così la produzione di miele è crollata. L'effetto del maltempo è stato maggiormente incisivo sulla produzione di miele di acacia o robinia, particolarmente identitari per il territorio lariano.

Se nel 2015 gli arrivi di prodotto straniero in Italia hanno raggiunto il massimo di sempre - ricorda Coldiretti -, salendo a quota 23,5 milioni di chili, il 2016 vede così aggravarsi il fenomeno, con il 20 per cento del prodotto straniero che arriva peraltro dalla Cina, dove è consentito l'uso del polline Ogm, così come in Romania, paese che si colloca nella classifica dei principali esportatori in Italia, guidata da un'altra nazione dell'Est, l'Ungheria.

Enrico Ranghetti, apicoltore di Beregazzo con Figliaro (CO) conferma che il settore, anche nel 2016 per il terzo anno consecutivo, sta vivendo una situazione preoccupante. "Al calo del raccolto, si sono aggiunte numerose sciamature (che compromettono la produzione visto che non sono programmate - se invece lo fossero, sarebbe un bene perché la sciamatura aumenta le famiglie) e ad un 30-35% di orfanità (ossia la morte della regina) dovuta allo stress. Al maltempo, infine, si sono sommate le criticità dovute alla peste europea e a quella americana".

Le piogge continue e le temperature altalenanti hanno infatti reso difficile il lavoro delle api che non sono riuscite a raccogliere dai fiori il polline e il nettare indispensabili per la loro sopravvivenza e la produzione di miele.

"Nelle nostre due province esiste una particolare varietà di miele" prosegue Ranghetti "dal tiglio, infatti, a fioritura di poco successiva, si ottiene un miele monofloreale dalle caratteristiche mentovato-balsamiche. Nel versante dell'Alto Lario, grazie alla ricca presenza di specie Erica Arborea, si producono alcune tipologie di miele caratterizzate da un gradevole aroma caramellato. Il settore florovivaistico lariano, poi, è molto votato alle piante di specie ornamentali; alcune di queste, come ad esempio le Magnoliacee, sono ottime produttrici di nettare e di conseguenza il miele prodotto in queste zone è di grande qualità".

Nell'intera Lombardia, conclude la Coldiretti, ci sono circa 155.000 alveari che producono 1.700 tonnellate di miele, propoli, cera e tutti i derivati del miele e dell'alveare.

© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco