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Scritto Lunedì 17 ottobre 2016 alle 08:35

‘Cassago Chiama Chernobyl’ inaugura altre due ambulanze da inviare in Ucraina. Illustrati gli sviluppi del progetto sanitario

Una solidarietà che rientra nei "canoni della dignità umana" quella manifestata questa mattina all'Istituto S. Antonio Opera Don Guanella di Cassago, dove sono state inaugurate due nuove ambulanze a favore della regione ucraina di Chernigov.
Una cerimonia intensa e molto sentita, organizzata da "Cassago Chiama Chernobyl" che in vent'anni è riuscita a consegnare ben 13 mezzi alla popolazione dell'Ucraina in collaborazione con altre realtà associative e le istituzioni del territorio, e non solo.

Ospiti e autorità intervenuti alla cerimonia

Questa volta le ambulanze, rimesse a nuovo grazie al contributo del meccanico lecchese Franco Ravasio, sono state donate al sodalizio cassaghese dal Soccorso Alpino di Mandello del Lario e dal Pronto Soccorso di Cisano Bergamasco. Nell'iniziativa sono stati coinvolti "Domani Zavtra", gruppo conosciuto ormai da sei anni, e per la prima volta anche "Cavaion nel mondo", associazione attiva nella zona del lago di Garda, sul territorio veneto. Presenti alla mattinata anche il Comitato Famiglie Ospitanti di Costa Masnaga-Nibionno e i gruppi di Rogeno, Seregno e Desio oltre ad associazioni locali come l'Avis e l'Aido di Cassago rappresentate dai rispettivi stendardi.
Il tradizionale taglio del nastro è stato preceduto dal discorso delle autorità intervenute al particolare momento di festa.

Le due ambulanze da destinare alla regione ucraina di Chernigov. A sinistra quella donata dal Soccorso Alpino di Mandello,
accanto quella regalata dal Pronto Soccorso Cisanese

I volontari del Pronto Soccorso Cisanese

"Questo è stato un anno ricco di iniziative in occasione del 30° anniversario dalla strage di Chernobyl. Noi siamo testardi e intendiamo continuare a promuovere la cultura dell'ospitalità e della generosità. Stiamo già lavorando ai progetti d'accoglienza per l'inverno. Prevediamo l'arrivo di quasi 50 bambini di cui due saranno nuovi. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di impegnarci e di portare avanti gesti concreti di solidarietà. Lo facciamo per fare del bene e per dare una chance in più ai giovani" ha così esordito Armando Crippa, presidente di "Cassago Chiama Chernobyl".

I volontari del Soccorso Alpino di Mandello

Il giovane ucraino Yaroslav, che studierà per tre anni in una scuola professionale di Erba

La parola è poi passata al sindaco di Cassago, Rosaura Fumagalli. "Ringrazio l'associazione che si impegna da vent'anni ad aiutare chi fatica a vivere una situazione normale. Le vostre azioni rientrano nei canoni della dignità umana. Ritengo altrettanto importante la collaborazione tra associazioni, enti e istituzioni, che il fondamento per una comunità democratica. Ringrazio perciò Cassago che, nella sua ricchezza umana, porta avanti questi valori. Auguro ai volontari che faranno uso di queste ambulanze di vivere il soccorso a chi ha più bisogno come una missione" ha sottolineato.

Al discorso della prima cittadina è seguito l'intervento del parlamentare lecchese Gian Mario Fragomeli. "Nella mia veste cercherò di impegnarmi per alleggerire le procedure burocratiche. Viviamo in un sistema complicato ed è anche per questo che il Paese ha bisogno di riforme. Cercherò nei miei compiti di insistere e di aiutarvi ad aggirare lentezze, incertezze e ostacoli. Non può essere sempre tutto una corsa contro il tempo e la burocrazia" ha affermato. Grazie anche all'insistenza dell'onorevole Fragomeli, primo cittadino per dieci anni del comune di Cassago, l'associazione "Cassago Chiama Chernobyl" è riuscita a promuovere l'ospitalità di Yaroslav, quindicenne originario di un villaggio della regione Chernigov dove vive con la zia. Il giovane, che sarà ospitato come già avviene da diversi anni da una famiglia di Longone al Segrino, avrà la possibilità di studiare per tre anni in una scuola professionale di Erba.

Da sinistra il presidente di "Cassago Chiama Chernobyl" Armando Crippa, il sindaco di Cassago
Rosaura Fumagalli e il viceconsole dell'ambasciata ucraina di Milano

Ultimo a destra l'onorevole Gian Mario Fragomeli

Anche il presidente dell'associazione "Domani Zavtra" Cristian Molinari ha approfittato per ringraziare tutti i volontari e le persone che lavorano per garantire gesti di solidarietà importante: "A inizio dicembre saremo a Bruxelles per discutere di alcuni nostri progetti e capire se ci sarà la possibilità di ottenere l'approvazione oltre che finanziamenti economici. L'Europa deve dare una risposta alla situazione di tensione forte che ancora oggi l'Ucraina sta vivendo. Il prezzo più alto lo stanno pagando i civili, che hanno bisogno di assistenza medica. Sono convinto che si è in tanti e si fa squadra, si possono raggiungere grandi risultati" ha sostenuto.
"Siamo una piccola associazione, ma tutti i nostri volontari hanno un grande cuore. Grazie per averci dato questa opportunità" gli ha poi fatto eco la referente di "Cavaion nel mondo".

Da sinistra, al microfono, il presidente dell'associazione "Domani Zavtra" Cristian Molinari
e la referente dell'associazione "Cavaion nel mondo"

Da sinistra, al microfono, il dott. Giacomo Molteni e il viceconsole ucraino in Italia

Infine, è stato invitato a parlare il dott. Giacomo Molteni, il quale ha illustrato gli sviluppi del progetto medico-sanitario "Materno Infantile". "Ci siamo mossi ormai da tempo in base ad un provvedimento di Regione Lombardia che invita i presidi ospedalieri a donare alle associazioni apparecchiature dismesse, da poi destinare a progetti specifici. Grazie a questa manovra Cassago Chiama Chernobyl è riuscita a inviare diverso materiale alla regione di Chernigov, dove le attrezzature avranno una seconda vita. A fine mese - ha spiegato - ci recheremo in Ucraina dove incontreremo il responsabile dell'ospedale regionale per capire e definire gli obiettivi strategici da perseguire. Stiamo ora predisponendo un progetto triennale per l'ottenimento degli apparecchi che richiede una rete di associazioni, che facciano sentire la loro voce ai tavoli della Regione e dell'Unione Europea".

Al microfono, da sinistra, il presidente del Soccorso Alpino di Mandello Giancarlo Alippi e la signora Valentina, amica ucraina di Milano

Ospite speciale alla cerimonia di domenica mattina è stato il viceconsole ucraino dell'ambasciata di Milano. "Sappiamo che le difficoltà burocratiche con cui avete a che fare ogni volta sono tanti. Con i miei colleghi Maksym e Mariana sto prendendo contatti con il console generale dell'Ucraina per capire come non essere penalizzati dalla legge approvata a gennaio, che prevede un limite all'importo delle vetture inquinanti. Aspettiamo una risposta da Kiev, sperando di riuscire a velocizzare il processo. Ringrazio di cuore tutti voi, - ha detto - perché dedicate tanto tempo per raccogliere fondi per l'Ucraina in difficoltà. Vi siamo davvero grati".
A chiudere i discorsi Giancarlo Alippi, presidente del Soccorso Alpini di Mandello che ha donato una delle due ambulanze in partenza per Chernigov. "Ringrazio Armando che ci ha dato la possibilità di fare qualcosa in più rispetto al nostro servizio. Siamo nati 40 anni fa e oggi abbiamo 180 volontari con nove mezzi. Siamo contenti di questa donazione, perché la nostra ambulanza può essere ancora utile e operativa. Abbiamo voluto dare in regalo anche 150 divise lasciando sul mezzo tanti presidi che in Ucraina forse non sanno ancora utilizzare. Speriamo che con la formazione possano diventare utili soprattutto a livello delle cure traumatiche".

Il taglio del nastro con le madrine dell'associazione cassaghese, i volontari e le autorità intervenute

Salutando la signora Valentina e sua figlia, titolari di un centro culturale ucraino di Milano e amiche dell'associazione "Cassago Chiama Chernobyl", Armando Crippa ha lasciato spazio al direttore della "Casa" guanelliana don Francesco Sposato per la benedizione dei mezzi e delle persone. Spazio poi al consueto taglio del nastro con le madrine del sodalizio e l'accensione delle sirene. Un rinfresco ha chiuso in bellezza la mattinata, ospitata in località Campiasciutti presso il piazzale dell'Istituto S. Antonio, diventato ormai un centro quotidiano di solidarietà.

Simona Alagia
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